
Credit: Comune di Roma
Avvisi di pagamento, importi da verificare, conguagli relativi alle spese di tanti anni fa, ricevute da ritrovare: è quello che sta succedendo agli inquilini delle case di Edilizia Residenziale Pubblica nel V municipio: nelle ultime settimane sono arrivati, infatti, diversi avvisi di pagamento da parte del Dipartimento Politiche abitative di Roma. Le numerose segnalazioni ricevute hanno spinto il Municipio a intervenire direttamente presso gli uffici comunali.
Chiesta una proroga di 60-90 giorni
Il V municipio ha, quindi, inviato una lettera formale al Dipartimento chiedendo di prorogare di almeno 60-90 giorni i termini di pagamento e di sospendere, nello stesso periodo, l'applicazione di sanzioni e interessi. Tra le richieste anche l'apertura di uno sportello territoriale dedicato presso la sede municipale, per offrire assistenza diretta agli assegnatari.
«Lo abbiamo fatto perché riteniamo che, davanti a richieste economiche che possono incidere in maniera significativa sui bilanci familiari, sia indispensabile mettere i cittadini nelle condizioni di comprendere e verificare con attenzione quanto viene loro richiesto», hanno spiegato piegato Mauro Caliste, presidente del V municipio, e Maura Lostia, assessora municipale ai Lavori Pubblici.
«La situazione è particolarmente delicata per gli assegnatari ERP, una platea che comprende numerose persone anziane e cittadini che vivono condizioni di fragilità economica e sociale», hanno aggiunto.
Nel Municipio V circa 3.800 alloggi Erp
Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è particolarmente diffuso nel territorio del V Municipio, da Villa Gordiani a Tor Tre Teste, dal Quadraro, a Centocelle Vecchia fino a La Rustica per un totale di circa 3.800 appartamenti di Edilizia residenziale pubblica. Uno dei problemi principali degli avvisi di questi giorni, secondo il Municipio, riguarda la difficoltà di ricostruire la documentazione relativa a pagamenti e conguagli risalenti a molti anni fa: verificare le somme richieste comporta spesso il recupero di vecchie ricevute, il controllo dei conteggi e il confronto con gli uffici competenti per eventuali chiarimenti. Per l'ente territoriale, termini troppo ravvicinati rischiano di non lasciare agli inquilini il tempo necessario per effettuare questi controlli.
«Tempo congruo»
«Per questo chiediamo che venga concesso un tempo congruo per consentire agli assegnatari di recuperare le ricevute storiche, verificare i calcoli e, laddove necessario, chiedere chiarimenti agli uffici competenti», rimarcano, Caliste e Lostia.
«Allo stesso modo - continuano il presidente e l'assessora - riteniamo fondamentale che durante questo periodo non vengano applicate sanzioni, interessi o ulteriori oneri, affinché il tempo necessario alle verifiche non si trasformi in un aggravio economico per le famiglie».
La richiesta di uno sportello nel Municipio
Il Municipio punta inoltre a portare sul territorio un servizio di ascolto e sostegno per gli assegnatari delle case di edilizia residenziale pubblica.
«Uno sportello straordinario di prossimità presso la sede del Municipio V - propongono Caliste e Lostia - in sinergia con il personale del Dipartimento», aggiungono.
L'obiettivo dell'amministrazione municipale è garantire che ogni richiesta di pagamento sia «corretta, trasparente e verificabile», accompagnando i cittadini nelle verifiche e offrendo maggiore tutela soprattutto alle persone in condizioni di fragilità.
«Per questo confidiamo in un riscontro rapido e positivo da parte del Dipartimento, così da evitare situazioni di grave disagio sociale e contenziosi che possono essere prevenuti attraverso un confronto diretto e strumenti adeguati di assistenza», concludono il presidente e l'assessora.
In seguito alle segnalazioni degli inquilini coinvolti e del Municipio, nel pomeriggio di venerdì 11 settembre, è arrivata anche la risposta del Dipartimento Politiche abitative di Roma che nell'ultimo mese ha inviato oltre 12mila comunicazioni definite «bonarie». Mentre sono più di 3 mila le «costituzioni in mora». L’operazione, si legge in una nota, consente di «salvaguardare crediti per circa 365 milioni di euro» con un valore complessivo degli atti adottati di circa 700 milioni di euro.
Una cifra che, sottolinea il Dipartimento, «non corrisponde all’effettiva esposizione debitoria degli inquilini: il calcolo, infatti, comprende anche importi contabilizzati più volte».
Nella stessa giornata si è anche tenuta la Commissione Politiche abitative, presieduta dal consigliere Yuri Trombetti (Pd) insieme al Dipartimento e ad AequaRoma. Nell'occasione sono state illustrate le misure predisposte per assistere gli inquilini e verificare tutte le posizioni per le quali gli importi richiesti risultino inesatti o non aggiornati. Misure che consentirebbero agli inquilini di ricevere assistenza, chiedere chiarimenti o presentare la documentazione necessaria. A questo scopo - chiarisce la nota - gli inquilini possono rivolgersi agli sportelli fisici oppure utilizzare i canali digitali messi a disposizione dall’Amministrazione.
«Saranno esaminate con particolare attenzione le situazioni relative a pagamenti già effettuati, domande di sanatoria ancora in corso e possibili incongruenze nella ricostruzione delle somme dovute», chiarisce il Comune.
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