Roma, 13 febbraio 2026
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Cohousing per anziani, nuova casa condivisa nel V municipio: inaugurato il centro di via Altobelli

Struttura ricavata da un immobile confiscato alla criminalità organizzata: al via il progetto sociale per contrastare solitudine e isolamento, con spazi comuni e servizi dedicati

di Camilla Palladino e Anita ArmeniseULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
(Foto di Anita Armenise)

(Foto di Anita Armenise)

Una casa condivisa per anziani autosufficienti nel cuore del V municipio, tra Centocelle e Tor Sapienza. È il nuovo centro di cohousing inaugurato il 13 febbraio dal sindaco Roberto Gualtieri insieme all’assessora capitolina alle Politiche Sociali Barbara Funari e al presidente municipale Mauro Caliste.

La struttura nasce per offrire una soluzione abitativa a persone sole ma ancora autonome, favorendo relazioni sociali e supporto reciproco attraverso una convivenza solidale. Attualmente ospita sei persone, con la possibilità di ampliamento fino a dodici posti una volta completate le procedure necessarie.

Un bene confiscato trasformato in infrastruttura sociale

Il progetto prende forma all’interno di uno stabile confiscato alla criminalità organizzata e recuperato grazie a finanziamenti regionali integrati con risorse del municipio. L’obiettivo è creare spazi abitativi condivisi che contribuiscano a prevenire l’isolamento e promuovano il benessere relazionale degli anziani.

L’appartamento dispone di camere da letto, cucina con dispensa, zona pranzo, soggiorno, bagni, lavanderia, ripostigli e uno spazio esterno, pensati per garantire autonomia e qualità della vita agli ospiti. La gestione del servizio residenziale è stata affidata a una cooperativa sociale, mentre è in corso la selezione delle persone che entreranno a far parte della comunità.

Gualtieri: «Infrastrutture sociali di nuova generazione»

Durante l’inaugurazione il sindaco ha sottolineato il valore del progetto come risposta concreta ai bisogni sociali della città: «Questi - ha commentato Gualtieri - sono luoghi molto importanti, infrastrutture sociali di nuova generazione perché basate sul concetto di comunità e di prossimità. Prima, a Villa Gordiani abbiamo inaugurato una casa del dopo di noi realizzata con i fondi del Pnrr. Qui apriamo invece un luogo dove le persone anziane si potranno sentire a casa al tempo stesso vivendo insieme, avendo la possibilità di vivere una vita sociale e di aiutarsi a vicenda. È importante che realizziamo luoghi del genere in modo diffuso e capillare nella città, anche in quartieri periferici e in tutti i municipi».

La gestione e gli spazi pensati come una vera casa

A illustrare il lavoro svolto per rendere accogliente la struttura è Annalisa Scepi, presidente dell’ente gestore Obiettivo Uomo: «Il posto è stato riorganizzato, ristrutturato, dall’ufficio tecnico del municipio. Noi abbiamo provveduto solo all’allestimento, alla cura dei particolari, a pensare quello che può servire alle persone perché poi per loro diventa una casa e quindi loro abitano qui e hanno bisogno di tutte le cose, dal soprammobile alla gruccia nell’armadio».

Scepi ha evidenziato anche il valore della sicurezza e dell’accoglienza: «Un posto gradevole, un posto in cui si possono sentire sicuri. Questo mi sembra l’aspetto più importante e soprattutto dove non temono di essere di nuovo in mezzo alla strada».

La struttura è organizzata per una convivenza comunitaria ma flessibile, con spazi anche per incontri privati con familiari e amici e con una gestione condivisa delle spese quotidiane.

Caliste: servizi sociali diffusi per aiutare chi è più fragile

Il presidente del V municipio Mauro Caliste ha inserito l’inaugurazione in un percorso più ampio di rafforzamento dei servizi sociali sul territorio: «La giornata di oggi è una giornata particolare perché sono state inaugurate diverse situazioni che riguardano il sociale. Stiamo inaugurando dei servizi che aiutano le persone, questo è quello che devono fare le istituzioni, aiutare chi ha bisogno».

Caliste ha ricordato anche la presenza, nello stesso stabile, di spazi destinati a donne vittime di violenza e altri progetti sociali attivati grazie a una rete di finanziamenti pubblici e collaborazioni istituzionali. «Nel nostro municipio che siamo 260 mila persone, il 25 per cento sono anziani e spesso vivono soli. Basta sostituire l’io con il noi, questo è quello che devono fare le istituzioni, aiutare chi ha bisogno».

Un progetto che guarda al futuro

L’apertura del cohousing rappresenta un tassello di una strategia più ampia che punta a diffondere servizi di prossimità e nuove forme di assistenza abitativa nei quartieri della capitale, con particolare attenzione alle periferie.

L’obiettivo è costruire comunità solidali e inclusive, offrendo agli anziani una soluzione abitativa sicura e partecipata che favorisca autonomia, relazioni e qualità della vita.

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