Roma, 3 aprile 2026
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Migliaia di studenti ancora senza borse di studio universitarie nel Lazio, la denuncia: «Non riesco neanche a pagarmi l'autobus»

Siamo ad aprile e l'anno accademico è iniziato a settembre. Il secondo scorrimento del 1° aprile ha portato a 32.370 i beneficiari complessivi, ma per gli idonei rimasti fuori non ci sono garanzie. Studenti Alla Terza annuncia un presidio il 10 aprile davanti alla Regione

di Giacomo ZitoULTIMO AGGIORNAMENTO 9 ore fa - TEMPO DI LETTURA 6'
Migliaia di studenti ancora senza borse di studio universitarie nel Lazio, la denuncia: «Non riesco neanche a pagarmi l'autobus»

«Non posso più continuare senza borsa di studio. Non mangio come si deve da quasi un anno e ho rimandato l'acquisto delle cose di cui ho bisogno. Non posso nemmeno più permettermi l'autobus».

Non è lo sfogo di un caso isolato. È uno dei tanti messaggi che nelle ultime settimane stanno arrivando alle associazioni studentesche romane da parte di chi rientra nei requisiti per la borsa di studio DiSCo ma non l'ha ancora ricevuta.

A scriverlo è una studentessa straniera iscritta a un corso di laurea triennale a Roma, che aveva scelto l'Italia anche in virtù della borsa di studio e ora valuta di tornare nel suo Paese d'origine. Il suo commento si chiude con una nota amara: «Grazie Italia per la tua ospitalità».

Il ritardo: un anno accademico quasi finito, i soldi ancora bloccati

Il bando per il diritto allo studio 2025/2026 di DiSCo Lazio, l'ente regionale che gestisce il sostegno agli studenti universitari, ha visto il primo scorrimento di graduatoria il 21 gennaio 2026. Quel giorno 10.641 studenti già dichiarati idonei furono nominati vincitori, portando il totale dei beneficiari sopra quota 27.000. DiSCo aveva promesso che la prima rata della borsa sarebbe stata erogata a partire da febbraio. Per molti, quei soldi non sono mai arrivati.

Il primo aprile è arrivato il secondo scorrimento: altri 6.883 nuovi studenti si sono aggiunti a quelli già dichiarati vincitori, portando il numero complessivo dei beneficiari a 32.370. DiSCo ha garantito che il pagamento della prima rata per tutti i vincitori con posizione concorsuale regolare avverrà entro il mese di aprile.

La Regione ha inquadrato il ritardo come conseguenza di un aumento straordinario delle domande. Il presidente Francesco Rocca ha dichiarato di aver messo il diritto allo studio tra le priorità del suo mandato fin dall'inizio, rivendicando il risultato di oltre 32.000 beneficiari e annunciando che si continuerà a verificare ogni margine per sostenere gli altri studenti idonei. L'assessore Alessandro Calvi ha parlato di un investimento aggiuntivo di oltre 30 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo per coprire l'intero fabbisogno.

Ma per le associazioni studentesche, queste dichiarazioni non bastano e arrivano troppo tardi.

«Per la prima volta in dieci anni torna la figura dell'idoneo non beneficiario»

«Siamo ad aprile, l'anno accademico è iniziato a settembre — dice Francesca Elmo, coordinatrice di Studenti Alla Terza e membro della Consulta Regionale DiSCo — questo supporto diventa inutile alle famiglie se erogato a fine aprile, verso la fine dell'anno accademico». Elmo sottolinea come l'anno scorso, il 17 marzo, tutti gli studenti idonei fossero già beneficiari, ovvero garantiti nella ricezione della borsa. Quest'anno invece, a distanza di quasi due settimane da quella data, la situazione è ancora aperta: la Regione non ha ancora confermato che tutti gli idonei saranno coperti.

Il nodo più critico è proprio questo: con il secondo scorrimento, una quota di studenti che hanno tutti i requisiti per ricevere la borsa rischia di rimanere senza. «Per la prima volta dopo oltre dieci anni torna la figura dell'idoneo non beneficiario», denuncia Ilaria Vinattieri di Sinistra Universitaria Sapienza. «L'esistenza di una figura del genere è assurda: ha tutti i requisiti per avere la borsa ma non la riceve per mancanza di fondi».

I numeri esatti non sono disponibili: DiSCo Lazio non ha ancora reso pubblici i dati completi sugli idonei totali, nonostante le richieste formali delle rappresentanze studentesche. Secondo le stime delle associazioni, sarebbero ancora più di cinquemila gli studenti senza borsa dopo il secondo scorrimento, a cui si aggiungono quelli che risultano vincitori sulla carta ma non hanno ancora visto arrivare un euro sul conto.

Affitti a 600-700 euro, mezzi pubblici inaccessibili, cibo razionato

Il profilo degli studenti in attesa è eterogeneo, ma chi vive fuori sede porta il peso maggiore. «Una stanza singola a Roma costa in media tra i 600 e i 700 euro — spiega Vinattieri — e queste persone devono anticipare tutto: affitto, trasporti, spese quotidiane, materiali didattici. Ci arrivano messaggi di studenti che ci dicono che non riescono più a mangiare normalmente o che non possono pagarsi l'abbonamento ai mezzi e devono andare all’università a piedi».

A pesare non è solo l'attesa della borsa, ma anche l'incertezza burocratica: chi era risultato vincitore al primo scorrimento di gennaio si è trovato a contattare gli uffici DiSCo per capire quando sarebbero arrivati i soldi, ricevendo come risposta che l'ente non era competente in materia di erogazione. Una risposta che, secondo le associazioni, testimonia una responsabilità diffusa e non assunta da nessuno. Sinistra Universitaria sta raccogliendo in questi giorni le testimonianze degli studenti senza borsa con l'obiettivo di pubblicare un report sulle condizioni di vita di chi aspetta ancora.

Il presidio del 10 aprile e le borse di tela

Di fronte a questa situazione, Studenti Alla Terza ha annunciato un presidio davanti alla sede della Regione Lazio per giovedì 10 aprile. «Faremo sentire la nostra voce per difendere il diritto allo studio e per chiedere alla Regione di assumersi la responsabilità politica di questa situazione», dice Elmo.

Il presidio avrà anche un elemento di provocazione deliberata: durante la manifestazione verranno distribuite le borse di tela che DiSCo Lazio aveva inviato agli studenti come gadget promozionale. Riutilizzate come simbolo di denuncia, diventano il centro di uno slogan tagliente: «Questa è l'unica borsa di studio che ci è stata data». Un messaggio che rivolge contro la Regione il suo stesso materiale di comunicazione istituzionale.

La richiesta è chiara: non un'erogazione una tantum, ma un impegno strutturale sul diritto allo studio, che non lasci ogni anno migliaia di studenti ad aspettare fino a primavera un sostegno che l'anno accademico richiede fin dall'autunno.

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