
A partire da oggi la città apre una nuova finestra sulla propria storia con Risorgimento a Roma, il ciclo di conferenze promosso dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curato dallo storico Miguel Gotor. L’iniziativa propone un percorso di approfondimento che mette al centro uno dei passaggi più densi e visionari della storia italiana, l’esperienza della Repubblica Romana.
L’obiettivo non è rievocare in modo celebrativo, ma costruire una chiave di lettura capace di parlare al presente. Il Risorgimento viene così raccontato come un processo politico e culturale che ha inciso in profondità sulle basi della democrazia contemporanea.
Libertà, diritti, separazione dei poteri sono temi che oggi diamo per acquisiti affondano le loro radici proprio nelle battaglie ottocentesche. Il ciclo di incontri nasce con l’intento di mostrare come il Risorgimento sia stato prima di tutto un grande laboratorio di idee, oltre che un insieme di eventi militari.
Il primo appuntamento, fissato per oggi, richiama una data simbolica. La proclamazione della Repubblica Romana nel 1849. In pochi mesi, la città si trasformò in uno degli spazi politici più avanzati del panorama europeo.
La Costituzione repubblicana introdusse principi allora rivoluzionari, come l’allargamento del suffragio, l’abolizione della pena di morte e il superamento dei ghetti. Un progetto destinato a essere sconfitto militarmente, ma capace di lasciare un’impronta duratura nella cultura politica italiana.
La conferenza inaugurale, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, sarà affidata alla professoressa Marina Formica, che ricostruirà il percorso delle idee democratiche a Roma a partire dalle esperienze del tardo Settecento fino alla svolta rivoluzionaria del 1849.
Il focus non sarà solo sugli eventi, ma anche sulla circolazione delle idee in città e sul loro impatto sociale, mostrando come il cambiamento non sia stato solo opera di pochi protagonisti, ma di un clima culturale più ampio.
Il 9 marzo, all’Archivio Storico Capitolino, il ciclo entrerà nel cuore del pensiero mazziniano. Il dottor Mario Di Napoli analizzerà il progetto della “Terza Roma”, immaginata da Mazzini come capitale morale dei popoli, oltre la Roma imperiale e quella papale.
Un’interpretazione che restituisce alla città un ruolo centrale non solo dal punto di vista politico, ma anche come simbolo di una missione civile e nazionale.
Il 13 aprile sarà dedicato a un tema particolarmente attuale: il modo in cui la figura di Garibaldi è stata riletta e utilizzata nel corso del Novecento. La professoressa Paola Salvatori si concentrerà sull’appropriazione del mito garibaldino durante il fascismo.
Un passaggio che mette in luce come la storia possa essere trasformata in strumento di propaganda, invitando a distinguere tra il personaggio storico e la sua costruzione simbolica nel tempo.
La chiusura del ciclo, l’11 maggio, vedrà Miguel Gotor tornare sul campo con un intervento dedicato al Mausoleo Ossario Garibaldino e alla figura di Goffredo Mameli.
Il Gianicolo rappresenta uno dei luoghi più carichi di significato del Risorgimento romano: qui si consumò l’ultima resistenza repubblicana e qui si sedimentò una memoria fatta di sacrificio e partecipazione nazionale. Ripercorrere la storia di Mameli significa anche riportare al centro il ruolo della gioventù e dell’impegno civile in un momento decisivo per l’Italia.
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