
Mancano pochissimi giorni al via ufficiale dei saldi estivi nella Capitale e nel Lazio. A partire da sabato 4 luglio, i commercianti si preparano ad accogliere un flusso di clienti che, a dispetto delle complessità macroeconomiche, a Roma si preannuncia particolarmente sostenuto.
Secondo l'ultima indagine presentata da Confcommercio Roma e condotta dall'istituto Format Research su un campione di 1.000 abitanti di Roma e provincia, l'81,4% dei romani dichiara l'intenzione di effettuare acquisti durante il periodo promozionale. Il dato segna una crescita rispetto al 78,9% registrato nello stesso periodo dello scorso anno, confermando la rilevanza statistica del fenomeno sul territorio.
L'opinione dei consumatori delinea un quadro orientato a una spesa più mirata e programmata. Il 60,3% dei romani utilizzerà infatti i saldi estivi per acquistare articoli desiderati da tempo, consolidando un trend in crescita costante negli ultimi anni, che era pari al 45% nel 2023 e al 57% nel 2025. Parallelamente, si registra un incremento della spesa media stimata, che sale da 160 a 169 euro a persona. La concentrazione temporale degli sconti raccoglie il favore del 61,1% dei cittadini, i quali ritengono tale formula ideale per pianificare il bilancio familiare. Permane, di contro, una quota di popolazione pari al 18,6% che non parteciperà alla stagione dei saldi, una contrazione guidata principalmente dalla ridotta capacità di spesa e da un clima generale di incertezza economica che influisce negativamente sui consumi interni.
Sul fronte delle modalità d'acquisto, l'analisi evidenzia la centralità del commercio tradizionale, con quasi il 90% dei consumatori che si rivolgerà ai negozi fisici, a fronte di un esiguo 8,1% orientato esclusivamente all'online. Gli analisti evidenziano la progressiva affermazione dell'omnicanalità, un modello in cui i canali digitali e fisici non si pongono più in una logica di contrasto escludente, ma operano in sinergia guidati da criteri di praticità. In questo contesto, i social network si confermano uno strumento primario di consultazione e informazione preliminare per il 45,5% degli acquirenti. All'interno di questo segmento, il 51,9% utilizzerà pagine generiche della piattaforma Instagram, mentre il 38,0% si affiderà ai contenuti di Tiktok, con una rilevante incidenza esercitata dalle figure dei fashion influencer sulle scelte finali.
Nonostante le stime favorevoli sul fronte della domanda, i rappresentanti dei dettaglianti sollevano forti riserve circa le condizioni di concorrenza con i mercati digitali. Massimo Bertoni, Presidente di Federmoda Roma, ha segnalato il persistere di asimmetrie normative, denunciando come diverse piattaforme online eludano il divieto di effettuare promozioni nei trenta giorni antecedenti l'avvio ufficiale dei saldi, in violazione del Testo unico regionale. Secondo le stime dell'associazione, tale squilibrio ha contribuito alla contrazione del tessuto commerciale italiano, con la perdita di 24mila punti vendita nel settore moda negli ultimi cinque anni. Il settore guarda tuttavia con favore alla nuova normativa europea entrata in vigore il 1° luglio, che introduce dazi doganali sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro, e alla successiva introduzione, prevista per ottobre, di una tassa di 2 euro per i controlli di frontiera, misure volte a contrastare i canali dell'ultra fast fashion. Permangono, infine, elementi di incertezza a livello locale legati all'impatto delle nuove regolamentazioni della Ztl per i negozi storici del centro.
Di diverso orientamento sono le stime diffuse dal Codacons, secondo cui a livello nazionale l'effettivo interesse verso i saldi stagionali si attesterebbe in una percentuale più contenuta, compresa tra il 50% e il 55%. L'associazione definisce lo strumento dei saldi di fine stagione come obsoleto e ne propone la totale liberalizzazione, motivata dalla destagionalizzazione degli sconti operata stabilmente dall'e-commerce. Al fine di garantire la trasparenza delle transazioni, l'associazione ricorda i principali diritti spettanti ai consumatori. Il negoziante resta obbligato alla sostituzione della merce difettosa o alla restituzione dell'importo qualora il prodotto sia esaurito, con un termine di due mesi per la denuncia del difetto, a prescindere dalla presenza di cartelli contrari. I prodotti in saldo devono costituire effettivi avanzi della stagione corrente e non fondi di magazzino, ed è obbligatoria l'indicazione chiara del prezzo originario, della percentuale di sconto e del prezzo più basso applicato negli ultimi trenta giorni. Si rammenta infine l'obbligo inderogabile per gli esercenti di accettare pagamenti elettronici senza l'applicazione di commissioni aggiuntive.
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