Roma, 9 febbraio 2026
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La qualità dell’aria a Roma è ostacolata da troppe automobili, secondo il report Legambiente «Mal’Aria di Città»

Il nuovo rapporto Legambiente «Mal’Aria di Città» fotografa i dati 2025 sull’inquinamento: progressi nei capoluoghi, ma Roma è ancora nella top ten per NO2 e Frosinone tra le peggiori per PM10. Sfida ai limiti Ue del 2030.

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 12 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'

Qualità dell’aria, inquinamento urbano, salute pubblica e nuovi limiti europei: sono i temi al centro del nuovo rapporto di Legambiente.

Il quadro generale è in miglioramento, ma restano nodi irrisolti soprattutto nel Lazio. È quanto evidenzia il rapporto nazionale «Mal’Aria di Città», che analizza i dati 2025 sull’inquinamento da PM10, PM2,5 e NO2 in tutti i capoluoghi italiani.

Dati migliori rispetto al passato, ma criticità diffuse

Secondo Legambiente, rispetto alle edizioni precedenti si registra un miglioramento significativo in tutte le città italiane. Alcune realtà continuano comunque a mostrare valori elevati, soprattutto se confrontati con i nuovi limiti europei che entreranno in vigore dal 2030.

Roma nel report

Roma mostra segnali di miglioramento, ma resta una delle città più in difficoltà sul fronte della qualità dell’aria: dal rapporto «Mal’Aria di Città» emerge come nel 2025 non siano stati superati i limiti di legge attualmente in vigore.

Viene così confermato un trend positivo rispetto agli anni precedenti, ma allo stesso tempo la Capitale si colloca al settimo posto tra i capoluoghi italiani per concentrazione media annua di NO2, pari a 28 µg/mc, un valore ancora lontano dagli obiettivi europei.

Il principale punto di forza è la riduzione complessiva degli inquinanti rispetto al passato, favorita anche da condizioni meteoclimatiche più favorevoli, mentre il limite più lampante resta la difficoltà strutturale nel ridurre le emissioni legate al traffico veicolare, che rende Roma una delle città che dovranno compiere lo sforzo maggiore in vista del 2030, quando i nuovi standard europei imporranno un taglio del 29% dell’NO2 e del 13% del PM10, per evitare nuove procedure di infrazione e tutelare la salute dei cittadini.

Frosinone, invece, è la quinta peggior città italiana per numero di giorni con PM10 oltre i limiti: 55 giornate di superamento del valore massimo consentito di 50 microgrammi per metro cubo. Un dato in miglioramento rispetto al 2024, quando il capoluogo ciociaro risultava il peggiore in assoluto.

La sfida dei limiti europei al 2030

Roma, Frosinone e Latina rientrano tra i capoluoghi che oggi superano i nuovi standard europei sulla qualità dell’aria, che diventeranno vincolanti dal 2030. Entro quattro anni, il PM10 dovrà ridursi del 13% a Roma, del 18% a Frosinone e dell’8% a Latina. Per il PM2,5 serviranno riduzioni rispettivamente del 17%, del 29% e del 20%. Sul fronte dell’NO2, il taglio richiesto è del 29% a Roma, del 7% a Frosinone e del 6% a Latina. Nessuna criticità emerge invece per Rieti e Viterbo.

Legambiente: «Serve accelerare, il 2030 è vicino»

«La qualità dell’aria è ancora critica a Roma per la concentrazione di biossido di azoto e a Frosinone per le polveri sottili – commenta Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – se c’è un evidente miglioramento generalizzato, le situazioni della Capitale e del capoluogo ciociaro restano tra le peggiori fra le città italiane».

Lo stesso Scacchi sottolinea come a Roma «sia ancora lontanissimo l’obiettivo di riduzione di PM10 e soprattutto NO2 indicato dall’Europa», mentre il 2030 «si avvicina senza un cambio di passo deciso».

La strada attraverso la quale Roma può «raggiungere gli obiettivi europei è però - continua Sacchi - chiarissima». Sarebbe solamente da attuare «con provvedimenti già ampiamente dibattuti dall’Amministrazione per cui ora si deve solo accelerare nella fase attuativa». Tra questi indica il rafforzamento del Trasporto Pubblico Locale, nuove tramvie, elettrificazione dei bus, chiusura dell’anello ferroviario, più metropolitane, sviluppo della sharing mobility, ciclabili e spazi pedonali, oltre al pieno funzionamento delle limitazioni nella Fascia Verde e a una rimodulazione della sosta tariffata.

Frosinone, miglioramento fragile

Sul fronte ciociaro, Legambiente invita alla prudenza. «Il miglioramento conseguito da Frosinone rispetto alla situazione disastrosa del 2024 è incoraggiante ma non deve farci abbassare la guardia», afferma Stefano Ceccarelli, presidente del circolo di Frosinone.

Ceccarelli richiama poi l’attenzione sul ruolo dell’inversione termica e sulla necessità di misure strutturali, soprattutto per le PM2,5, «le più pericolose per la salute». L’obiettivo è ridurre l’attuale media annua da 14 a 10 microgrammi per metro cubo entro il 2030, puntando su mobilità elettrica ed emissioni zero.

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