
Nella storica sede di Marevivo allo Scalo de Pinedo, sotto ponte Nenni, a Roma, dieci artisti italiani e internazionali scelgono il linguaggio dell’arte per chiedere un impegno più deciso nella tutela del mare e della biodiversità. In occasione del Tevere Day nasce il Manifesto degli Artisti per il Mare, documento che mette insieme sensibilizzazione ambientale e una richiesta precisa alle istituzioni: rendere realmente esecutiva la Legge SalvaMare, approvata nel 2022 ma ancora priva di alcuni provvedimenti attuativi.
A firmare il Manifesto sono Hussain Aga Kan, Romolo Basili, Francesca Chialà, Gabriele Giugni, Kristin Jones, Massimo Marchiori, Elisabetta Milan, Raul Orvieto, Ely Phenix e Michelangelo Pistoletto.
L’iniziativa si ispira idealmente alla stagione dei grandi manifesti artistici del Novecento, dal Futurismo alle avanguardie, quando un documento pubblico diventava lo strumento attraverso il quale dichiarare idee, visioni e valori. Marevivo riprende oggi quella formula per affidare all’arte un nuovo messaggio collettivo: difendere il mare, la natura e il Pianeta.
Al centro c’è l’idea che l’arte possa anche anticipare e interpretare trasformazioni che la scienza riesce a dimostrare solo successivamente.
«L’arte - spiega la presidente di Marevivo Rosalba Giugni - ha spesso la capacità di vedere prima degli altri, di intuire ciò che sta accadendo e perfino ciò che non riusciamo a vedere. Tempo fa rimasi colpita da una giovane artista che in Sicilia aveva rappresentato una donna prona, con una bottiglia gialla di plastica nell’addome. Un’immagine potente e inquietante.
E ricorda:
«Un anno dopo, una ricerca scientifica coordinata dal dottor Antonio Ragusa documentò per la prima volta la presenza di microplastiche nella placenta umana e poi nel latte materno».
L’arte, in qualche modo, aveva visto prima:
«Ed è per questo che oggi siamo qui, insieme a dieci straordinari artisti, fondatori del Manifesto degli Artisti per il Mare»
conclude la presidente di Marevivo Rosalba Giugni.
Il documento non si limita però alla sensibilizzazione. Gli artisti ribadendo le volontà espresse nel manifesto chiedono interventi concreti, a partire dall’applicazione delle norme già approvate.
«Abbiamo scelto di mettere la forza dell’arte al servizio del mare, della natura e della biodiversità. Ma sensibilizzare non basta: servono decisioni, regole efficaci e la volontà di farle rispettare».
Nel Manifesto viene inoltre richiamata anche la normativa europea che dal 2025 prevede per le bottiglie in Pet almeno il 25% di plastica riciclata, sottolineando la necessità di controlli e sanzioni capaci di garantire il rispetto delle regole:
«Non è accettabile che chi investe nell’economia circolare e rispetta le regole sia penalizzato rispetto a chi non lo fa».
Il punto centrale resta però la Legge SalvaMare. Secondo i firmatari, a quattro anni dall’approvazione mancano ancora alcuni provvedimenti attuativi e in diversi porti non sarebbero disponibili sistemi adeguati per il conferimento dei rifiuti accidentalmente pescati:
«Una bottiglia raccolta nella rete di un pescatore non deve tornare in mare perché a terra non sappiamo come smaltirla. Per questo, rivolgiamo un appello urgente al Governo: intervenga ora».
All’incontro hanno partecipato, oltre alla presidente Rosalba Giugni, la segretaria generale della Fondazione Raffaella Giugni, che ha illustrato la nascita del progetto, Costantino D’Orazio, direttore generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e Massimo Pronio, responsabile della Comunicazione della Rappresentanza della Commissione europea in Italia.
La conduttrice e divulgatrice scientifica Licia Colò ha presentato gli artisti promotori attraverso opere e filmati dedicati al loro rapporto con il mare, la natura e l’attività di Marevivo. La lettura del Manifesto, destinato a raccogliere nuove adesioni, è stata affidata all’attrice teatrale Mita Medici.
Fino all’11 ottobre, nell’ambito del Tevere Day, la sede di Marevivo allo Scalo de Pinedo continuerà a ospitare eventi e incontri. Lo spazio è stato trasformato per l’occasione in un Villaggio ambientale, punto di incontro tra arte, scienza, cultura e sostenibilità.
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