
Dal 13 al 18 luglio 2026 il Chiostro di San Salvatore in Lauro, a Roma, ospita la mostra personale di Paolo Ferroni, artista romano nato nel 1953 e attivo in una ricerca pittorica che mette in dialogo realtà e astrazione. L’esposizione, dal titolo I graffi del tempo scritti nella memoria del granito, è curata da Cinzia Cotellessa, artista e curatrice, con presentazione critica di Piero Zanetov, critico d’arte coinvolto nel progetto espositivo.
La mostra sarà inaugurata lunedì 13 luglio 2026, dalle 16.00 alle 21.00, negli spazi di Piazza San Salvatore in Lauro 15. Sarà poi visitabile da martedì 14 a sabato 18 luglio, tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.30. L’ingresso è libero.
Il percorso espositivo è dedicato alla forza evocativa della natura e alla sua continua capacità di trasformazione. Al centro della ricerca di Paolo Ferroni c’è il paesaggio naturale, non inteso come semplice rappresentazione, ma come spazio di riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’esperienza umana.
L’artista si è formato al Liceo Artistico di Via Ripetta e all’Accademia di Belle Arti di Roma, seguendo l’insegnamento di figure come Franco Gentilini, pittore italiano del Novecento, Arnoldo Ciarrocchi, incisore e pittore, e Antonio Del Guercio, storico dell’arte. Da questo percorso nasce una pittura intensa, costruita su segni, stratificazioni cromatiche e tensioni luminose.
Il tema della mostra prende forma dall’osservazione delle coste granitiche della Sardegna orientale, da Tancau a Cea. Rocce, scogliere, grotte e fondali marini diventano, nelle opere di Ferroni, elementi di un paesaggio interiore. La natura viene reinterpretata attraverso una pittura dinamica, in cui il granito non è soltanto materia, ma memoria visiva e simbolica.
Le superfici rocciose, segnate dal tempo, assumono una dimensione universale. I graniti diventano luoghi di pensiero, gli scogli immagini di tensioni interiori, le forme naturali tracce di un vissuto che attraversa la materia. In questo senso, la mostra propone una riflessione sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente, tema centrale nella poetica dell’artista.
Nel testo critico, Piero Zanetov definisce la ricerca di Ferroni come:
«arte della trasformazione»
Una definizione che riassume il rapporto tra materia, luce e colore nella pittura dell’artista. Nei suoi dipinti la natura non è soltanto oggetto di contemplazione, ma diventa coscienza, memoria e metamorfosi. Il paesaggio non resta immobile: si trasforma in esperienza interiore e in immagine simbolica.
La mostra si inserisce nella più ampia riflessione di Paolo Ferroni sul tema della Natura-Archè, principio centrale della sua ricerca artistica. L’attenzione per il mondo naturale richiama anche l’urgenza della salvaguardia ambientale e la necessità di ristabilire un rapporto autentico con l’ambiente.
Attraverso il granito, Ferroni costruisce un racconto pittorico sul tempo e sulle sue tracce. La materia naturale diventa archivio di segni, luogo di memoria e superficie capace di custodire il passaggio dell’uomo e della natura.
La mostra, curata da Cinzia Cotellessa, con presentazione critica di Piero Zanetov, è ad ingresso libero.
I graffi del tempo scritti nella memoria del granito di Paolo Ferroni si terrà al Chiostro di San Salvatore in Lauro, in Piazza San Salvatore in Lauro 15, a Roma, dal 13 al 18 luglio 2026. Il vernissage è previsto per lunedì 13 luglio 2026, dalle 16.00 alle 21.00. L’esposizione sarà visitabile dal 14 al 18 luglio, tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.30.
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