Roma, 3 marzo 2026
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Roma Capitale rilancia il «Pianeta Acqua»: approvato l’ordine del giorno per candidare la città Capitale dell’Acqua

Consiglio straordinario e lectio magistralis di Jeremy Rifkin in aula Giulio Cesare. Gualtieri: «L’acqua non è una risorsa da sfruttare, ma è un bene comune e fonte di vita». Celli: «Impegno politico chiaro e condiviso»

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 4'
Roma Capitale rilancia il «Pianeta Acqua»: approvato l’ordine del giorno per candidare la città Capitale dell’Acqua

Nel cuore del Campidoglio, nell’aula Giulio Cesare del palazzo Senatorio, Roma ha dedicato una giornata interamente centrata sul tema del «Pianeta Acqua», con un convegno istituzionale nella mattinata di martedì 3 marzo e una seduta straordinaria dell’assemblea capitolina nel pomeriggio. Ospite principale l’economista e sociologo Jeremy Rifkin, tra i maggiori teorici dell’economia circolare e autore del libro Pianeta Acqua.

L’iniziativa, promossa dalla presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli, ha visto la partecipazione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del sindaco di Pollica Stefano Pisani (coordinatore delle reti dei Comuni d’Acqua) e, per Venezia, dell’assessore Massimiliano De Martin. Sono intervenuti inoltre, anche con contributi video, il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi e la sindaca di Genova Silvia Salis, insieme a Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente dei Comuni sostenibili, e ad Antonino Errigo, segretario generale del Centro studi Laudato Si’. L’introduzione è stata affidata al giornalista Riccardo Luna. A chiudere la mattinata è stata la lectio magistralis di Rifkin dedicata al «Blue Deal» come leva di trasformazione economica e sociale.

Gualtieri: «L’acqua non è una risorsa da sfruttare»

Aprendo i lavori, il sindaco ha richiamato il valore simbolico dell’iniziativa nel mese che conduce alla Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo. «Nel mese della giornata mondiale dell’acqua, che si celebrerà il 22 marzo, per noi è molto importante essere qui oggi a dire con Jeremy Rifkin che l’acqua non è una risorsa da sfruttare, ma è un bene comune e fonte di vita. L’insegnamento di Rifkin non è solo attrezzarsi per affrontare il problema della scarsità di acqua, ma valorizzare questo elemento in una visione di sviluppo sostenibile, raccogliendo la sua straordinaria capacità di vedere il futuro e di spiegarci il presente».

L’impegno dell’Aasemblea e l’ordine del giorno

Nel pomeriggio, sempre alla presenza di Rifkin, si è svolta la seduta tematica dell’assemblea capitolina. Sono intervenuti gli assessori Sabrina Alfonsi, Ornella Segnalini ed Eugenio Patanè, illustrando le azioni già avviate dall’amministrazione in materia di resilienza idrica, adattamento climatico e innovazione infrastrutturale. Al termine del dibattito, l’aula ha approvato l’ordine del giorno presentato da Celli che impegna il sindaco e la giunta a rafforzare l’impegno della città nel paradigma «Pianeta Acqua» e del Blue Deal, promuovere innovazione e cultura dell’acqua e candidare Roma come Capitale dell’Acqua. «La giornata di oggi segna un passaggio importante per Roma. Non è stato solo un momento di riflessione, ma l’assunzione di un impegno politico chiaro e condiviso. Con l’approvazione dell’ordine del giorno, l’Assemblea capitolina ha scelto di riconoscere l’acqua come elemento centrale delle nostre politiche pubbliche e di orientare in modo strutturale le scelte future verso resilienza, innovazione e sostenibilità», dichiara Celli. «Roma – prosegue – è storicamente una città d’acqua: dal Tevere agli acquedotti, fino al mare. Oggi riaffermiamo questa identità, facendo dell’acqua il fulcro della sicurezza territoriale, della salute pubblica e della qualità della vita. Vogliamo che Roma sia protagonista in Italia e in Europa di una nuova cultura dell’acqua, capace di unire visione ambientale, responsabilità istituzionale e attenzione alle nuove generazioni».

Celli: coinvolgere tutte le forze politiche

Nel suo intervento in aula, la presidente ha ribadito la necessità di un coinvolgimento pieno dell’assemblea capitolina nelle strategie ambientali. «Credo fortemente che, con tutte le azioni che le città devono mettere in campo in un momento di difficoltà come quello dei cambiamenti climatici e come quello dell’emergenze che si stanno vivendo a livello ambientale e climatico, è opportuno coinvolgere le assemblee elettive e i loro rappresentanti per poter pensare insieme, oltre a quello che già sta facendo l’amministrazione con il sindaco Gualtieri e i suoi assessori, quello che l’assemblea capitolina può indicare e può indirizzare, e quindi un impegno concreto, in termini di responsabilità istituzionale, nel solco delle strategie del Green Deal e del Blue Deal europeo, in cui tutte le forze politiche possano essere coinvolte». E ha aggiunto: «Condividiamo le scelte progressive future una questa città come Roma capitale può e deve fare - soprattutto pensando che l’essenza della nostra città è costituita dall’acqua al 70% dall’acqua. Per questo spero che l’ordine del giorno che presentiamo e che andremo a votare al termine di questa Assemblea sia un atto condiviso da tutti, e che Roma capitale diventi la Capitale dell’acqua».

L’appello di Rifkin: «Il tempo sta finendo»

Nel suo intervento, Rifkin ha invitato Roma a farsi promotrice di un cambiamento culturale e normativo su scala internazionale. «Il tempo sta finendo - l’orologio ticchetta e il tempo sta finendo. Ci troviamo oggi di fronte a uno di quei momenti della storia che io chiamo ‘momenti Spinelli’». «Quello che dobbiamo mettere in campo non è certo uno strumento di marketing, è una vera e propria rivoluzione che risiederà in un provvedimento, e la città di Roma ha intenzione di essere la prima». Secondo l’economista, «al clima non gliene importa niente della politica» e saranno le reti tra territori locali a fare la differenza. «D’ora in poi tutte le norme, i regolamenti interni e i protocolli che verranno impiegati nella città di Roma saranno tutti impergnati sul concetto che questo non è il pianeta Terra, ma il pianeta acqua». Un messaggio che, nelle sue parole, potrà diffondersi «fino all’Asia e alle Americhe».

L’esperienza di Venezia e la sfida della laguna

Al confronto ha preso parte anche l’assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del Comune di Venezia, Massimiliano De Martin, che ha portato l’esperienza della laguna come modello di gestione complessa tra tutela ambientale e pianificazione. «L’ambiente - ha dichiarato - non può essere dissociato dalla pianificazione urbanistica: è con questa visione che abbiamo operato negli ultimi anni. È fondamentale affrontare le criticità con tempestività, ma con uno sguardo di lungo periodo, capace di coniugare responsabilità individuali e scelte strategiche a livello locale e globale». La laguna è stata definita «un equilibrio delicato, frutto dell’intervento dell’uomo, che deve essere governato con razionalità anche in funzione di un turismo sostenibile e della qualità della vita dei residenti». Dal 20 ottobre 2020 il sistema Mose è stato attivato 151 volte. Attualmente sono in corso cantieri idraulici per circa 100 milioni di euro per la gestione dei sei fiumi che sfociano in laguna e delle acque meteoriche, con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio ambientale complessivo. «Venezia, oggi come ai tempi della Serenissima, guarda al futuro senza dimenticare la propria storia: la tutela del territorio riguarda il mare, ma anche i fiumi e le montagne», ha sottolineato De Martin. Richiamata anche la collaborazione con Unesco su progetti dedicati alla qualità dell’acqua, dall’«Asilo della Laguna» al convegno-laboratorio al Rifugio Galassi, fino alla variante urbanistica per il Parco Fluviale del Marzenego e al ruolo della nuova Autorità per la Laguna.

Prossima tappa: i «Blue Awards 2026»

Il percorso proseguirà il 5 marzo all’Auditorium Parco della Musica con i “Blue Awards 2026”, organizzati dall’associazione Anter e dal Cetri-tires, che premieranno le migliori idee per proteggere l’acqua e l’idrosfera planetaria elaborate dagli studenti romani sulla base di una versione a fumetti di Planet Aqua realizzata dall’artista Sara Roversi. Un ulteriore tassello di un percorso che punta a fare di Roma un punto di riferimento nazionale ed europeo nella nuova cultura dell’acqua.

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