Roma, 25 febbraio 2026
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Riforma di Roma Capitale, ddl costituzionale verso il voto in Commissione

Governo e maggioranza puntano a chiudere l’esame del testo entro il 5 marzo. Aula calendarizzata per il 9 marzo

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Riforma di Roma Capitale, ddl costituzionale verso il voto in Commissione

Uno step in più per i poteri di Roma. Prosegue il percorso parlamentare della riforma costituzionale della Capitale, che punta a riconoscere alla Capitale un ruolo giuridico e istituzionale più forte nell’ordinamento repubblicano. Dopo l’adozione come testo base da parte della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati e il via libera preliminare delle diverse forze politiche, la prossima settimana è infatti previsto il voto sugli emendamenti, con l’obiettivo di concludere l’esame in Commissione entro giovedì 5 marzo.

La discus­sione ha registrato un confronto tra il governo e l’amministrazione capitolina: è atteso in questi giorni un incontro tra Roberto Gualtieri e i rappresentanti di Palazzo Chigi per definire ulteriori dettagli prima del voto. Il provvedimento è poi stato calendarizzato per l’approdo in aula il 9 marzo.

Quali cambiamenti prevede la riforma

Il disegno di legge costituzionale propone una modifica dell’articolo 114 della Costituzione Italiana inserendo Roma Capitale tra i livelli di governo che compongono la Repubblica (accanto a Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni). Questo riconoscimento, considerato storico da molti osservatori, non modifica i confini e non assorbe la Regione o la Città metropolitana di Roma Capitale, ma attribuisce all’ente capitolino condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria. Nel dettaglio, il ddl prevede che Roma Capitale acquisisca potestà legislativa in materie di interesse locale ­– tra cui trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, turismo, cultura, politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa – pur nel quadro delle competenze statali e regionali vigenti. Il testo base attualmente all’esame recepisce queste materie come ambiti in cui la città potrà adottare proprie norme legislative per rispondere alle esigenze di una realtà urbana con più di tre milioni di abitanti.

Verso la legge ordinaria e risorse adeguate

Accanto alla modifica costituzionale, la riforma prevede l’adozione di una legge dello Stato «rinforzata» che disciplinerà l’ordinamento di Roma Capitale e definirà i principi di un decentramento amministrativo da attuare sulla base di questa legge statale. Tale normativa dovrà anche fissare meccanismi di autonomia amministrativa e finanziaria, comprese le risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni attribuite.

La coalizione che sostiene il governo ha espresso l’intenzione di accompagnare l’iter costituzionale con un confronto costruttivo fra Stato e Campidoglio per completare l’assetto normativo, mentre alcuni gruppi parlamentari sottolineano l’importanza di individuare contestualmente risorse adeguate perché l’entrata in vigore delle nuove competenze non sia priva di strumenti operativi fin dall’inizio. Il voto sugli emendamenti e l’incontro previsto tra Palazzo Chigi e il sindaco saranno quindi tappe decisive prima dell’approdo in Aula, che segna un altro passaggio verso l’entrata della riforma nell’ordinamento italiano.

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