Roma, 2 novembre 2026
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Romaeuropa Festival, all'Auditorium Parco della Musica il capolavoro di Henze diretto da Carlo Boccadoro

Mercoledì 4 novembre il New European Ensemble esegue Voices, il ciclo di 22 composizioni del musicista tedesco, nel centenario della nascita. Sul palco il contralto Carina Vinke e il tenore Peter Tantsits

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
New European ensemble - (Foto Janko Duiker)

New European ensemble - (Foto Janko Duiker)

Ventidue poesie trasformate in musica per raccontare libertà, guerra, oppressione e giustizia sociale. Mercoledì 4 novembre alle 20, il Romaeuropa Festival 2026 e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia presentano Voices di Hans Werner Henze al Teatro Studio Gianni Borgna dell'Auditorium Parco della Musica di Roma.

L'appuntamento, inserito nella 41ª edizione del festival, celebra il centenario della nascita del compositore tedesco (1926-2012) e si svolge nell'ambito delle iniziative per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.

A interpretare l'opera sarà il New European Ensemble, formazione olandese specializzata in musica contemporanea, diretto da Carlo Boccadoro, con il contralto Carina Vinke e il tenore Peter Tantsits.

Voices, la musica di Henze tra poesia e impegno politico

Composto nel 1973, Voices è un ciclo di 22 brani basati su testi poetici di autori provenienti da diverse tradizioni culturali.

Da Bertolt Brecht a Giuseppe Ungaretti, da Heinrich Heine a Ho Chi Minh, passando per la poesia cubana, afroamericana e della Resistenza italiana, Henze costruisce un'opera che intreccia esperienze individuali e grandi questioni politiche del Novecento.

Anche la scrittura musicale attraversa generi e linguaggi differenti, dal jazz alle tecniche seriali, utilizzando circa 70 strumenti, elettronica, registrazioni, rumori e frammenti di discorsi politici.

Le voci alternano canto, recitazione e parlato, fino al grido, dando forma a una composizione che supera i confini del concerto tradizionale.

Il legame del compositore con Roma e i Castelli Romani

L'esecuzione assume un significato particolare anche per il rapporto di Henze con il territorio romano.

Dopo aver lasciato la Germania nel 1953, il compositore si stabilì in Italia e, successivamente, scelse come residenza Villa La Leprara, a Marino, nei Castelli Romani, trasformandola in un luogo di incontro per musicisti, artisti e intellettuali.

Proprio a Marino nacque Das Blumenfest, il brano conclusivo di Voices, che Henze raccontò di aver composto in una sola mattina d'estate.

A oltre cinquant'anni dalla sua creazione, l'opera torna così a Roma con i suoi temi legati alla libertà, alle disuguaglianze e alla responsabilità civile dell'arte.

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