Roma, 4 novembre 2026
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Roma Capitale, al Senato parte la discussione sulla riforma: emendamenti entro il 10 novembre

Avviato in commissione Affari costituzionali l’esame in seconda lettura del disegno di legge costituzionale. Il testo dovrà affrontare altre tre letture parlamentari e potrebbe essere sottoposto a referendum

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 2'
Roma Capitale, al Senato parte la discussione sulla riforma: emendamenti entro il 10 novembre

È cominciata mercoledì 4 novembre, nella commissione Affari costituzionali del Senato, la discussione generale sul disegno di legge costituzionale per Roma Capitale. Il provvedimento, che ha già superato il primo passaggio alla Camera, è ora in seconda lettura parlamentare. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato a martedì 10 novembre alle 15. A seguire i lavori in commissione c’è la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il relatore del testo è il presidente della commissione, Andrea De Priamo, esponente di Fratelli d’Italia. La discussione si è aperta dopo la conclusione, la scorsa settimana, del ciclo di audizioni, al quale hanno partecipato anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’ex sindaca Virginia Raggi.

La modifica costituzionale e il nodo delle autonomie

Il testo arrivato al Senato è il risultato di una mediazione politica intervenuta durante l’esame alla Camera. In particolare, è stato inserito un passaggio che prevede la possibilità per lo Stato di attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. La modifica era stata richiesta dalla Lega, che aveva sollecitato maggiori forme di autonomia anche per le altre grandi città. Nel corso dell’esame alla Camera, tuttavia, il provvedimento non ha ottenuto il sostegno del Partito democratico e di Italia Viva, che pure avevano partecipato alla promozione dell’iniziativa per riconoscere maggiori poteri a Roma. Da un lato, M5s e Alleanza Verdi e Sinistra avevano espresso contrarietà; dall’altro, Pd e Iv avevano chiesto maggiori garanzie sulle risorse economiche necessarie per rendere effettive le nuove competenze.

Quattro letture e possibile referendum

Trattandosi di una modifica della Costituzione, il disegno di legge dovrà affrontare quattro letture parlamentari, due alla Camera e due al Senato. Per evitare il referendum costituzionale, il testo dovrà ottenere il voto favorevole dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera nelle ultime due votazioni. In caso contrario, potrà essere richiesto il referendum confermativo secondo le procedure previste dalla Costituzione. Il prossimo passaggio è dunque quello degli emendamenti, attesi entro le 15 del 10 novembre. Da lì proseguirà l’esame parlamentare di una riforma destinata a ridefinire il ruolo istituzionale e le funzioni amministrative della Capitale.

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