Roma, 22 aprile 2026
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Riapre il Forte Aurelia: dopo 10 anni di lavori torna visitabile una delle 15 sentinelle della Capitale. Gualtieri: «Sarà uno degli itinerari meno noti e più belli di Roma»

All’inaugurazione parteciperanno alte cariche dello Stato, tra cui il comandante generale Andrea De Gennaro, il sindaco Roberto Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Riapre il Forte Aurelia: dopo 10 anni di lavori torna visitabile una delle 15 sentinelle della Capitale. Gualtieri: «Sarà uno degli itinerari meno noti e più belli di Roma»

Dopo un silenzio durato dieci anni e un imponente lavoro di recupero, il Forte Aurelia si è svelato oggi alla città nel suo antico splendore. Quella che un tempo era la sentinella del Regno d’Italia, a pochi giorni dal compleanno di Roma, cessa di essere un «gigante nascosto» per trasformarsi in un nuovo polo culturale e identitario per la Capitale. Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina in un clima di grande entusiasmo, alla presenza del Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dei massimi vertici della Guardia di Finanza, che ha curato l'intero restauro.

Dieci anni di cantiere: i numeri del restauro

L'intervento, iniziato nel 2016 e durato un decennio, non è stato una semplice operazione di manutenzione, ma un vero e proprio recupero filologico. Le Fiamme Gialle hanno lavorato per eliminare le superfetazioni accumulate negli anni, restituendo al manufatto l'aspetto originario del XIX secolo attraverso la rimozione di 55.000 metri cubi di terra scavata e l'abbattimento di 11 edifici incongrui che sorgevano attorno e sopra la struttura. L'opera ha permesso di risanare 50.000 metri quadrati di superfici, 1,5 chilometri di gallerie e ben 20.000 metri di aree verdi. Una delle novità più rilevanti è la creazione di una nuova sala ipogea, pensata per ospitare eventi, e il ripristino della sagoma del «traversone» nel cortile interno.

Da presidio militare a cuore pulsante della cultura

Il Forte Aurelia fu il primo dei 15 forti del campo trincerato romano a essere edificato dopo la proclamazione di Roma Capitale. La scelta della posizione non fu casuale: sorse sulla via Aurelia, l'asse strategico utilizzato dai soldati francesi venticinque anni prima per assediare la Repubblica Romana. Oggi, quella funzione difensiva evolve e, sebbene la struttura rimanga parte integrante del complesso delle caserme della Guardia di Finanza, la sua vocazione sarà prevalentemente pubblica. Ospiterà mostre ed eventi culturali, inclusa un'esposizione permanente sulla storia del Forte e del Corpo delle Fiamme Gialle. Il Ministro Giorgetti ha ricordato che destinare risorse ai beni artistici è un dovere costituzionale, mentre il Ministro Giuli ha evidenziato come il forte lanci un nobile messaggio che esula dalla dimensione della difesa per entrare nell'offerta culturale cittadina.

Un nuovo itinerario per la Capitale

Il Sindaco Roberto Gualtieri ha accolto il restauro con estremo favore, inserendolo in un piano più ampio di valorizzazione dei forti cittadini che spesso erano caduti in uno stato di degrado. Il Forte Aurelia farà ora da capofila a un progetto che coinvolge altre strutture storiche come il Forte Bravetta, il Forte Trionfale e il Forte Boccea, quest'ultimo oggetto di un intervento che integrerà anche il mercato e la piazza del quartiere. Con la riconsegna di questo spazio, Roma non recupera solo un pezzo della sua storia militare, ma inaugura una nuova stagione di rigenerazione urbana dove il rigore istituzionale incontra la fruizione pubblica e la bellezza dell'arte, creando percorsi turistici e culturali alternativi ai circuiti tradizionali.

Un baluardo del Regno d'Italia

Costruito tra il 1877 e il 1881 in via Aurelia Antica 443, il Forte Aurelia è una delle 15 fortificazioni che componevano il cosiddetto "campo trincerato". Dopo l'unificazione del 1871, il Regno d'Italia ritenne infatti vitale cingere la nuova Capitale con un anello difensivo di 37 chilometri.

Situato a soli tre chilometri da Porta San Pancrazio, il Forte Aurelia aveva il compito strategico di proteggere la città dagli attacchi di terra. La sua architettura parla ancora oggi di quella funzione: un impianto a trapezio isoscele con un fronte bastionato e un suggestivo accesso che un tempo avveniva tramite ponte levatoio, protetto da un "rivellino" triangolare.

Dalla difesa al museo: la nuova vita del Forte

Nonostante l'uso militare sia cessato ufficialmente nel 1944, la struttura ha continuato a servire lo Stato in diverse forme: prima come ospedale della Croce Rossa, poi, dal 1958, come centro logistico della Guardia di Finanza (caserma "Cefalonia Corfù").

Nonostante le trasformazioni e le modifiche alle opere murarie avvenute nel tempo, il forte ha conservato una sostanziale leggibilità del suo impianto originario, permettendo ai lavori di recupero iniziati nel 2016 di restituire l’edificio al suo antico splendore. Oggi il sito rinasce come spazio espositivo e sede di una sala polifunzionale, immerso in un’ampia area verde recuperata.

All’inaugurazione del 22 aprile parteciperanno alte cariche dello Stato, tra cui il comandante generale Andrea De Gennaro, il sindaco Roberto Gualtieri, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Per i cittadini che desiderano partecipare alle visite guidate gratuite è necessario inviare una comunicazione formale via mail all’indirizzo prenotazione.forteaurelia@gdf.it. Nella richiesta devono essere indicati il nome, il cognome e la data di nascita di ogni visitatore, insieme al modello e alla targa del veicolo per l’accesso al parcheggio. Sarà inoltre fondamentale specificare il turno di visita desiderato, scegliendo tra quello delle 14:30 o quello delle 15:30. Si segnala infine che l’accesso ad alcune aree del sito potrebbe risultare limitato da barriere architettoniche dovute alla conformazione storica della struttura e alla presenza di cantieri ancora attivi.

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