Roma, 15 luglio 2026
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Secondo il Cnr bastano alberi e asfalti «intelligenti» per abbassare la temperatura fino a 4 gradi

Il progetto Mirificus, coordinato dal Cnr-Ibe con Ispra e il sostegno dell'Asi, dimostra con simulazioni satellitari che a Settecamini un mix di verde urbano e pavimentazioni riflettenti può tagliare le temperature estive di oltre 4°C nelle ore centrali della giornata

di Anita Armenise TEMPO DI LETTURA 2'
Dal Portale Mirificus

Dal Portale Mirificus

La temperatura superficiale media dell'area urbana di Roma raggiunge i 43,7°C con punte più alte nei quartieri industriali dove le grandi superfici esposte al sole possono toccare i 57,2°C.

Ma una via d'uscita potrebbe esistere ed è stata misurata. Secondo i risultati del progetto Mirificus (Monitoraggio degli interventi di riforestazione per l'isola di calore urbana tramite i satelliti), interventi mirati di forestazione urbana e pavimentazioni che non trattengono il calore possono abbassare le temperature cittadine fino a 4°C.

Settecamini, il caso studio romano

Le simulazioni si sono concentrate sull'area di Settecamini, alla periferia di Roma. Qui, sostituendo l'asfalto tradizionale con pavimentazioni riflettenti e creando nuovi spazi verdi con piantumazione di alberi, il modello mostra un calo netto delle temperature che supera i 4°C tra le 9 e le 15, ovvero proprio nelle ore in cui il caldo si fa più insopportabile.

Su base giornaliera l'effetto si stabilizza intorno ai 2-2,2°C, segno che il raffrescamento non è un episodio isolato ma un beneficio continuo nel tempo.

Il «DNA climatico» dei quartieri romani

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l'analisi della struttura urbana come una sorta di impronta genetica del clima cittadino. Mirificus ha infatti incrociato disposizione degli edifici, altezza delle costruzioni e materiali utilizzati con le temperature rilevate dai satelliti, arrivando a una conclusione netta. La forma della città conta quanto la presenza di verde. A Roma questo si traduce in un divario molto grande tra i quartieri più cementificati, dove le grandi superfici industriali esposte al sole spingono la colonnina fino a 57,2°C, e le aree dove il verde è più presente, decisamente più vivibili.

Un problema che riguarda tutta Italia

Il caso romano non è isolato. L'archivio storico delle temperature superficiali italiane, ricostruito da Mirificus per il periodo 2013-2023, mostra che quasi tutti i capoluoghi italiani superano ormai i 40°C in estate. Milano si ferma a 43,1°C, Torino a 43,0°C, Napoli e Bologna a 42,7°C, mentre Cagliari, la città costiera più calda, arriva a 42,9°C. Le campagne restano invece molto più fresche, con uno scarto medio di 5,6°C rispetto alle città, che a Napoli arriva addirittura a 9,4°C.

Dalle simulazioni alle politiche pubbliche

Per Michele Munafò, responsabile del progetto per Ispra, i dati raccolti offrono un messaggio chiaro: «Possiamo ridurre il caldo nelle città e sappiamo come farlo. Le simulazioni di Roma e Firenze mostrano che gli interventi adottati nei due casi studio riducono le temperature fino a 4 gradi. È una prova concreta che le soluzioni esistono e svolgono più funzioni contemporaneamente: riducono, oltre alla temperatura, gli impatti dei cambiamenti climatici, i rischi per salute, benessere e qualità urbana».

Marco Morabito, del Cnr-Ibe e coordinatore del progetto, sottolinea invece il valore operativo dei dati satellitari: permettono alle amministrazioni di intervenire in modo mirato sulla struttura dei quartieri. Grazie alla piattaforma webGIS realizzata dal progetto, e a una Web App basata su Google Earth Engine, entrambe accessibili gratuitamente, ogni Comune italiano potrà ora consultare i propri dati, simulare il rapporto tra consumo di suolo, aree verdi e temperature superficiali, e capire dove e come intervenire in via prioritaria.

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