Roma, 21 settembre 2026
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Rome Future Week, Roma diventa laboratorio dell’innovazione: «Il vero palco è la città»

Presentata alla Centrale Montemartini la manifestazione dedicata al futuro e alla tecnologia. L’assessora Baglio: «Collaborazione, accessibilità e persone. L’innovazione deve includere e creare opportunità concrete»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Rome Future Week, Roma diventa laboratorio dell’innovazione: «Il vero palco è la città»

Roma si prepara a diventare un grande laboratorio dedicato all’innovazione. È questo l’obiettivo della Rome Future Week, manifestazione che mette in rete imprese, startup, università, istituzioni, professionisti, giovani, creativi e mondo della ricerca. L’evento è stato presentato alla Centrale Montemartini, dove l’assessora alle Attività produttive di Roma, Valeria Baglio, ha sottolineato il ruolo della Capitale nel percorso verso una città sempre più orientata all’innovazione. «La Rome Future Week è una manifestazione che Roma sostiene con convinzione perché racconta una delle sfide che abbiamo davanti: fare di Roma una vera città dell’innovazione», ha spiegato Baglio.

Dal Gazometro a Corviale: l’innovazione attraversa la città

Per l’assessora, uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa è la sua dimensione diffusa. «Per una settimana – ha aggiunto – Roma diventa un grande laboratorio sul futuro, mettendo insieme imprese, startup, università, istituzioni, professionisti, giovani, creativi e mondo della ricerca». Non ci sarà quindi un unico luogo centrale attorno al quale concentrare gli appuntamenti. «E credo che la forza di questa manifestazione sia proprio questa: non c’è un unico palco, perché il vero palco è Roma», ha sottolineato Baglio. Il programma attraversa infatti diversi territori della Capitale, «dal Gazometro a Corviale, dal Quadraro alla Bufalotta, da San Lorenzo all’Aurelia», mettendo in relazione l’innovazione con le realtà già presenti nei quartieri. «Roma ha creatività, competenze, ricerca e talento. La sfida è mettere insieme tutto questo e trasformarlo in opportunità concrete», ha concluso sul punto l’assessora.

Tre parole chiave: collaborazione, accessibilità e persone

La strategia della Capitale sull’innovazione, secondo Baglio, può essere sintetizzata attraverso tre parole: collaborazione, accessibilità e persone. «La tecnologia è uno strumento. Il valore nasce dalle persone che la utilizzano e dalle comunità che riescono a trasformarla in opportunità. Vale ancora di più oggi, mentre discutiamo di intelligenza artificiale. L’innovazione deve includere, ridurre le distanze, semplificare e creare benessere», ha affermato. La prima parola è dunque collaborazione. «Innovare significa prima di tutto fare squadra: mettere in relazione ricerca e impresa, pubblico e privato, competenze, idee e investimenti», ha spiegato Baglio. In questa direzione, Roma Capitale sta lavorando, ha ricordato l’assessora, attraverso iniziative come l’Innovation Hub, il Roma Technopole e la Casa delle Tecnologie Emergenti, nata alla Stazione Tiburtina e destinata, nelle intenzioni dell’amministrazione, ad arrivare anche in altri territori della città, a partire da Corviale, Santa Maria della Pietà e Tor Bella Monaca. «Perché l’innovazione funziona quando crea connessioni», ha sottolineato Baglio.

«L’innovazione non può essere riservata a pochi»

Il secondo elemento indicato dall’assessora è l’accessibilità. «L’innovazione non può essere riservata a pochi. Deve attraversare la città e soprattutto deve produrre risultati concreti: migliorare i servizi, semplificare la vita delle persone, creare opportunità per le imprese, le startup e per i giovani talenti che dobbiamo riuscire a trattenere e attrarre». Un esempio citato da Baglio è Julia, l’assistente digitale di Roma Capitale, «nata proprio per facilitare l’accesso alle informazioni e il rapporto tra cittadini e amministrazione».

Al centro restano le persone, soprattutto i giovani

La terza parola chiave è «persone». Un concetto che, secondo Baglio, assume un significato particolare nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della trasformazione tecnologica. «Il titolo scelto quest’anno, “Materia prima. L’alchimia dell’immateriale”, ci ricorda una cosa fondamentale: anche nella grande trasformazione tecnologica, al centro devono rimanere le persone e le relazioni umane», ha spiegato. E quando si parla di persone, ha aggiunto l’assessora, «parliamo soprattutto di giovani». L’obiettivo indicato è creare le condizioni affinché possano utilizzare a Roma le proprie conoscenze, sviluppare nella Capitale le proprie idee e contribuire alla crescita della città.

Dodici startup in gara al Pitch Day

Proprio ai giovani e all’innovazione sarà dedicato uno degli appuntamenti annunciati da Baglio. Domani, insieme al sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora sarà alla Casa delle Tecnologie Emergenti per assistere alla competizione tra dodici startup di giovani, che hanno sviluppato insieme a Roma Capitale soluzioni dedicate alla mobilità, alla sostenibilità e ai servizi pubblici. L’appuntamento è il Pitch Day di AcceleraImpresa IV, con invito a partecipare a partire dalle 15. «Roma – ha concluso Baglio – è molto di più di quello che siamo abituati a raccontare. È il suo straordinario patrimonio storico e culturale, ma è anche talento, ricerca, creatività e capacità imprenditoriale. Rome Future Week ci aiuta a raccontare questa Roma e soprattutto a mettere in relazione le sue energie».

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