Roma, 26 marzo 2026
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Vietato il presidio anarchico al Parco degli Acquedotti per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano

Il Questore di Roma ha firmato il provvedimento di divieto per l’iniziativa annunciata sul web per domenica 29 marzo in via Lemonia, vicino al casale esploso. La decisione è legata alle esigenze investigative e al sequestro dell’area

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 8 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Vietato il presidio anarchico al Parco degli Acquedotti per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano

Non si terrà il presidio commemorativo annunciato per domenica 29 marzo nell’area del Parco degli Acquedotti, dove nei giorni scorsi hanno perso la vita Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, noto come Sandrone. Il Questore di Roma ha firmato questa mattina il provvedimento con cui viene disposto il divieto di svolgimento della manifestazione, promossa sul web da ambienti riconducibili alla galassia anarchica.

L’iniziativa era stata annunciata per la mattina di domenica in via Lemonia, a poca distanza dal casale di via delle Capannelle dove il 18 marzo scorso si è verificata l’esplosione costata la vita ai due anarchici. Secondo le prime risultanze investigative, i due sarebbero stati impegnati nell’assemblaggio di un ordigno non convenzionale quando si è verificata la deflagrazione.

Il divieto del Questore

Il provvedimento è motivato, in primo luogo, dalla necessità di tutelare l’integrità dei luoghi interessati dall’esplosione, ancora al centro degli accertamenti investigativi e sottoposti a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria.

Secondo quanto reso noto, la manifestazione – così come era stata pubblicizzata online – prevedeva anche uno spostamento verso il casale dove si è verificata l’esplosione. Un elemento ritenuto incompatibile con le esigenze di indagine e con la necessità di preservare l’area.

A questo si aggiunge un ulteriore rilievo: il presidio, spiegano dalla Questura, non era stato formalmente preavvisato secondo quanto previsto dalla normativa vigente per le manifestazioni pubbliche.

Le motivazioni della Questura

Nel provvedimento si sottolinea inoltre che l’iniziativa, per le modalità e per il suo contenuto simbolico, verrebbe considerata in contrasto con i principi della convivenza civile e democratica. In particolare, la Questura richiama la matrice ideologica anarchica dell’evento e il carattere ritenuto “celebrativo” della commemorazione, interpretata come una possibile esaltazione di condotte collegate alla preparazione di un ordigno.

Si tratta di una valutazione che si inserisce in un quadro già particolarmente delicato, sia sul piano investigativo sia su quello dell’ordine pubblico.

L’appuntamento annunciato sul web

Nei giorni scorsi, online era comparso un volantino che invitava a un momento di omaggio per Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Il programma diffuso prevedeva un primo appuntamento alle 9.30 all’incrocio tra via Lemonia e la circonvallazione Tuscolana, con l’intenzione di portare fiori nel luogo dove i due avevano perso la vita, e un secondo momento alle 12 al Parco Modesto Di Veglia.

Ora però quell’iniziativa non potrà svolgersi nei termini annunciati.

Le indagini sull’esplosione

Intanto proseguono gli accertamenti sulla deflagrazione che, nella notte tra il 18 e il 19 marzo, ha provocato il crollo del casale abbandonato nel Parco degli Acquedotti. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione dinamica, finalità e contatti dei due anarchici morti nell’esplosione.

L’area resta sotto sequestro e continua a essere considerata un punto sensibile dell’inchiesta.

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