Roma, 20 maggio 2026
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Roma Capitale, scontro sulla riforma dei poteri: Casellati attacca il Pd e Gualtieri replica «Ora governo e opposizione si parlino»

Al Roma REgeneration Forum si riaccende la polemica sul ddl costituzionale per Roma Capitale dopo l’astensione del Partito democratico alla Camera. Casellati accusa il Pd di aver bloccato la riforma, Gualtieri insiste sulla necessità di una legge ordinaria con risorse e competenze amministrative

di Camilla Palladino - TEMPO DI LETTURA 3'
Roma Capitale, scontro sulla riforma dei poteri: Casellati attacca il Pd e Gualtieri replica «Ora governo e opposizione si parlino»

Il futuro della riforma per i poteri di Roma Capitale torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A riaccendere lo scontro, durante il secondo Roma REgeneration Forum all’Eur, sono state le dichiarazioni della ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che si sono confrontati pubblicamente sullo stallo del disegno di legge costituzionale dedicato a Roma Capitale. Il fulcro della polemica è l’astensione del Partito democratico durante il voto alla Camera sul testo della riforma, approvato in prima lettura senza il sostegno delle opposizioni.

L’iter della riforma e il nodo della legge ordinaria

Il ddl costituzionale punta a riconoscere a Roma Capitale poteri speciali e competenze legislative assimilabili a quelle regionali, nel tentativo di avvicinare il modello romano a quello delle principali capitali europee. Il testo, elaborato dal governo insieme agli enti territoriali coinvolti, è stato approvato in prima lettura alla Camera, ma senza la maggioranza dei due terzi. Questo significa che, qualora il Parlamento confermasse il testo nelle successive letture senza raggiungere quella soglia, la riforma potrebbe essere sottoposta a referendum confermativo. Il punto di frizione riguarda però soprattutto la legge ordinaria collegata alla riforma costituzionale. Secondo il sindaco Gualtieri, infatti, il trasferimento di nuove competenze a Roma dovrebbe essere accompagnato contestualmente da risorse economiche, poteri amministrativi e strumenti operativi adeguati. «Noi abbiamo sempre detto: bene una legge costituzionale che ci dia le competenze legislative regionali, ma di fianco all’ottimo testo preparato dalla ministra Casellati serve una legge ordinaria dove ci siano le risorse e le competenze amministrative», ha spiegato il sindaco. «È lì che c’è la vera ciccia, cioè le cose importanti. Senza una legge ordinaria questa legge farebbe addirittura danni all’efficienza del Comune». Il primo cittadino ha ricordato che il confronto con la Regione Lazio sulle competenze da trasferire era stato rapido e condiviso: «Io e Francesco Rocca di più non possiamo fare. Ci siamo messi d’accordo sulle competenze regionali che passavano a Roma in cinque minuti».

Gualtieri: «Maggioranza e opposizione si parlino direttamente»

Dal palco del Forum il sindaco ha quindi lanciato un appello diretto alle forze politiche nazionali, invitandole a superare lo stallo parlamentare. «A governo e opposizione dico: parlatevi fra di voi», ha affermato. «Alla maggioranza di non venire da me a dire “ci parli tu con quelli?”. No, parlateci voi. E alla minoranza: “ci parli tu col governo?”. No, parlatevi voi». Secondo Gualtieri, il testo costituzionale approvato resta comunque «un buon testo», migliorato anche grazie al lavoro svolto durante il confronto istituzionale. «Avrei preferito una maggioranza più larga», ha aggiunto, sottolineando però che la vera partita riguarda «l’autonomia amministrativa e finanziaria prevista dalla legge ordinaria». Nel corso del Forum il sindaco ha anche rivendicato la fase di crescita e investimenti della Capitale, citando l’avvio del termovalorizzatore di Santa Palomba e il progetto per il nuovo stadio della Roma come esempi di una città «che si è allargata e rafforzata».

Casellati: «Il Pd ha bloccato la riforma»

Alle parole del sindaco ha replicato duramente la ministra Casellati, che ha accusato direttamente il Partito democratico di aver interrotto un percorso condiviso. «La riforma di Roma Capitale non l’ha bloccata la maggioranza, l’ha bloccata il Partito democratico», ha dichiarato. «Noi ci siamo seduti al tavolo e abbiamo scritto insieme una legge costituzionale che poi non è stata approvata dal Pd. Questa è una giravolta inspiegabile e deludente». La ministra ha contestato anche la ricostruzione fornita dal sindaco sul rapporto tra riforma costituzionale e legge ordinaria. «Non è vera la questione che il Pd si sia astenuto in assenza di una legge ordinaria», ha detto. «La legge ordinaria doveva essere elaborata nel passaggio tra la prima e la seconda lettura». Casellati ha inoltre respinto l’idea che spettasse alla maggioranza ricucire il dialogo politico con le opposizioni attraverso il sindaco di Roma. «Gualtieri si è sempre presentato come rappresentante del Partito democratico. Al tavolo c’era lui, non abbiamo scritto una legge comunale ma una legge che andava discussa in Parlamento». Da qui l’affondo finale: «La storia della telefonata, chi la deve fare prima, mi sembra francamente un po’ ridicola».

Rocca: «Il Pd si è sfilato per opportunità politica»

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha confermato l’esistenza di un’intesa iniziale sul percorso parlamentare della riforma. «L’accordo era che si facesse la prima lettura e poi, tra le due letture parlamentari, si lavorasse alla legge ordinaria», ha spiegato. «Le motivazioni per cui poi il Partito democratico si è sfilato sono davvero spiacevoli, perché di mera opportunità politica e non nell’interesse della città». Rocca ha definito la riforma «un’occasione importante» e ha espresso dubbi sulla possibilità di recuperare il percorso, soprattutto in vista della seconda lettura al Senato e del rischio referendum. «Nessuno credo voglia avventurarsi in una seconda lettura per poi arrivare a un referendum», ha osservato, ricordando anche il lavoro condiviso svolto finora tra Regione e Campidoglio.

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