Roma, 15 giugno 2026
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Corteo Remigrazione, insulti e minacce all'assessora Pratelli. Dal Campidoglio solidarietà bipartisan

La bufera social dopo il corteo antifascista. Insulti di sfondo sessista e minacce di morte all'assessora capitolina alla Scuola, ferma condanna da parte del sindaco Gualtieri e di tutte le forze politiche romane

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Corteo Remigrazione, insulti e minacce all'assessora Pratelli. Dal Campidoglio solidarietà bipartisan

Violenze verbale, insulti sessisti e minacce. Nel mirino stavolta è finita Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Lavoro e Formazione del Campidoglio, che è stata travolta dall'ondata di odio. Tutto è iniziato dopo la pubblicazione di un video in cui l’assessora documentava la sua partecipazione al corteo antifascista organizzato da Cgil, Anpi e diverse associazioni contro la cosiddetta «Remigrazione».

Tra i vari commenti sotto al post, però, si è passati rapidamente dalle critiche alle intimidazioni esplicite, con frasi del tipo «Magari ti stuprano» o «Sparati».

La replica di Pratelli: «Nessun passo indietro»

La reazione di Claudia Pratelli non si è fatta attendere. L'assessora ha deciso di non far finta di nulla e ha già denunciato tutto alle autorità per scovare i responsabili.

Ha tenuto a precisare che il dissenso politico, anche se aspro, fa parte del gioco e lo accetta senza problemi, ma qui si parla di un vero e proprio clima d’odio che va contrastato. Ha poi mandato un messaggio chiarissimo a chi ha provato a spaventarla, dicendo che se l’obiettivo era intimidirla hanno sbagliato persona, perché non si sposterà di un millimetro e continuerà a battersi contro ogni forma di razzismo, sessismo e discriminazione.

Il coro di solidarietà della politica capitolina

Nel frattempo la politica romana si è stretta intorno a lei in un lunghissimo coro di solidarietà.in modo unanime. Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso subito il sostegno di tutta l'amministrazione capitolina, e la presidente dell'Assemblea Svetlana Celli ha condannato duramente la vicenda, definendo questa deriva violenta del tutto intollerabile. Anche i consiglieri del Partito Democratico hanno fatto sentire la propria voce, definendo i messaggi inaccettabili e chiedendo una collaborazione attiva alle piattaforme social per evitare che gli autori restino impuniti.

Dalla stessa giunta è arrivato il supporto dell'assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, che ha ricordato come nessun amministratore – e in particolare nessuna donna – dovrebbe subire attacchi del genere per le proprie idee, dicendosi certa che il lavoro di Pratelli non verrà scalfito da questo fango. Sulla stessa linea i consiglieri di Sinistra Civica Ecologista, Sandro Luparelli e Michela Cicculli, che hanno sottolineato come questi attacchi impoveriscano la qualità della nostra democrazia, ribadendo che il rispetto e l'antifascismo sono scelte di civiltà imprescindibili.

Un concetto ripreso anche dalla consigliera regionale Marta Bonafoni, che ha liquidato l'episodio ricordando che insultare qualcuno per le sue idee è semplicemente inaccettabile. Una brutta pagina che riaccende il dibattito su quanto i social stiano diventando, purtroppo, una zona franca per l'odio e l'intimidazione.

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