
Dopo oltre un secolo il Lazio aggiorna le mappe del vincolo idrogeologico. La Regione ha avviato il riordino delle perimetrazioni risalenti al 1923, sostituendole con un nuovo sistema digitale composto da 538 cartografie vettoriali ad alta precisione, riferite a tutti i 378 Comuni del territorio. L’obiettivo è mettere a disposizione di amministrazioni e cittadini strumenti più dettagliati per conoscere le caratteristiche dei terreni e valutare i rischi legati a frane, dissesti ed esondazioni. La proposta di deliberazione consiliare numero 64 del 25 agosto 2026 è stata al centro della prima fase di esame nella commissione regionale Lavori pubblici, presieduta da Cosmo Mitrano. Il provvedimento, promosso dalla giunta, dà attuazione all’articolo 42 della legge regionale 53 del 1998 e interviene su una disciplina che finora faceva riferimento alle mappe allegate al Regio decreto del 30 dicembre 1923.
Il nuovo apparato cartografico è stato realizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza e la Direzione regionale competente. Gli elaborati, organizzati per sezioni e consultabili attraverso il Geoportale della Regione Lazio, introducono una lettura più puntuale delle caratteristiche morfologiche dei versanti e superano le precedenti perimetrazioni, spesso ampie e poco dettagliate. La metodologia adotta un approccio «multi-hazard», che integra l’analisi delle frane esistenti o potenziali, dei fenomeni erosivi e dei rischi idraulici. La classificazione distingue le aree interessate da frane (RI-A e RI-B), quelle esposte a erosione (RI-C) e le zone a rischio di esondazione (E-A ed E-B). Per queste ultime è stato utilizzato il sistema Rescue, sviluppato in collaborazione con l’Università Roma Tre. Il progetto comprende anche dati interferometrici satellitari, messi a disposizione attraverso un accordo con il Centro di ricerca previsione, prevenzione e controllo dei rischi geologici (Ceri), utili a monitorare eventuali deformazioni del suolo.
L’assessore regionale ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi, ha chiarito che il vincolo idrogeologico non equivale a un divieto automatico di edificazione. «Ha valore prescrittivo e conoscitivo: serve a verificare la stabilità dei terreni e guidare lo sviluppo sostenibile», ha spiegato. L’aggiornamento, ha aggiunto l’assessore, introduce anche procedure più snelle per gli interventi di mitigazione del rischio nelle aree soggette a esondazione, consentendo di approvare più rapidamente le varianti attraverso una deliberazione di Giunta. L’estensione complessiva del territorio sottoposto a vincolo resterà sostanzialmente analoga a quella attuale. La novità riguarda soprattutto la precisione dei confini e l’uniformità dei criteri tra Comuni confinanti. Il presidente della commissione Cosmo Mitrano ha auspicato un iter rapido, sottolineando che il riordino punta a fornire agli enti locali uno strumento aggiornato e trasparente, a beneficio della gestione del territorio e della sicurezza dei cittadini.
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