
Foto di Camilla Palladino
Quasi 20mila nuovi alberi nelle strade e nelle piazze di Roma, un nuovo sistema di monitoraggio del verde, irrigazioni raddoppiate e un canale diretto con i cittadini per segnalare le tazze vuote o le situazioni che richiedono un intervento. È il nuovo piano per la cura e il potenziamento del patrimonio arboreo della Capitale presentato in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri, dall’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi e dal presidente della Commissione capitolina Ambiente Giammarco Palmieri.
Il piano riguarda la stagione agronomica 2026-2027 e prevede, nel dettaglio, la messa a dimora di 19.336 nuovi alberi, che il Campidoglio indica come «circa 20mila», tra ottobre 2026 e dicembre 2027. L’investimento per la piantumazione e il rafforzamento della manutenzione è di 10 milioni di euro, ai quali si aggiungono circa 1,6 milioni di euro per gli operatori impegnati nel potenziamento del sistema di cura e monitoraggio.
L’obiettivo politico e operativo indicato da Gualtieri è particolarmente netto: arrivare a non avere più una sola tazza vuota, tombata o con una ceppaia nelle strade di Roma, ricostituendo progressivamente i filari stradali. «Il grosso verrà fatto già entro la primavera», ha spiegato il sindaco, sottolineando che l’obiettivo è fare in modo che «tutte le strade di Roma abbiano recuperato il loro patrimonio arboreo».
Alla base del piano c’è un censimento del dipartimento Tutela ambientale che ha fotografato le situazioni sulle quali intervenire. Sono state individuate 6.315 tazze vuote, 2.657 tazze tombate (cioè ricoperte con l’asfalto), 8.310 ceppaie da rimuovere, 1.865 alberi secchi, 189 altre fattispecie, tra cui aiuole. Il censimento, ha spiegato l’amministrazione, non sarà però considerato definitivo: verrà integrato anche attraverso le segnalazioni dei cittadini. Nelle tazze già individuate saranno installati cartelli con la scritta «Qui crescerà un nuovo albero», per anticipare agli abitanti della zona gli interventi. Le piantumazioni saranno effettuate prevalentemente tra ottobre e marzo, il periodo considerato più favorevole per l’attecchimento. Le temperature ancora elevate hanno infatti spinto il Campidoglio a concentrare la maggior parte degli interventi a partire da ottobre, anche se alcune piante in vaso potranno essere messe a dimora prima. «Man mano che si avvicina il momento della piantumazione, metteremo dei cartelli con scritto “Qui crescerà un nuovo albero” per anticipare ai cittadini cosa stiamo per fare e consentire anche un’interazione più specifica sul territorio», ha spiegato Gualtieri.
L’operazione interesserà tutti i municipi, con questa distribuzione: 1.875 nel I municipio, 2.697 nel II, 1.326 nel III, 607 nel IV, 1.671 nel V, 360 nel VI, 1.644 nel VII, 2.062 nell’VIII, 1.711 nel IX, 2.697 nel X, 764 nell’XI, 825 nel XII, 331 nel XIII, 416 nel XIV e 350 nel XV. Sono già stati individuati anche alcuni interventi specifici. Al I municipio, per esempio, sono previste 54 crataegus sul lungotevere Testaccio, 42 magnolie e aceri in via Bragadin, 42 platani sulla Passeggiata del Gianicolo e 22 pini ai Fori Imperiali. Nel III municipio saranno piantati 130 lagerstroemie in via di Casal Boccone. Nel IV 52 ligustri in via Cartesio. Al VI municipio, in via Torrenova, sono previsti 68 esemplari tra lagerstroemie, lecci e ligustri. Nell’XI municipio, in via Campagna, arriveranno 26 crataegus, mentre sul viadotto dei Presidenti saranno messi a dimora 150 liquidambar, lecci e tigli. In via Ruspoli, infine, sono previsti 26 lagerstroemie.
La scelta delle specie non sarà uniforme in tutta la città. Dove esistono filari storici, l’intenzione è prevalentemente quella di ricostituirli utilizzando la stessa specie già presente. In altri contesti si punterà invece su filari misti per aumentare la biodiversità. Tra le specie previste ci sono ligustri, lecci, aceri, alberi di Giuda, platani, zelkovia, magnolie, pini, lagerstroemie, sophora e crataegus. Il criterio di selezione tiene conto anche della capacità di resistere al caldo, alla siccità e ai parassiti, oltre che della velocità di crescita. Il piano introduce inoltre specie poco utilizzate o mai messe sistematicamente a dimora a Roma: albero del corallo, fotinia ‘Red Robin’, lentisco, ilatro a foglie strette, jacaranda, callistemo, osmanto odoroso, eleagno di Ebbinge, zelkova giapponese e del Caucaso, brachychiton a foglie d’acero, magnolia giapponese, bagolaro, albero dei rosari, albero delle lanterne cinesi, grevillea/quercia setosa, acero argentato e catalpa.
Il nuovo piano arriva dopo una crescita significativa del patrimonio arboreo pubblico registrata negli ultimi anni. Secondo il bilancio arboreo 2021-2025, Roma conta oggi 390.054 alberi pubblici, contro i 315.884 censiti a novembre 2021. Le nuove messe a dimora contabilizzate nel periodo sono 67.640, alle quali si aggiungono circa 6mila alberi piantati nel primo semestre del 2026. Gualtieri ha fornito un dato ancora più aggiornato nel corso della presentazione: «Finora abbiamo piantato 74mila nuovi alberi, le tre precedenti amministrazioni ne hanno piantumati circa 11mila totali». Il saldo netto indicato dal bilancio arboreo 2021-2025 è di 37.798 alberi in più rispetto all’inizio del quadriennio. È cresciuta anche la superficie di verde fruibile, con un incremento del 3,96 per cento, per oltre 49 milioni di metri quadrati di aree verdi accessibili, mentre il verde fruibile per abitante è aumentato del 4,56 per cento. Il nuovo intervento, secondo le stime presentate nelle slide, porterà inoltre a circa 260mila metri quadrati di nuova ombra, equivalenti a circa 37 campi da calcio. A regime, entro il 2036, le nuove alberature dovrebbero contribuire anche all’assorbimento di circa 600 tonnellate di CO2 all’anno, un dato indicato come equivalente alle emissioni prodotte da un’automobile a combustione per circa 5,3 milioni di chilometri percorsi. Il piano stima inoltre una riduzione compresa tra 2 e 4 gradi della temperatura dell’aria circostante e tra 15 e 20 gradi della temperatura dell’asfalto nelle aree interessate.
Gran parte dell’intervento di Gualtieri è stata dedicata anche a spiegare il dato degli abbattimenti e della mortalità degli alberi. «Gli alberi hanno un ciclo di vita come tutti gli esseri viventi», ha detto il sindaco, citando uno studio scientifico secondo cui il tasso medio di mortalità fisiologica delle alberature urbane è del 2,5 per cento l’anno, con una forchetta compresa tra l’1,5 per cento e il 3,5 per cento, a seconda del contesto. A Roma, secondo i dati forniti dal Campidoglio, negli ultimi cinque anni sono stati registrati 29.842 abbattimenti o decrementi su un patrimonio complessivo di circa 390mila alberi. Il dato corrisponde a un tasso dell’1,6 per cento, considerando anche le nuove piantumazioni, il tasso scende all’1,5 per cento. «Siamo al di sotto della media, questo è bene chiarirlo», ha affermato Gualtieri, sostenendo che sul tema degli alberi si sia sviluppata «una campagna basata sulla non conoscenza, non so se volontaria o incolpevole, di dati tecnici».
Il nuovo piano interviene anche sulla fase successiva alla piantumazione, uno degli aspetti più delicati soprattutto alla luce delle temperature elevate e dei periodi di siccità. «Abbiamo deciso di raddoppiare gli interventi di irrigazione», ha annunciato Gualtieri. Il programma ordinario prevedeva 14 passaggi di irrigazione all’anno. Un’impostazione che, secondo il Campidoglio, era stata elaborata sulla base di condizioni climatiche ormai cambiate. Con il nuovo piano si passerà a 28 interventi annuali, con il raddoppio dei passaggi delle autobotti nei mesi primaverili ed estivi del 2027, come già sperimentato nell’estate 2026. Particolare attenzione sarà riservata proprio agli alberi appena messi a dimora e al loro stato di salute.
La seconda grande novità riguarda il monitoraggio. Roma Capitale, insieme a Risorse per Roma, metterà in campo 100 operatori dedicati al controllo del verde e, più in generale, del decoro urbano. Gli operatori saranno distribuiti nei 15 municipi e lavoreranno sul territorio per tre ore al giorno, per 300 giorni, arrivando complessivamente a 90mila ore di monitoraggio. Saranno dotati di smartphone e di una check-list digitale geolocalizzata. Il loro compito sarà verificare, tra le altre cose, lo stato di salute delle piante, l’avvenuta irrigazione e le eventuali necessità di intervento, come potature o situazioni di degrado. L’obiettivo è intervenire prima che una criticità si trasformi in un’emergenza. «Abbiamo deciso di mettere in campo 100 operatori dedicati specificamente al monitoraggio del verde e del decoro urbano», ha spiegato Gualtieri. «Armati di smartphone e di una checklist digitale geolocalizzata gireranno la città ogni giorno per tre ore in tutti i municipi».
Al monitoraggio sul campo si aggiunge un nuovo strumento di partecipazione dei cittadini. Da martedì 29 settembre, chiamando lo 060606, è possibile accedere a una linea dedicata esclusivamente alla cura del verde urbano. Il servizio è operativo tutti i giorni dalle 8 alle 20. Il sindaco ha annunciato personalmente la novità e ne ha fatto anche una dimostrazione durante la presentazione, telefonando al contact center. Il cittadino potrà segnalare, per esempio, una tazza vuota o chiedere informazioni su una piantumazione, un’irrigazione, una potatura o un abbattimento. L’operatore potrà verificare se la situazione è già presente nel censimento e, in quel caso, fornire informazioni sull’intervento previsto oppure raccogliere una nuova segnalazione. Per le richieste che richiedono un approfondimento è stato attivato anche l’indirizzo curadelverde@comune.roma.it. Gualtieri ha annunciato una garanzia precisa: «Per tutto ciò che l’operatore non sarà in grado di dire all’inizio, sarà garantita una risposta entro 7 giorni».
A completare il sistema sarà una nuova task force specificamente dedicata al verde, con il compito di coordinare le diverse componenti dell’amministrazione coinvolte. La struttura comprende rappresentanti del Gabinetto del sindaco, del dipartimento Tutela ambientale, del dipartimento Lavori pubblici e della polizia locale, e dovrà mettere in relazione le segnalazioni dei cittadini con il monitoraggio sul territorio e con gli interventi dei dipartimenti e dei Municipi. «Quarto punto: si istituisce una task force che monitora e controlla tutto questo», ha spiegato Gualtieri, indicando nella struttura la «testa centrale» del nuovo sistema.
Per l’assessora Alfonsi il piano rappresenta il punto di arrivo di un lavoro iniziato all’inizio della consiliatura. «Il piano che presentiamo è il completamento di un lavoro sul verde che la città non aveva mai avuto e che unisce tutte le azioni finora messe in atto», ha dichiarato. Censimento, protocolli, interventi, cura quotidiana e partecipazione cittadina, ha spiegato, fanno parte di un percorso che ha coinvolto anche gli ordini scientifici e gli strumenti di gestione condivisa, come i patti di collaborazione, e che è confluito nel Piano del verde e della natura. «Le associazioni di cittadini già facevano questo lavoro, oggi noi mettiamo a disposizione un censimento fatto dall’amministrazione», ha aggiunto Alfonsi. L’assessora ha inoltre precisato che ai 10 milioni di euro destinati al piano si aggiungeranno circa 1,6 milioni di euro per il personale necessario al rafforzamento delle attività.
Tra i temi affrontati durante la presentazione anche la situazione di piazza Risorgimento, dove durante l’estate alcune alberature hanno sofferto e sono morte. Gualtieri ha annunciato che il verde della piazza sarà potenziato e che beneficerà innanzitutto del raddoppio dell’irrigazione. Il sindaco ha però contestato la ricostruzione secondo cui l’intervento avrebbe trasformato una piazza precedentemente molto verde in una distesa di cemento. «È stata raccontata come se prima fosse un bosco e poi una distesa di cemento. Invece è il contrario, era cementata e abbiamo depavimentato», ha detto. Alfonsi ha spiegato che il problema riguarda anche le condizioni delle alberature: «Gli alberi sono tutti in vaso, c’è molta difficoltà di attecchimento per gli alberi in vaso ed è questo il problema di cui dobbiamo discutere con la Soprintendenza». Secondo l’assessora, in origine si sarebbe dovuta realizzare una collinetta, come avvenuto in altre capitali europee, ma questa soluzione non è possibile davanti ai monumenti.
Altro capitolo è quello di piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini. Gualtieri ha spiegato che il progetto è stato ereditato dalla precedente amministrazione ed è stato realizzato da Ferrovie dello Stato. La piantumazione del cosiddetto Arboretum, che prevede complessivamente circa 300 alberi, è stata rallentata dal ritrovamento di una cisterna romana durante gli scavi. «Soltanto ora hanno avuto il via libera della Soprintendenza», ha detto il sindaco. La piantumazione dovrebbe quindi ripartire a novembre, con 52 alberi che si sommeranno ai circa 50 già piantati nell’area e nelle vie attigue. Il progetto prevede però una difficoltà strutturale: sotto la piazza c’è la metropolitana e lo spessore di terreno disponibile è limitato. «Lì sotto comunque c’è la metropolitana, si deve fare una collina ma davanti ai monumenti non si può fare», ha spiegato Gualtieri, aggiungendo di non considerare quello di piazza dei Cinquecento il suo progetto preferito, ma sottolineando che si tratta di un intervento ereditato e che l’amministrazione non ha «potere retroattivo sui progetti». Diverso, secondo il sindaco, il caso di piazza della Repubblica, dove l’amministrazione rivendica invece la paternità dell’intervento: «Abbiamo tolto il parcheggio e piantato gli alberi».
Proprio il rapporto tra nuove alberature e tutela monumentale sarà al centro di un nuovo confronto istituzionale. «Sta per partire il tavolo tecnico con la Soprintendenza sulle alberature nelle zone monumentali», ha annunciato Gualtieri. Il sindaco ha spiegato che Roma ha chiesto più volte di poter aumentare le piantumazioni in queste aree, sostenendo che alcuni criteri adottati in passato, pur avendo una loro logica, debbano essere rivalutati alla luce degli effetti del cambiamento climatico. «Considerando l’impatto dei cambiamenti climatici, oggi sono superati», ha detto.
Per Palmieri il piano rappresenta anche un intervento sulla forma stessa della città. «Con il piano presentato oggi andiamo a completare l’imponente programma di incremento del patrimonio arboreo di Roma», ha dichiarato. L’obiettivo, ha aggiunto, è eliminare la presenza di tazze vuote o ceppi e ricostituire i filari stradali anche nei punti in cui «negli anni, il cemento aveva coperto gli spazi che avrebbero dovuto ospitare alberi». Palmieri ha sintetizzato il significato della riapertura delle tazze con una frase: «Per noi l’albero si riafferma sull’asfalto». Il piano, nelle intenzioni dell’amministrazione, mette dunque insieme 19.336 nuove alberature, 100 operatori, 90mila ore di monitoraggio, irrigazioni raddoppiate e un nuovo canale di comunicazione con i cittadini. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla primavera con i filari stradali ricostituiti e con una gestione del verde più strutturata, dalla piantumazione alla manutenzione fino al controllo quotidiano.
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