Il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale ha confermato che l’area verde di Pietralata, interessata dal progetto dello stadio della Roma, presenta un «scarso valore vegetazionale e naturalistico». L’accertamento, comunicato dall’Assessorato all’Urbanistica, consente alla società giallorossa di procedere con le indagini e gli scavi archeologici nelle zone oggetto di approfondimento.
In sostanza, l'AS Roma può proseguire le indagini nelle aree oggetto di approfondimento da parte del Dipartimento Ambiente, portando così avanti il percorso autorizzativo destinato all'approvazione finale della costruzione del nuovo stadio della società nell'area scelta a Pietralata.
L’amministrazione ha precisato che sarà prevista una compensazione ambientale: l’AS Roma realizzerà un’altra area verde di pari superficie all’interno dello stesso reticolato idrogeologico. Secondo il Campidoglio, l’intervento porterà un miglioramento sotto il profilo ecologico, della sicurezza e della fruibilità pubblica.
La valutazione agronomica, affidata a Mauro Uniformi, presidente nazionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, ha individuato circa 7.000 metri quadrati di superfici boscate, distribuite su quattro particelle comunali destinate urbanisticamente a verde urbano.
Secondo la relazione, l’area è caratterizzata da vegetazione «di scarso valore vegetazionale e naturalistico», derivante da ex coltivi e frutteti abbandonati, colonizzati da specie pioniere, sinantropiche e infestanti, con poche presenze di esemplari autoctoni. Lo studio sottolinea anche la forte pressione antropica e la collocazione in un contesto urbanizzato e degradato, in prossimità di infrastrutture pubbliche e private.
Il documento, che recepisce le osservazioni della Regione Lazio, indica la possibilità di trasformare e compensare le aree esistenti con nuovi impianti arborei di qualità superiore, almeno della stessa estensione, e più coerenti con il contesto ambientale.
L'effettiva presenza e importanza del bosco è argomento di discussione da quasi un anno ovvero da quando, a ottobre 2024, i comitati contrari alla costruzione dello stadio hanno pubblicato diversi documenti del Comune di Roma che riportavano per la descrizione dell'area la dicitura «aree boschive e arbustive».
Contro la suddetta definizione - che avrebbe comportato l'applicazione di diverse tutele ambientali come definite nel decreto legislativo 3 aprile 2018 - si era però da subito posto l'assessorato all'Urbanistica del Campidoglio che ha successivamente chiesto al Dottor Uniformi una relazione in merito. Dalla stessa è quindi emersa l'esistenza dell'area boschiva ma, come appunto scritto, senza un reale valore naturalistico. L'area in questione può quindi essere inserita all'interno del progetto dello stadio, in cambio della «realizzazione di un imboschimento almeno della stessa superficie in area definita», scrive il Dott. agro-forestale.
Per il comitato Si al Parco Si all'Ospedale No allo Stadio, la comunicazione effettuata dal dipartimento in merito alla relazione di Uniformi è «imbarazzante». La stessa, infatti, riguarderebbe «solo 10 particelle catastali sulle oltre 200 che riguardano l'intera area dove dovrebbe sorgere le stadio della AS Roma, ovvero solo 23.060 m2 (2,306 ettari) rispetto ai 216.000 mq (21,6 ettari) circa complessivi che dovrebbero riguardare la realizzazione dello stadio e delle sue infrastrutture di servizio».
Inoltre, prosegue il comitato, quella del Dottor Uniformi è la prima perizia ufficiale che riconoscerebbe l'esistenza del bosco, «segnando innegabilmente un punto a nostro favore e ci consentirà di proseguire negli esposti, nelle denunce e nei ricorsi», scrive il comitato.
Infatti, si legge nella nota, «al contrario di quanto assunto dal Dott. Uniformi, le normative vigenti prevedono che il riconoscimento di un bosco debba avvenire a prescindere dalla destinazione urbanistica dell'area su cui questo esiste».
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