
La campanella è tornata a suonare nella sede succursale del liceo Gullace di via Deportati del Quadraro a oltre quindici mesi dagli incendi dell’ottobre 2024 che avevano reso l’edificio inagibile. Da lunedì 26 gennaio studenti e docenti sono rientrati in una struttura bonificata e riqualificata grazie a un intervento della Città metropolitana di Roma Capitale, che ha finanziato e seguito l’intero iter tecnico e amministrativo.
All’inaugurazione erano presenti studenti e personale scolastico, guidati dalla neo-preside Rosanna Labalestra, il presidente del VII Municipio Francesco Laddaga, il consigliere metropolitano delegato all’Edilizia scolastica Daniele Parrucci e il sindaco di Roma Capitale e della Città metropolitana Roberto Gualtieri.
A seguito della cerimonia c'è stata una visita con gli studenti per la presentazione dei lavori che sono stati svolti e per un simbolico passaggio di mano che ha segnato la consegna del testimone ai suoi legittimi fruitori.
In una mattinata piovosa, il quartiere Don Bosco ha vissuto grazie a questa riapertura un momento di forte entusiasmo, visibile nei volti di tutti i presenti e dimostrato dai commenti di professori e studenti, finalmente di ritorno nella scuola abbandonata diversi mesi fa.
L’intero iter, dalla copertura finanziaria alla chiusura del cantiere, si è svolto in tempi considerati particolarmente rapidi per un edificio scolastico gravemente danneggiato, tra bonifica ambientale, progettazione, gare e lavori.
Dopo i roghi divampati tra il 16 e il 18 ottobre 2024, a seguito di un’occupazione studentesca e di gravi atti vandalici, la sede fu dichiarata inagibile. Nei mesi successivi si è lavorato sul piano tecnico e istituzionale per limitare il ricorso alla didattica a distanza e riportare gli alunni in presenza. Il 29 aprile 2025 la Città metropolitana ha stanziato le risorse di bilancio necessarie; il 9 giugno è stato affidato l’incarico di progettazione per la bonifica e la manutenzione straordinaria. L’11 agosto 2025 sono partiti i lavori di bonifica, seguiti il 20 novembre dall’avvio della manutenzione straordinaria, fino alla conclusione degli interventi il 26 gennaio 2026.
Parrucci ha sottolineato la portata dell’operazione e le difficoltà iniziali: «A ottobre la scuola è andata a fuoco. Ad aprile siamo riusciti a reperire due milioni di euro, interamente della Città metropolitana. È stato definito un attentato alle istituzioni, ma siamo stati lasciati soli a trovare i fondi e ad affrontare questa problematica».
In quella fase, prima dello stanziamento metropolitano, la comunità scolastica era rimasta per mesi senza certezze. I circa 1.470 studenti tra sede centrale e succursale erano stati distribuiti in un paio di scuole del VII Municipio, in quella che lo stesso Parrucci aveva definito «un’operazione estremamente complessa». Parallelamente, gli studenti, sostenuti dalla rete territoriale Cinecittà Bene Comune, avevano manifestato a inizio marzo chiedendo un intervento al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per lo stanziamento di fondi, che però non arrivò.
Il consigliere ha ricordato anche la fase più delicata della bonifica: «A luglio, quasi un anno dall’incendio, l’odore della diossina era ancora forte. Da lì sono partiti lavori giorno e notte. Questa scuola non è stata solo ripristinata, è stata messa completamente a nuovo».
Per il VII municipio la fase più complessa è stata quella organizzativa, legata alla redistribuzione degli studenti su più plessi del territorio, mentre anche la sede centrale era interessata da lavori.
Un assetto provvisorio che ha richiesto un coordinamento costante tra istituzioni scolastiche e amministrazioni locali, come ricordato dal presidente Laddaga durante il suo ntervento con i rappresentanti degli studenti.
La dirigente scolastica Rosanna Labalestra ha legato la riapertura al valore educativo e simbolico dell’edificio: «La scuola non è un edificio, è un presidio di democrazia, un presidio di relazioni umane che dobbiamo proteggere in tutti i modi». La preside ha ricordato il periodo della dispersione in più sedi e il lavoro interno di riorganizzazione: «I docenti hanno rifatto l’orario forse una decina di volte, sempre con spirito di servizio e responsabilità, perché dovevamo raggiungere questo obiettivo». I lavori hanno consentito anche di ripensare gli spazi, con lo spostamento di alcuni laboratori e una diversa distribuzione delle aule.
Gualtieri ha evidenziato il rischio, poi evitato, di perdere un presidio scolastico storico per il territorio: «Il rischio era che la scuola rimanesse chiusa a lungo, che passasse il tempo e si perdesse un presidio. Era inaccettabile. Siamo riusciti a fare in poco tempo quello che di solito richiede anni, tra fondi da trovare, progetti, gare e lavori». Il sindaco ha collegato la riapertura a un impegno più ampio sull’edilizia scolastica superiore, annunciando ulteriori interventi sulla palestra interna e sugli spazi esterni, con nuovi stanziamenti già individuati.
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