Roma, 27 marzo 2026
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No Kings, concerto “Together” alla Città dell’Altra Economia: musica e mobilitazione contro guerra e autoritarismo

L'evento gratuito promosso dalla rete No Kings Italia: decine di artisti sul palco in vista del corteo nazionale del giorno successivo

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 7 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
No Kings, concerto “Together” alla Città dell’Altra Economia: musica e mobilitazione contro guerra e autoritarismo

Sarà la musica ad aprire la due giorni di mobilitazione lanciata dalla piattaforma No Kings Italia. Venerdì 27 marzo, alla Città dell’Altra Economia di Testaccio, è in programma il concerto gratuito “Together – Insieme”, evento culturale che precede la manifestazione nazionale prevista per sabato.

L’appuntamento rappresenta molto più di un semplice live: è un vero e proprio happening politico e culturale, pensato per accompagnare e sostenere la mobilitazione contro guerra, riarmo e derive autoritarie.

Un concerto per “unire le lotte”

Sul palco saliranno decine di artisti della scena musicale italiana, tra nomi storici e nuove generazioni, in un cartellone che attraversa generi e linguaggi diversi. Tra gli altri, sono annunciati Daniele Silvestri, Ditonellapiaga, Modena City Ramblers, Bandabardò, Willie Peyote, Giancane, Gemitaiz e Rancore insieme a molti altri musicisti e performer come Sabina Guzzanti.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di creare uno spazio di convergenza, dove la musica diventa strumento di partecipazione e racconto collettivo. Un modo per coinvolgere un pubblico ampio e trasversale, al di là dei confini delle singole sigle promotrici.

Il contesto: guerra, politica e mobilitazione

Il concerto si inserisce in un quadro politico e internazionale definito dagli organizzatori come “sempre più segnato da guerra e autoritarismo”. La piattaforma No Kings nasce infatti come rete ampia – oltre 700 realtà aderenti – che unisce movimenti, associazioni, sindacati e collettivi su temi come pace, diritti e libertà civili.

L’iniziativa è stata lanciata nei mesi scorsi, prima degli ultimi sviluppi internazionali, ma la situazione geopolitica attuale – in particolare in Medio Oriente – sarà uno dei temi centrali della mobilitazione.

Il concerto assume quindi una doppia funzione: da un lato momento culturale, dall’altro strumento di attivazione politica, capace di anticipare e amplificare i contenuti del corteo del giorno successivo.

Testaccio al centro della mobilitazione

L’evento prenderà il via nel pomeriggio, con apertura dell’area intorno alle 14 e musica dal vivo fino a sera. La scelta della Città dell’Altra Economia, spazio simbolico della partecipazione romana, rafforza il senso dell’iniziativa: un luogo aperto, accessibile, dove intrecciare musica e impegno civile.

Il concerto si svolgerà in parallelo ad altre iniziative internazionali legate alla stessa piattaforma, con eventi previsti anche in altre città europee e negli Stati Uniti.

Verso il corteo del 28 marzo

Il giorno successivo, sabato 28 marzo, sarà invece dedicato alla manifestazione nazionale “Together”, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo a San Giovanni.

Il concerto del 27 rappresenta quindi una sorta di “anticamera sociale” del corteo, un momento di aggregazione che potrebbe contribuire ad aumentare la partecipazione anche oltre il perimetro degli attivisti tradizionali.

Alla luce del clima politico e dell’esito del recente referendum, la mobilitazione potrebbe registrare numeri più alti rispetto alle previsioni iniziali.

Il concerto si svolgerà in parallelo ad altre iniziative internazionali legate alla stessa piattaforma, con eventi previsti anche in altre città europee e negli Stati Uniti.

Verso il corteo del 28 marzo

Il giorno successivo, sabato 28 marzo, sarà invece dedicato alla manifestazione nazionale “Together”, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo a San Giovanni.

Il concerto del 27 rappresenta quindi una sorta di “anticamera sociale” del corteo, un momento di aggregazione che potrebbe contribuire ad aumentare la partecipazione anche oltre il perimetro degli attivisti tradizionali.

Alla luce del clima politico e dell’esito del recente referendum, la mobilitazione potrebbe registrare numeri più alti rispetto alle previsioni iniziali.

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