Roma, 19 maggio 2026
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Salute finanziaria, al Campidoglio il secondo Financial Health Forum: focus su welfare, FemTech e autonomia economica

Presentata la prima ricerca italiana su FemTech e LongeviTech: l’85 per cento delle aziende sanitarie non offre supporto finanziario ai dipendenti, l’83 per cento degli studenti non conosce il FemTech

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Salute finanziaria, al Campidoglio il secondo Financial Health Forum: focus su welfare, FemTech e autonomia economica

Si è concluso nella Sala della Protomoteca in Campidoglio il secondo Financial Health Forum, appuntamento promosso da Deloitte, Global Thinking Foundation e PQE Group, interamente dedicato alla salute finanziaria e ispirato alle linee guida del Financial Health Working Group delle Nazioni Unite. L’iniziativa, unica in Italia su questo tema, punta a rafforzare il legame tra salute finanziaria, prevenzione dell’abuso economico e sviluppo di un modello di welfare aziendale più inclusivo e responsabile. Durante i lavori sono stati presentati strumenti pratici, best practice e politiche innovative pensate per sostenere concretamente il benessere economico di individui e organizzazioni.

La prima ricerca italiana su FemTech e LongeviTech

Nel corso dell’evento è stata illustrata anche la prima ricerca italiana dedicata a FemTech e LongeviTech, con l’obiettivo di analizzare l’impatto di questi settori nei modelli organizzativi e nei sistemi di welfare. L’indagine è stata condotta su un campione di 104 aziende farmaceutiche e MedTech, 115 strutture sanitarie e 1.500 studenti e neo-lavoratori. I dati mostrano che l’85 per cento delle aziende sanitarie è privo di supporto finanziario per i dipendenti, nonostante si tratti di un comparto ad altissimo stress lavorativo e che dovrebbe rappresentare un modello di riferimento.

Scarsa conoscenza del FemTech

Dalla ricerca emerge anche una forte carenza di conoscenza sul tema del FemTech. L’83 per cento degli studenti dichiara di non averne mai sentito parlare, ma l’87 per cento lo considera comunque un benefit importante. Anche tra le imprese il livello di consapevolezza resta basso: il 68 per cento delle aziende farmaceutiche e il 55 per cento delle aziende del settore sanitario non sanno cosa sia il FemTech.

Le difficoltà legate al welfare e ai sussidi

La ricerca evidenzia inoltre come la salute finanziaria resti un tema ancora poco conosciuto. Solo il 35 per cento riconosce un impatto diretto sulla stabilità economica e segnala difficoltà nel reperire informazioni sui sussidi disponibili, mentre il 28 per cento dichiara di non averli mai utilizzati. Tra i principali ostacoli emergono soprattutto barriere burocratiche e informative.

Lucarelli: «La salute finanziaria è una questione di libertà»

«La salute finanziaria è una questione di libertà. Senza autonomia economica anche la prevenzione, la cura e il benessere rischiano di diventare privilegi per pochi», ha dichiarato Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale. «I dati emersi dal Forum mostrano quanto salute, welfare, innovazione e qualità della vita siano ormai profondamente connessi. Il FemTech rappresenta una delle grandi sfide economiche e culturali dei prossimi anni: significa costruire tecnologie, servizi e modelli di welfare finalmente pensati anche sulle esigenze reali delle donne». Secondo Lucarelli, Roma punta a essere protagonista di questa trasformazione, costruendo «un modello di città in cui innovazione, intelligenza artificiale e ricerca diventino strumenti per ridurre disuguaglianze, aumentare autonomia e migliorare concretamente la vita delle persone».

Segre: «Serve un cambio di paradigma culturale»

Per Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation, «la salute finanziaria non può più essere considerata un tema separato dalla salute delle persone». «I dati della ricerca Financial Health 2026 mostrano con chiarezza quanto fragilità economica, accesso alle cure, welfare aziendale e innovazione tecnologica siano oggi profondamente interconnessi. In un Paese in cui 5,8 milioni di persone rinunciano alle cure per motivi economici e dove il gap di consapevolezza su strumenti di welfare e FemTech resta ancora molto elevato, serve un cambio di paradigma culturale oltre che operativo». Secondo Segre, «la salute finanziaria è oggi una nuova infrastruttura sociale: significa dignità, inclusione e libertà di scelta lungo tutto il percorso di vita delle persone, con particolare attenzione alle donne e alle nuove generazioni».

I partecipanti e i patrocini

L’evento è stato patrocinato dall’Assessorato alle Attività Produttive, alle Pari Opportunità e all’Attrazione Investimenti di Roma Capitale, dalla Commissione Europea, dalla Fondazione Pubblicità Progresso, da AssoFintech e da HRIC Human Rights International Corner. Tra i partecipanti, oltre a Claudia Segre e Monica Lucarelli, sono intervenuti Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, ed Elisa Costantini, partner Health & Life Sciences Deloitte. Presenti anche Isabella Castiglioni, professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e cofondatrice di DeepTrace Technologies, Vittoria Doretti, responsabile del percorso Codice Rosa della Regione Toscana, Gioacchino Lavanco, professore ordinario di Psicologia di comunità dell’Università di Palermo, Chiara Meregalli di PQE Group, Michela Procaccini di Angelini Pharma e Anna Chiara Rossi, vicepresidente e general manager Italia di Alexion.

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