
Il Centro del Sonno del CPO di Ostia amplia la propria attività con un nuovo ambulatorio dedicato ai disturbi del sonno. La struttura della ASL Roma 3, nei primi quattro mesi del 2026, ha già superato le 200 polisonnografie e punta ad arrivare ad almeno 600 esami l’anno.
I disturbi del sonno rappresentano una delle condizioni più diffuse nella popolazione generale e possono incidere in modo significativo sul benessere psicofisico. Secondo quanto riportato dalla ASL Roma 3, ne soffre circa un italiano su quattro.
Le richieste di esami riguardano soprattutto le donne, che rappresentano oltre il 60% del totale, mentre il 6% dei pazienti lamenta insonnia cronica, con difficoltà a dormire almeno tre giorni a settimana.
All’interno del CPO di Ostia, dove si trova il Centro del Sonno, l’attività diagnostica è cresciuta anche grazie al supporto dei tecnici di neurofisiopatologia.
«La nostra previsione è quella di effettuare almeno 600 esami all’anno, raddoppiando così le prestazioni dell’anno precedente e triplicando quelle del 2024», spiega il dottor Claudio Mostardini, referente del Centro Cefalee e nevralgie facciali e del Centro del Sonno della ASL Roma 3.
Le polisonnografie, aggiunge, «sono esami strumentali avanzati che consentono di monitorare durante la notte i principali parametri fisiologici (respiro, battito cardiaco, ossigenazione, attività cerebrale, movimenti), fornendo una valutazione completa dell’architettura del sonno».
Il potenziamento dei servizi è legato all’aumento delle richieste. «Viste le numerose richieste la Direzione Aziendale della ASL Roma 3 ha deciso di potenziare i servizi con un Ambulatorio del Sonno attivo già da qualche giorno che completa l’offerta in questo ambito», aggiunge Mostardini.
Il nuovo ambulatorio consentirà di effettuare anche esami actigrafici e saturimetria 24 ore come screening per la polisonnografia, con l’obiettivo di evitare prescrizioni incongrue.
Il nuovo servizio si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento delle attività cliniche e diagnostiche in ambito neurologico e pneumologico, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e favorire l’accesso a percorsi integrati di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del sonno.
La qualità e la quantità del sonno incidono direttamente sulla vita quotidiana. «La scarsa qualità o quantità del sonno provoca stanchezza diurna, irritabilità e difficoltà di concentrazione, compromettendo le attività quotidiane e le capacità lavorative», spiega Mostardini.
A lungo termine, la mancanza di sonno può contribuire all’insorgenza o al peggioramento di patologie cardiovascolari, metaboliche e neurologiche, aumentando il rischio di ipertensione, diabete e malattie cardiache.
Molti pazienti arrivati al CPO riferiscono anche un peggioramento della memoria e dell’equilibrio emotivo, con ricadute sulle relazioni sociali e familiari. Alcune condizioni, come insonnia, parasonnie o disturbi respiratori del sonno, possono causare risvegli frequenti e sonno non ristoratore, riducendo la qualità della vita.
Per questo, sottolinea Mostardini, è fondamentale riconoscere precocemente il problema e intervenire con strategie terapeutiche adeguate.
Tra i disturbi più frequenti ci sono le apnee del sonno, definite dal neurologo come un impedimento respiratorio notturno che, oltre a compromettere il riposo, può avere un impatto significativo sulla salute generale del paziente.
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