
Una mobilitazione che punta a entrare nel dibattito politico capitolino con numeri rilevanti. Sono 16mila le firme raccolte a sostegno della delibera di iniziativa popolare che chiede l’interruzione dei rapporti tra il Campidoglio e lo Stato di Israele. A promuovere l’iniziativa è il comitato «Roma sa da che parte stare», che rivendica un risultato definito senza precedenti per questo tipo di strumenti partecipativi in città. Secondo i promotori, il numero di adesioni rappresenta «un segno tangibile dell’indignazione provocata dal genocidio in atto contro il popolo palestinese». Una presa di posizione netta, che chiama in causa direttamente le istituzioni locali e il loro ruolo nelle relazioni internazionali.
Il prossimo passaggio sarà istituzionale e mediatico insieme. È stata infatti convocata per venerdì 24 aprile alle 12 una conferenza stampa in Campidoglio, durante la quale verranno illustrati contenuti e obiettivi della proposta. L’incontro rappresenterà un momento chiave per portare il tema all’attenzione dell’amministrazione capitolina e dei gruppi consiliari, chiamati a confrontarsi con una richiesta che arriva formalmente attraverso uno degli strumenti di partecipazione previsti dallo statuto comunale.
Nel comunicato diffuso dal comitato emerge anche una critica esplicita al mondo politico. I promotori sottolineano come l’indignazione per quanto sta accadendo sia stata espressa «a parole anche da gran parte delle forze politiche», ma senza che, a loro avviso, siano seguite decisioni concrete. La richiesta avanzata a Roma si inserisce inoltre in un contesto più ampio. Un’iniziativa analoga è infatti in corso anche a Milano, dove – viene ricordato – la proposta ha trovato sponda in una parte della maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Sala. Un parallelismo che punta a rafforzare il peso politico della mobilitazione romana, inserendola in una dinamica nazionale.
Il cuore del messaggio è tutto nella richiesta di passare dalle dichiarazioni ai fatti. «Di fronte a genocidio e guerre infinite, le parole non bastano. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per opporsi ai carnefici e sostenere le vittime. Anche Roma Capitale deve scegliere da che parte stare», si legge nel comunicato. Una presa di posizione che utilizza toni forti e che punta a sollecitare una scelta chiara da parte dell’amministrazione cittadina, chiamata – secondo i promotori – a esprimersi non solo simbolicamente.
Accanto all’iniziativa istituzionale, il comitato ha organizzato anche un momento pubblico aperto alla cittadinanza. Domenica 26 aprile, a partire dalle 17.30, è previsto un incontro cittadino accompagnato da una manifestazione-spettacolo presso il Circolo Arci «Concetto Marchesi», in via del Frantoio. L’appuntamento si propone come occasione di confronto e mobilitazione, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema e coinvolgere un pubblico più ampio, al di fuori delle sedi istituzionali.
La delibera di iniziativa popolare, sostenuta da un numero significativo di firme, dovrà ora seguire il suo iter amministrativo e approdare in assemblea capitolina. Sarà in quella sede che si misurerà la reale disponibilità politica ad accogliere o respingere la proposta. Nel frattempo, la mobilitazione prosegue, tra appuntamenti pubblici e pressioni sulle istituzioni. Con un obiettivo dichiarato: trasformare una raccolta firme in un atto politico concreto.
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