Roma, 23 giugno 2026
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Alemanno lascia Rebibbia il 24 giugno: «Domani esco dal carcere, ma mi sembra quasi di disertare una trincea». «Avanti l'impegno per i detenuti»

Gianni Alemanno annuncia l'uscita dal carcere di Rebibbia dopo oltre un anno e mezzo di detenzione. Nel suo messaggio denuncia le condizioni delle carceri italiane e cita il caso di Antonio Russo, beneficiario di una grazia parziale ancora non eseguita.

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 3'
Alemanno lascia Rebibbia il 24 giugno: «Domani esco dal carcere, ma mi sembra quasi di disertare una trincea». «Avanti l'impegno per i detenuti»

L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, oggi leader del movimento politico Indipendenza, uscirà dal carcere di Rebibbia nella mattinata del 24 giugno. Ad annunciarlo è stato lo stesso Alemanno attraverso un lungo messaggio pubblicato sui social, nel quale traccia un bilancio della propria esperienza detentiva e torna a criticare il sistema carcerario italiano.

Alemanno: «Domani esco da Rebibbia»

«Mercoledì 24 giugno alle ore 10 uscirò», scrive Alemanno, spiegando che la sua permanenza in carcere è durata «1 anno, 5 mesi e 24 giorni».

L'ex sindaco della Capitale ribadisce la propria posizione sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto, sostenendo che si sia trattato di «un'esperienza che non doveva mai cominciare».

Nel suo messaggio afferma infatti di considerarsi innocente e contesta le ragioni che hanno portato alla sua condanna e alla successiva revoca dell'affidamento in prova.

La denuncia sulle condizioni delle carceri

Nel suo racconto Alemanno descrive un sistema penitenziario che definisce profondamente in difficoltà. L'ex primo cittadino di Roma parla di sovraffollamento, degrado delle strutture e carenza di opportunità per i detenuti.

Secondo quanto riferito, avrebbe trovato «celle di 4 posti riempite con 6 persone» e percorsi dedicati a studio, lavoro e attività culturali accessibili soltanto a una parte limitata della popolazione detenuta.

Alemanno denuncia inoltre le lentezze della macchina amministrativa e giudiziaria, sostenendo che la burocrazia penitenziaria e le difficoltà operative dei Tribunali di sorveglianza rendano particolarmente complessa la vita quotidiana all'interno degli istituti.

Il caso di Antonio Russo e la grazia parziale

Tra i passaggi più significativi del messaggio c'è il riferimento ad Antonio Russo, detenuto ottantottenne e malato, per il quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso una grazia parziale.

Alemanno sostiene che il provvedimento non abbia ancora prodotto effetti concreti. Secondo il suo racconto, infatti, una serie di ostacoli amministrativi avrebbe rallentato l'esecuzione della misura.

«L'unica "vittoria" che abbiamo ottenuto è stata la concessione da parte del presidente Mattarella della grazia parziale ad Antonio Russo»

L'ex sindaco aggiunge che, nonostante la decisione del capo dello Stato, Russo non sarebbe ancora uscito dal carcere a causa di ritardi burocratici e procedurali.

Nello stesso passaggio, Alemanno inserisce anche un riferimento polemico all'ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, affermando che «non tutti sono così fortunati da ricevere la grazia prima di entrare in carcere».

«Mi sembra di disertare una trincea»

Nel messaggio l'ex sindaco dedica spazio anche alle persone incontrate durante la detenzione, dai detenuti agli agenti della Polizia penitenziaria, fino al personale sanitario e agli operatori impegnati nelle attività di supporto.

Alemanno racconta di aver costruito rapporti umani significativi durante la permanenza a Rebibbia e afferma che lasciare il carcere gli provoca una sensazione contrastante.

«Uscendo dal carcere mi sembra quasi di disertare una trincea»

L'ex sindaco annuncia inoltre l'intenzione di continuare a occuparsi dei temi legati al sistema penitenziario e al sovraffollamento carcerario anche dopo il ritorno in libertà.

Il saluto a Rebibbia

Nel finale del suo intervento, Alemanno torna sulle condizioni degli istituti di pena italiani e affida a poche righe il proprio saluto alla comunità carceraria.

«Un pezzo del mio cuore rimane tra qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo»

Parole con cui l'ex sindaco di Roma chiude il racconto della sua esperienza detentiva, annunciando l'uscita dal carcere prevista per la mattina del 24 giugno.

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