
È scontro aperto tra Francesco Rocca e Mario Ciarla sul caso San Raffaele e sugli oltre 82 milioni di euro previsti dalla Regione Lazio per il risarcimento al gruppo sanitario controllato dalla famiglia Angelucci. Durante l'accesa seduta del Consiglio regionale di venerdì 30 ottobre, il capogruppo del Partito Democratico ha sollevato il tema di un possibile conflitto d'interessi del governatore, che ha risposto accusando le opposizioni di aver abbassato il livello del confronto politico.
La discussione è avvenuta durante l'esame della proposta di legge sui debiti fuori bilancio, in un clima di tensione che aveva già portato alla sospensione dei lavori dell'Aula.
Al centro delle accuse del capogruppo Pd c'è il passato professionale del presidente della Regione, che, ricorda Ciarla, è stato al vertice del consiglio di amministrazione della Fondazione San Raffaele da maggio 2021 a dicembre 2022, prima della sua elezione.
«Questo meccanismo di porte girevoli mina alla radice l'integrità delle istituzioni e genera un condizionamento oggettivo», sostiene Ciarla, contestando anche la scelta del centrodestra di affidare a Rocca la delega alla Sanità.
Il consigliere chiede inoltre perché la Regione non abbia impugnato la sentenza del Consiglio di Stato nel 2023 e quali iniziative siano state adottate dopo la pronuncia dello scorso luglio.
Un altro punto contestato è l'importo di oltre 82 milioni inserito nella proposta di legge, superiore alla somma che, secondo Ciarla, sarebbe stata indicata come corretta dall'Avvocatura regionale. Il Pd ha presentato un emendamento per modificarlo, annunciando comunque il voto contrario al provvedimento.
«In ogni caso, dal 2 novembre la Giunta sarà formalmente libera di pagare», afferma Ciarla, sostenendo che, qualora il pagamento venisse effettuato, il centrodestra dovrebbe assumersene la responsabilità politica.
Il governatore respinge gli attacchi delle minoranze, definendo l'opposizione «in piena crisi di nervi».
Rocca contesta soprattutto le accuse legate alla sua assenza nei giorni scorsi dalla commissione Trasparenza, spiegando di essere stato impegnato al Festival delle Regioni, al quale ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Parlare di diserzione quando ero al Festival delle Regioni è davvero paradossale», afferma. «Non mi sono mai sottratto al confronto e non lo farò certo adesso».
Sul contenzioso con il San Raffaele, il presidente difende invece la decisione di rivolgersi alla Corte dei conti per accertare eventuali responsabilità amministrative.
«Abbiamo chiesto alla Corte dei conti di fare chiarezza proprio perché si tratta di un organo terzo», dichiara Rocca, accusando il centrosinistra di usare le pronunce degli organi di garanzia in modo strumentale.
Il governatore critica anche le parole di Ciarla, che giudica allusive: «Questo dà la misura del livello di demagogia al quale siamo ormai costretti ad assistere».
Il contenzioso nasce dalla riorganizzazione della sanità regionale avviata oltre dieci anni fa e dalle successive decisioni della giustizia amministrativa. La proposta di legge in discussione prevede una copertura di oltre 82 milioni di euro, mentre resta controverso il calcolo di una parte degli interessi.
Le opposizioni chiedono conto delle scelte compiute durante la presidenza Rocca, mentre la maggioranza punta ad accertare eventuali responsabilità delle precedenti amministrazioni.
Il confronto politico resta dunque aperto, sia sull'importo da riconoscere al gruppo San Raffaele sia sulle responsabilità nella gestione della vicenda.
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