Roma, 6 ottobre 2026
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Don Bosco risponde alle esplosioni con la comunità: venerdì presidio nel quartiere in contrasto alla criminalità

L’appuntamento è alle ore 18 davanti alla scuola De Curtis. Chiesta anche la convocazione dell’Osservatorio territoriale per la sicurezza

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Don Bosco risponde alle esplosioni con la comunità: venerdì presidio nel quartiere in contrasto alla criminalità

Un presidio per la legalità dopo le esplosioni che negli ultimi mesi hanno interessato il quadrante di Don Bosco. L’appuntamento è per venerdì 9 ottobre alle ore 18 in viale San Giovanni Bosco, davanti alla scuola De Curtis, dove associazioni, comitati, sindacati, realtà sociali e forze politiche si ritroveranno dopo l’ultimo episodio avvenuto in via Calpurnio Fiamma.

Alla mobilitazione hanno annunciato la propria adesione, tra gli altri, il Pd Roma e i circoli democratici del Municipio VII, il Movimento 5 stelle, Italia viva, Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista, Demos e Roma Futura. Tra le realtà associative e sociali figurano inoltre Libera, Anpi provinciale Roma, Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, Uil Lazio, Forum Terzo Settore Lazio, Retake Roma, Nonna Roma, Auser Lazio e numerosi comitati di quartiere e associazioni del territorio.

«Alla criminalità si può rispondere solo come comunità»

Nel testo diffuso per convocare la manifestazione si parla del «terzo ordigno esploso in pochi mesi nel quadrante Don Bosco» e si chiede «allo Stato, alle Istituzioni e alle Forze dell’Ordine» una risposta più forte sul territorio.

L’appello descrive la situazione come «una vera e propria guerra criminale tra gruppi contrapposti che si contendono il predominio dei traffici illeciti», una ricostruzione che nel materiale fornito non risulta accompagnata da elementi investigativi ufficiali e che va quindi considerata come valutazione dei promotori della mobilitazione.

Nel documento viene inoltre riferita una richiesta alla Prefettura per la convocazione urgente dell’Osservatorio territoriale per la sicurezza, con l’obiettivo di sollecitare una maggiore presenza delle forze dell’ordine e misure straordinarie per il quadrante.

Accanto alla richiesta di interventi sul fronte della sicurezza, il presidio viene presentato anche come una risposta collettiva del territorio: «Solo una comunità unita e solidale, con le Istituzioni accanto, può dare una risposta forte, riaffermare i propri valori e riprendersi luoghi e spazi della propria città».

L’invito a partecipare è rivolto a cittadini, associazioni, realtà sociali, politiche e culturali del Municipio VII e del resto della città.

Le richieste dopo l’ultimo ordigno

I circoli del Pd del Municipio VII fanno riferimento a tre recenti episodi che hanno colpito esercizi commerciali a Cinecittà e chiedono al Governo «uomini, mezzi e una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio».

Sul caso è intervenuto anche il deputato del Pd Roberto Morassut, che in un’interrogazione al ministro dell’Interno richiama quattro episodi avvenuti tra il 2025 e il 2026 nel quartiere Don Bosco e nel quadrante orientale della Capitale.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’interrogazione, il 29 aprile 2025 una molotov ha colpito un circolo ultras in via dei Sulpici, rendendolo inagibile. Il 12 luglio una probabile bomba carta è esplosa in via Valerio Flacco, danneggiando il portone di uno stabile e alcuni scantinati. Il 3 agosto un altro ordigno ha devastato l’ingresso di un condominio in via Statilio Ottato, con l’evacuazione dei residenti. Il 4 ottobre, infine, un’esplosione ha interessato un’attività commerciale in via Calpurnio Fiamma.

Morassut chiede al Viminale di chiarire se gli episodi possano essere collegati, se sia stata valutata l’eventuale presenza di criminalità organizzata o di dinamiche intimidatorie e quali misure si intendano adottare per rafforzare presidio, videosorveglianza e prevenzione, anche attraverso un tavolo dedicato in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Anche il M5s, annunciando la presenza al presidio, ha chiesto «un intervento rapido e incisivo dello Stato». Il movimento parla di una situazione che «appare chiaramente come una nuova guerra tra bande»: anche in questo caso si tratta di una valutazione politica e non di una ricostruzione investigativa accertata.

Italia viva, con i consiglieri municipali Luca Di Egidio e Isabella Alfano, sollecita «attenzione, controlli e una presenza costante dello Stato sul territorio». Il segretario del Pd Roma Enzo Foschi richiama invece la necessità di una «risposta forte delle istituzioni» insieme alla mobilitazione della comunità locale.

Rifondazione Comunista ha aderito sottolineando soprattutto la dimensione sociale dell’iniziativa. Per il segretario della Federazione di Roma, Castelli e Litoranea Giovanni Barbera, il contrasto alla criminalità passa anche attraverso servizi pubblici, scuole, spazi di aggregazione, associazionismo e una presenza istituzionale stabile nei quartieri.

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