
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal cartello di comitati cittadini e associazioni ambientaliste, annullando definitivamente il decreto di Valutazione di impatto ambientale (Via) per il contestato progetto del porto crocieristico della Royal Caribbean a Isola Sacra, nel comune di Fiumicino.
A dare la notizia sono stati direttamente i promotori della battaglia legale. Il fronte compatto formato dal Comitato Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Saifo e Lipu-BirdLife Italia che ha incassato una vittoria netta dopo che i giudici amministrativi hanno deciso di cancellare l'atto che dava il via libera ambientale all'opera, bloccando di fatto i cantieri.
Chi si è opposto al progetto afferma che questo verdetto non fa altro che confermare tutte le ragioni tecniche, ambientali e giuridiche portate avanti in questi anni.
Per le associazioni la decisione del tribunale ha un merito. Impedisce la realizzazione di un'opera mastodontica che avrebbe stravolto l'ecosistema della foce del Tevere e inferto un colpo durissimo a tutto il nostro litorale.
L'azione di annullamento appena decretata dal Tar affonda le sue radici in un impianto legale molto solido, coordinato dagli avvocati Teofilatto, Terracciano e Di Matteo dell'Associazione Raggio Verde, insieme allo Studio Legale Pierantozzi. I punti centrali dell'impugnazione iniziale riguardavano pesanti irregolarità procedurali, violazioni delle norme ambientali e delle regole sulla portualità.
La battaglia si è retta anche su una fitta rete di solidarietà economica tra comitati, cittadini residenti ed enti di rilievo come la Compagnia Portuale Civitavecchia e la CILP (Cooperativa Impresa dei Lavoratori Portuali). Fin dall'inizio della causa, i promotori avevano chiarito lo spirito dell'iniziativa: «Avviando questa azione legale ribadiamo la nostra fiducia nelle istituzioni e nella capacità della giustizia amministrativa di ristabilire correttezza e trasparenza».
I comitati considerano questa sentenza come un passo in avanti enorme per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica di chi vive qui. La posizione del territorio resta fermissima. L'area di Isola Sacra non può in alcun modo ospitare una struttura del genere.
In ogni caso la partita non si chiude oggi. Le associazioni hanno già fatto sapere che non abbasseranno la guardia e continueranno a monitorare ogni passo della pianificazione costiera e del futuro del progetto, mantenendo attivo anche il presidio permanente sull'area dei bilancioni per osservare le opere di manutenzione in corso di completamento.
L'entusiasmo tra i cittadini è alle stelle. Il comitato collettivo No porto ha subito diffuso una nota ufficiale per festeggiare il traguardo e dare appuntamento alla città, rivendicando il valore della resistenza locale:
«In un tempo di sgomberi. Di repressione. Di territori svenduti, devastati e recintati. Di ingiustizie sociali che sembrano non finire mai. In un tempo in cui sembra che chi ha più soldi vinca sempre. È successa una cosa rara. In un angolo periferico del litorale, una comunidade ha resistito. E ha vinto una battaglia. Abbiamo vinto il ricorso al TAR.
Non è un miracolo. Non è un regalo. È il risultato di anni di lotta, studio, presìdi, raccolte fondi, assemblee, iniziative, accessi agli atti negati, giornate passate sulla spiaggia. Non significa che sia finita. Ma significa una cosa importante. Che si può fare. Che a volte, anche chi non ha milioni di euro, lobby e multinazionali alle spalle può cambiare il corso delle cose. Che i territori, quando sono abitati, amati e difesi, sanno ancora sorprendere.
Questa vittoria è di chiunque abbia creduto che il mare non fosse una merce. E allora venite a festeggiarla con noi. Sabato e domenica ai Bilancioni. Perché le vittorie non si consumano da sol3. Si condividono. E da lunedì si ricomincia. Più forti di prima. La lotta paga. A volte, incredibilmente, vince anche».
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