Roma, 5 novembre 2026
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Inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità al San Camillo: 40 posti letto nell'ex Padiglione Monaldi

La struttura, realizzata con un investimento PNRR di 8,9 milioni di euro, accoglierà pazienti dimessi dai reparti ospedalieri ma non ancora pronti a tornare a casa. Recuperato un edificio abbandonato dal 2011

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità al San Camillo: 40 posti letto nell'ex Padiglione Monaldi

Quaranta posti letto per assistere i pazienti che hanno superato la fase acuta di una malattia, ma non sono ancora in grado di tornare a casa in sicurezza. È stato inaugurato giovedì 5 novembre 2026 il nuovo Ospedale di Comunità San Camillo, realizzato nell'ex Padiglione Monaldi del complesso ospedaliero romano.

La struttura, gestita dall'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, è stata presentata alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dell'assessore regionale all'Inclusione sociale Massimiliano Maselli e del direttore generale dell'azienda Angelo Aliquò.

Un investimento da 8,9 milioni per recuperare il Padiglione Monaldi

Il nuovo Ospedale di Comunità occupa l'ex Padiglione Monaldi, un edificio di circa 2.700 metri quadrati, situato sulla Salita di San Carlo e rimasto in stato di abbandono dal 2011.

L'intervento, finanziato con 8,9 milioni di euro del PNRR nell'ambito della Missione 6 Salute, ha previsto il consolidamento antisismico delle strutture, a partire dalle fondazioni, e la completa riqualificazione degli ambienti e degli impianti.

Durante gli scavi sono state individuate anche cave sotterranee sotto l'edificio, che hanno richiesto interventi tecnici specifici per portare a termine i lavori.

Come funziona il nuovo Ospedale di Comunità San Camillo

La struttura dispone di 40 posti letto distribuiti in due moduli ed è destinata a pazienti clinicamente stabili che necessitano ancora di assistenza sanitaria prima del rientro al domicilio.

Potrà accogliere persone con patologie croniche, pazienti che devono recuperare autonomia nei movimenti e persone che hanno bisogno di imparare a gestire terapie o dispositivi sanitari con il supporto dei familiari. Sono previsti anche percorsi per pazienti in condizioni di fragilità sociale, quando l'assistenza a casa non può essere garantita in sicurezza.

La degenza media prevista è compresa tra 15 e 20 giorni, con un massimo di 30 giorni. L'accesso avverrà attraverso una valutazione multidisciplinare e un ricovero programmato.

«Il nostro Ospedale di Comunità non è un ospedale in miniatura, né un pronto soccorso, né una RSA», ha spiegato il direttore generale Angelo Aliquò. «Serve a coprire il vuoto tra l'ospedale per acuti e il ritorno a casa, per pazienti dimessi dai reparti clinicamente stabili ma non ancora pronti a rientrare al domicilio».

Assistenza infermieristica 24 ore su 24 e percorsi di riabilitazione

Il nuovo presidio sarà caratterizzato da una gestione prevalentemente infermieristica, con personale presente 24 ore su 24, tutti i giorni.

È prevista la presenza di un medico per almeno quattro ore e mezza al giorno, sei giorni su sette. Durante la notte e nei giorni festivi l'assistenza medica sarà garantita dal medico di guardia della Medicina interna.

La presa in carico sarà coordinata dall'infermiere case manager, in collaborazione con medici, fisiatri, fisioterapisti e logopedisti. Saranno inoltre disponibili le competenze specialistiche del San Camillo per la gestione di lesioni complesse, stomie, accessi vascolari e pazienti con disabilità cognitive, attraverso il Servizio Tobia.

«Chi ha superato la fase acuta ma non è ancora pronto a tornare a casa trova qui, per un periodo limitato, l'assistenza che gli serve per recuperare autonomia», ha sottolineato Annarita Marucci, dirigente infermieristica responsabile dell'Ospedale di Comunità.

Il nuovo presidio punta così a garantire una maggiore continuità delle cure tra ricovero ospedaliero e assistenza territoriale, accompagnando i pazienti verso un rientro più sicuro nella propria abitazione.

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