
Il muro di abbandono che per decenni ha circondato l’ex Residence Bastogi inizia a sgretolarsi. In un passaggio politico definito storico dalle istituzioni locali, il municipio XIII ha approvato una mozione cruciale per blindare il futuro del quartiere, chiedendo la piena attuazione di quanto stabilito dall’assemblea capitolina nell'ottobre 2025.
L’annuncio più concreto riguarda le risorse. L’assessore al Patrimonio del Campidoglio, Tobia Zevi, ha confermato lo stanziamento di circa 9 milioni di euro destinati alla manutenzione straordinaria. Questi fondi serviranno per la messa in sicurezza delle sei palazzine, il ripristino totale degli impianti elettrici e di riscaldamento e la sistemazione degli impianti del gas, per troppo tempo lasciati al degrado.
La presidente del municipio XIII, Sabrina Giuseppetti, ha avvertito che questo è solo l’inizio di un percorso volto a garantire legalità e decoro a chi vive nel complesso.
Il cuore della mozione n. 123, approvata in Campidoglio su spinta di Alleanza Verdi Sinistra, mira a superare la natura ibrida di Bastogi. Il piano prevede il cambio di destinazione d'uso da CAAT (Centro di Assistenza Alloggiativa Temporanea) a Edilizia Residenziale Pubblica, accompagnato da un censimento dei residenti aggiornato per regolarizzare le assegnazioni. Fondamentale sarà anche l'istituzione di un tavolo permanente che includa le associazioni del territorio, motori della resilienza del quartiere in tutti questi anni di assenza istituzionale.
Nonostante la soddisfazione della maggioranza, i consiglieri di opposizione Lorenzo Ianiro e Maristella Urru (Aurelio in Comune e Europa Verde) sottolineano come questo risultato non sia arrivato per caso, ma grazie alla pressione costante degli abitanti e dei comitati che hanno presidiato il Consiglio anche nella giornata odierna.
Secondo i due esponenti della sinistra, è la spinta dei cittadini ad aver costretto le istituzioni a tornare a occuparsi di una vertenza troppo a lungo lasciata ai margini.
Ianiro e Urru denunciano mesi di immobilismo, evidenziando che la richiesta di un tavolo permanente arriva con ritardo rispetto alle reali urgenze del quartiere. Per i consiglieri, Bastogi non può più essere affrontata con annunci o interventi parziali. Serve un coinvolgimento diretto dei residenti che accompagni ogni fase, dalla manutenzione fino al nodo decisivo della regolarizzazione. «Bastogi è una parte viva di Roma che attende risposte concrete», conclude Urru, ribadendo che il tavolo deve essere uno strumento di lavoro vero e non puramente simbolico.
La palla passa definitivamente alla giunta Capitolina. Con i fondi già stanziati e una volontà politica messa nero su bianco, i cittadini di Bastogi attendono ora il primo colpo di piccone. L’obiettivo dichiarato è quello di ricucire lo strappo tra il centro e una periferia che non vuole più sentirsi dimenticata, mettendo finalmente al centro delle politiche abitative la dignità della persona e il diritto a vivere in condizioni dignitose, dopo trent'anni di promesse mancate.
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