
Foto: Unione Sindacale di Base
Lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre resta confermato in tutti i settori, compresi i trasporti, nonostante la precettazione disposta dal ministro Matteo Salvini. Lo ha ribadito l'Unione sindacale di base (Usb) nel corso di una conferenza stampa organizzata mercoledì 28 ottobre in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma, nello spazio occupato dai movimenti per il diritto all'abitare.
«Lo sciopero generale è perfettamente in piedi per tutti i settori, inclusi i trasporti, e sono confermati tutti gli appuntamenti in oltre 40 piazze d'Italia», ha dichiarato Francesco Staccioli, componente dell'esecutivo nazionale Usb.
Al centro dello scontro c'è l'ordinanza con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto il differimento dello sciopero nei settori interessati dalla franchigia legata alla commemorazione dei defunti.
Una decisione contestata dal sindacato, che ha annunciato l'intenzione di non rispettare il provvedimento.
«Per quanto riguarda i trasporti l'organizzazione sindacale ha deciso di non obbedire all'ordinanza del ministro Salvini», ha spiegato Staccioli, giudicando ingiustificato il richiamo al periodo di franchigia e sostenendo che non tenga conto delle condizioni dei lavoratori e dei cittadini.
La posizione è stata ribadita anche da Stefano Pennacchietti, delegato del coordinamento nazionale ferrovieri Usb, che ha confermato la partecipazione alla protesta nonostante il rischio di conseguenze individuali.
«I nostri delegati saranno sicuramente scioperanti e si accolleranno le sanzioni derivanti dall'ordinanza, così come eventuali contestazioni disciplinari dal lato dell'azienda. Questo lo mettiamo in conto», ha dichiarato.
La conferma della mobilitazione da parte di Usb non elimina tuttavia gli effetti della precettazione, che impone il differimento dell'astensione nei settori dei trasporti interessati. Restano quindi da verificare le effettive adesioni e le possibili ripercussioni sui servizi.
La conferenza stampa si è svolta nello spazio occupato dai movimenti per il diritto all'abitare, che da giorni presidiano piazza dei Cinquecento con tende e gazebo, per denunciare l'emergenza abitativa e rilanciare le richieste di interventi sugli affitti e sull'edilizia residenziale pubblica, individuando proprio nel 30 ottobre un appuntamento di mobilitazione nazionale.
Alla giornata di sciopero guardano anche i collettivi studenteschi protagonisti delle occupazioni nelle scuole romane delle ultime settimane, con rivendicazioni che riguardano il costo della vita, il diritto allo studio e la contrarietà alle politiche di riarmo.
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