Roma, 4 marzo 2026
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Prima il degrado, lo spaccio e la prostituzione, ora un hub per la logistica «last mile»: ecco come diventerà l'area delle ex officine a Tor Cervara

Prologis e Gse stanno riqualificando gli spazi dove, fino agli anni 90', c'erano le officine Romanazzi. Veloccia: «Un sito produttivo che porta economia, posti di lavoro, rigenerazione urbana e sicurezza». Umberti: «La Tiburtina, da periferia dimenticata, sta diventando centrale per Roma»

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 13 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
Cantiere a Tor Cervara

Cantiere a Tor Cervara

Era un luogo abbandonato, piazza di spaccio e di sfruttamento della prostituzione ma nei prossimi mesi diventerà un centro per la logistica «last mile»: l’ultima fase della distribuzione delle merci dove i prodotti vengono prelevati dai camion e trasferiti sui veicoli di piccole dimensioni per recapitarli nelle case dei cittadini romani. Ci troviamo a Tor Cervara, a pochi passi da via Tiburtina, all’interno del Gra e in prossimità dello svincolo dell’A24. Qui le multinazionali Prologis e Gse stanno riqualificando gli spazi delle ex officine Romanazzi finiti nel degrado dopo la chiusura dello stabilimento industriale negli anni 90’.

Hub logistico

Il progetto punta a realizzare un hub logistico ma anche un intervento di rigenerazione urbana tra uffici, aree verdi, stazioni di ricarica elettrica, pannelli fotovoltaici e un edificio di oltre 10mila metri quadri ricostruito in chiave sostenibile - con volumi ridotti rispetto alla struttura originaria -all’interno di uno spazio di 35mila mq che include la viabilità interna e 200 parcheggi.

Rigenerazione urbana e sicurezza

Il cantiere, aperto a giugno 2025, chiuderà a fine maggio 2026 dopo la pulizia, la bonifica dell’amianto e la demolizione e ricostruzione dell’edificio principale. Poi sarà consegnato alla società, ancora top secret, che gestirà la spazio per le attività di logistica favorendo la nascita di almeno 50 posti di lavoro.

«Un simbolo della rigenerazione urbana», ha detto l’assessore all’Urbanistica capitolino Maurizio Veloccia che ha partecipato all'incontro con i giornalisti organizzato da Prologis e Gse martedì 4 marzo.

«Questo era un luogo degradato e anche se fossero intervenuti 100 poliziotti non si sarebbe mai riusciti a garantire sicurezza - ha sottolineato Veloccia - perché solo una città viva è più sicura. Ora nasce un sito produttivo - ha proseguito l’assessore -che porta economia, posti di lavoro e rigenerazione urbana che producono un indotto in termini di sicurezza».

Sostenibilità ambientale

Progettato per ottenere la certificazione Leed Gold, il nuovo edificio integra soluzioni come l’utilizzo di calcestruzzo a ridotte emissioni, un impianto fotovoltaico, pompe di calore ad alta efficienza e un sistema di Building management system (Bms) per ottimizzare le performance energetiche. Sono, inoltre, previste 12 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e un sistema di raccolta e riutilizzo delle acque piovane.

«Abbiamo ripreso l’esatta impronta del magazzino delle ex officine Romanizzi - ha spiegato Charlène Castellano, business development director di Gse - e abbiamo persino ridotto il perimetro: è aumentata un pò l’altezza rispetto alla struttura originaria - ha precisato - ma i metri quadri sono diminuiti».

Le attività nel futuro stabilimento

Lo stabilimento sarà inaugurato a giugno prossimo: «Sarà un posto pieno di vita, ricco di operatività e figure professionali», ha anticipato Filippo Paris, director capital deployment di Prologis.

«Ci saranno gli addetti agli uffici e ai magazzini e poi i driver che, con piccoli veicoli, consegneranno la merce porta a porta ai cittadini di Roma», ha aggiunto Paris. «Un ambiente vivo e attrattivo che migliorerà la vita di chi abita vicino ma anche dei passanti che potranno ammirare le opere di street art che verranno realizzate lungo il perimetro dell’edificio».

«Il sistema Tiburtina»

Un cambiamento sostanziale da quando il presidente del IV municipio Massimiliano Umberti ha visitato l’area quattro anni fa: «Qui avevo trovato degrado e attività illecite, addirittura le persone avevano paura di attendere l’autobus alla fermata vicina, su via Tiburtina mentre ora questo posto sta contribuendo al “Sistema Tiburtina”, motore trainante dello sviluppo nella città», ha spiegato Umberti.

«La Tiburtina, da periferia dimenticata, sta diventando centrale per Roma: siamo primi nell’automitive, primi nell’aerospazio, primi nella chimica e nella cibersecurity e diventeremo presto primi della logistica», ha concluso il presidente.

«Modello replicabile»

Quello della logistica è un settore in espansione a Roma. «Offrendo spazi logistici di alta qualità in una posizione urbana strategica, sosteniamo l’attività economica locale contribuendo al contempo a una rigenerazione urbana sostenibile», ha dichiarato Sandro Innocenti, senior vice president e regional head southern Europe di Prologis.

«Quello della riqualificazione delle ex officine Romanazzi è uno degli interventi più significativi intrapresi nell’area romana negli ultimi anni e rappresenta un modello replicabile in altri contesti industriali dismessi a rischio degrado che, proprio per la loro vicinanza con le infrastrutture stradali potrebbero tornare a nuova vita sociale ed economica attraverso una riqualificazione logistica», ha aggiunto Giulio Della Torre, head of logistics activity di Gse Italia. «La rigenerazione urbana è una sfida che dobbiamo vincere per fermare il consumo di suolo e il degrado urbano», ha concluso.
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