
«Maledetta è questa struttura, me l'ha tolto». Sono le parole della moglie di Octav Stroici, l'operaio morto nel crollo della Torre dei Conti a Roma, pronunciate martedì 3 novembre durante la commemorazione organizzata a un anno dalla tragedia.
Davanti alla torre, nell'area dei Fori Imperiali, la donna ha ricordato il marito e il dolore che continua ad accompagnare la famiglia. «Mi manca. Non trovo altre parole da dire in questo momento», ha raccontato. Alla domanda su come abbia vissuto l'ultimo anno, ha risposto: «Troppo duro, troppo duro».
Il ricordo dell'operaio è stato al centro della cerimonia promossa dalla Cgil di Roma e Lazio e dalla Fillea Cgil, durante la quale è stata deposta una corona e consegnata ai familiari la prima «pietra della memoria», destinata a ricordare le persone che hanno perso la vita sul lavoro.
Accanto al dolore per la perdita del marito, la donna ha espresso amarezza per la mancanza di risposte sulle circostanze dell'incidente. «Aspettiamo ancora le risposte», ha detto la figlia dell'operaio. E, tornando sulla vicenda, ha aggiunto: «È passato un anno. Ancora non sappiamo niente».
La moglie dell'operaio vive ancora a Monterotondo, dove può contare sulla vicinanza della figlia. Durante la commemorazione, alla famiglia è stata consegnata una copia della pietra commemorativa, mentre per la sua collocazione definitiva nei pressi della Torre dei Conti sarà necessario completare le procedure autorizzative.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Cgil, Fillea e Insieme per la Giustizia, associazione che sostiene i familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro. L'obiettivo è collocare pietre commemorative nei luoghi delle tragedie, affinché il ricordo delle persone morte non si perda nel tempo.
«Dietro ogni strage ci sono uomini, donne, famiglie», ha sottolineato Natale Di Cola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio.
«Non potevamo che essere qui a un anno dal tragico incidente, dove abbiamo sperato invano che si potesse salvare Octav. Siamo qui insieme alla sua famiglia, che non abbiamo mai abbandonato, ma soprattutto siamo qui per evitare che la strage nei luoghi di lavoro continui».
Il segretario della Cgil ha richiamato l'attenzione sulle condizioni di sicurezza nei cantieri e sulle iniziative sindacali previste nelle prossime settimane.
In particolare, ha annunciato una manifestazione giovedì 5 novembre davanti alla Regione Lazio, per chiedere modifiche a una proposta di legge sulla prevenzione delle cadute dall'alto.
«È in discussione in Regione una legge che noi abbiamo chiesto rispetto a un tema molto importante, che sono le cadute dall'alto, su cui però il Consiglio regionale non ha recepito le nostre proposte», ha spiegato Di Cola.
Il sindacato ha inoltre annunciato uno sciopero generale per il 20 novembre, con un corteo che attraverserà anche luoghi segnati da incidenti sul lavoro.
Sulla vicenda della Torre dei Conti, Di Cola ha ribadito l'impegno della Cgil al fianco dei familiari e dei lavoratori coinvolti.
«Abbiamo sostenuto e aiutato la famiglia di Octav e sostenuto i superstiti, perché ci sono stati altri lavoratori che hanno avuto gravi incidenti. Stiamo seguendo il processo, ci siamo costituiti parte civile perché è giusto che le famiglie e i lavoratori abbiano giustizia».
Il sindacalista ha quindi sottolineato la necessità di arrivare a una ricostruzione definitiva delle responsabilità: «Non ci fermeremo fino a quando non saranno risolti i problemi strutturali del mondo del lavoro e fino a quando anche Octav e la sua famiglia non avranno avuto giustizia».
Alla commemorazione era presente anche l'assessore capitolino Pino Battaglia, che ha confermato la disponibilità dell'amministrazione ad accogliere la proposta delle pietre della memoria.
«Abbiamo raccolto questa proposta che la Cgil ha fatto di ricordarli non solo negli anniversari, ma sempre», ha dichiarato a La Capitale, spiegando che quella dedicata a Stroici sarà la prima pietra dell'iniziativa.
Battaglia ha poi affrontato il tema delle indagini, rispondendo alle richieste di chiarezza espresse dalla famiglia.
«C'è un'indagine in corso della magistratura. Non è probabilmente sempre semplice ricostruire la dinamica dei fatti e accertare fino in fondo le responsabilità», ha osservato, ricordando che le verifiche tecniche possono richiedere tempi lunghi.
L'assessore ha ribadito che anche il Campidoglio intende conoscere le cause dell'incidente.
«Vogliamo capire esattamente che cosa è successo, se ci sono stati errori nella progettazione o nella conduzione del cantiere», ha spiegato, precisando che si tratta di aspetti ancora da accertare.
«Saremo comunque vicini alla famiglia in tutti i modi possibili», ha concluso.
A un anno dal crollo, la commemorazione alla Torre dei Conti ha così riunito familiari, sindacati e istituzioni attorno al ricordo di Octav Stroici, mentre resta aperta la richiesta di conoscere le cause e le eventuali responsabilità della tragedia.
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