
Sono arrivati nella mattinata di mercoledì 1° luglio all’aeroporto di Fiumicino 27 rifugiati di nazionalità somala e sudanese, tra cui 12 minori. Il gruppo è atterrato con un volo di linea di Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba ed è stato accolto dai volontari della Comunità di Sant’Egidio e da alcuni familiari già residenti e integrati in Italia.
L’ingresso è avvenuto attraverso il progetto dei corridoi umanitari, sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Conferenza episcopale italiana e dai ministeri dell’Interno e degli Affari esteri.
Secondo quanto comunicato dall’organizzazione, la partenza dall’Etiopia è stata resa possibile anche dalla collaborazione dell’ambasciata italiana ad Addis Abeba e delle strutture competenti dei due ministeri.
I rifugiati vivevano da tempo nei campi profughi in Etiopia. I cittadini sudanesi, in gran parte originari di Khartoum, avevano lasciato il Paese dopo l’inizio della guerra nell’aprile del 2023.
Il conflitto ha prodotto la più grave crisi di sfollamento al mondo: alla fine del 2025, secondo l’Unhcr, 12,9 milioni di sudanesi risultavano sfollati all’interno del Paese o rifugiati all’estero.
I profughi somali, riferisce invece Sant’Egidio, sono fuggiti dalle violenze di Al-Shabaab, il gruppo islamista ancora attivo in diverse aree della Somalia.
Dopo l’arrivo a Fiumicino, i nuclei familiari saranno accolti a Roma, in Basilicata, Campania ed Emilia-Romagna. Per loro inizieranno percorsi di integrazione che prevedono l’apprendimento della lingua italiana, l’accompagnamento sociale e il successivo inserimento lavorativo.
Il progetto è sostenuto dai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica, dalle risorse raccolte dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla disponibilità di cittadini che hanno messo a disposizione abitazioni e attività di volontariato.
I corridoi umanitari consentono alle persone in condizioni di particolare vulnerabilità di raggiungere legalmente e in sicurezza l’Italia, dopo i controlli effettuati dalle autorità competenti, evitando le rotte irregolari e il rischio di sfruttamento da parte dei trafficanti.
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