
L’Ecoforum provinciale di Latina e Frosinone accende i riflettori sui dati della raccolta differenziata nelle due province meridionali del Lazio e premia i Comuni più virtuosi. L’appuntamento, tappa del tour regionale di Legambiente, ha restituito un quadro fatto di progressi limitati, eccellenze locali e criticità ancora irrisolte, soprattutto nei grandi centri.
In provincia di Latina i Comuni premiati come «Comuni Ricicloni 2025» sono stati 23 su 33, pari al 70% del totale, con una raccolta differenziata complessiva che si attesta al 63,5%. Un dato in crescita rispetto allo scorso anno ma ancora sotto l’obiettivo minimo del 65%. La situazione appare più problematica nel capoluogo pontino, fermo al 53%, dopo il forte miglioramento registrato tra il 2020 e il 2023, quando la percentuale era salita dal 29% al 52%.
In provincia di Frosinone, invece, i Comuni premiati sono stati 39 su 91, il 43% del totale, con una differenziata complessiva del 64,3%. Qui il capoluogo rappresenta un’eccezione positiva: Frosinone, con il 69,5%, resta l’unico capoluogo del Lazio a superare la soglia del 65%.
Un dato trasversale riguarda la composizione della raccolta differenziata. Nella provincia di Latina la frazione organica rappresenta oltre il 50% del totale differenziato, confermandosi la componente più rilevante e strategica per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e per lo sviluppo dell’impiantistica dedicata.
«Continua l’incontro e la valorizzazione delle realtà più virtuose del Lazio attraverso i nostri Ecoforum provinciali e continuiamo a dire grazie per l’impegno nella raccolta differenziata, alle amministrazioni, alle aziende e alle cittadinanze», ha commentato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. «Vediamo però migliorare di troppo poco quest’anno le due province meridionali del Lazio e ci sembra chiare che debba migliorare in particolar modo la raccolta a Latina». Scacchi ha sottolineato come lo stop registrato nell’ultimo anno nel capoluogo pontino «non può che dipendere da scelte sbagliate nella raccolta, a partire da una sbagliatissima marcia indietro sul Porta a Porta e il ritorno alla raccolta stradale».
L’appello è rivolto alle amministrazioni locali affinché accelerino le politiche ambientali e investano «nello sviluppo dell’impiantistica industriale», in particolare nei biodigestori anaerobici per la frazione organica, per «trasformare i rifiuti in risorsa, creare lavoro green e abbattere i costi».
Sulla situazione di Latina è intervenuta anche Angela Verrengia, presidente del circolo locale di Legambiente: «Esprimo la mia preoccupazione per gli evidenti passi indietro che la città sta facendo nel percorso della realizzazione di una raccolta differenziata che stava portando ad ottimi risultati». Verrengia ha ricordato le iniziative di sensibilizzazione già avviate e la nascita di «un Comitato per la tutela dell’ambiente ed una petizione online per tutelare il porta a porta».
La giornata, coordinata da Viola Centi dell’ufficio di presidenza di Legambiente Lazio, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo della gestione dei rifiuti, in un confronto che ha ribadito il ruolo centrale dell’economia circolare nel futuro dei territori.
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