
Tre serate dedicate a inchieste, reportage, dibattiti pubblici e musica. Dal 9 all’11 luglio Roma ospita la quinta edizione di Fire 2026, il Festival di inchiesta e reportage organizzato dal Centro di giornalismo permanente, collettivo giornalistico che cura progetti di indagine e formazione. L’appuntamento è nel quartiere Pigneto, al Parco del Torrione, in via Prenestina 73.
L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, porterà al centro del confronto temi di forte attualità: dalla catena internazionale di truffe e sfruttamento legata ai decreti Flussi al dramma del popolo palestinese, dai diritti negati alle persone Lgbtqia+ detenute fino alla giustizia riparativa e al racconto della cronaca nera in Italia.
Secondo gli organizzatori, Fire 2026 nasce anche come risposta alla frammentazione del dibattito pubblico e alla centralità degli algoritmi nella selezione delle notizie. Il festival punta a riportare il giornalismo in uno spazio fisico di confronto, dove storie complesse possano essere discusse dal vivo.
«Può il giornalismo uscire dalle bolle social che ci avvolgono sempre più, offrendoci ogni giorno racconti e opinioni che confermano le nostre idee, e tornare ad essere strumento reale di confronto e dibattito collettivo? È questa la sfida di Fire 2026», spiega il collettivo del Cgp.
«Affrontare e approfondire storie non preconfezionate, che probabilmente gli algoritmi affosserebbero. Farlo insieme discutendo, confrontandoci di persona con punti di vista diversi e nuove prospettive».
Il festival è realizzato anche grazie alla collaborazione con gli organizzatori di Estate al Torrione: Nonna Roma, Trenta Formiche, Sparwasser e Arci Roma. All’interno del parco saranno presenti un’area ristoro vegan friendly e pet friendly e uno spazio giochi per bambine e bambini.
Il programma si apre giovedì 9 luglio alle 19 con il panel «La fabbrica degli irregolari», dedicato all’inchiesta internazionale realizzata dal Centro di giornalismo permanente e Journalism Fund sul sistema di irregolarità, truffe, ricatti e sfruttamento lavorativo, in particolare nel settore agricolo, collegato ai decreti Flussi del governo italiano.
Alle 21 è previsto l’incontro «Non è solo Garlasco», un dibattito sulla storia della cronaca nera in Italia. Al centro, il modo in cui il racconto dei casi giudiziari è cambiato nel tempo e la possibilità di restituire complessità senza cedere alla spettacolarizzazione del dolore o al processo in diretta televisiva.
La seconda giornata, venerdì 10 luglio, comincia alle 19 con «Ricomincio da tre», un confronto tra tre scuole di giornalismo che propongono percorsi alternativi alla formazione tradizionale. Il dibattito affronterà le sfide della professione giornalistica e il tema dell’accessibilità del mestiere, anche dal punto di vista della sostenibilità economica e sociale.
Alle 21 sarà presentato il report «Le persone Lgbtqia+ detenute, tra stereotipi e diritti negati», realizzato dalle giornaliste del Cgp. Il focus riguarda identità di genere e orientamento sessuale nei luoghi di privazione della libertà, un tema segnato dalla quasi totale assenza di dati e dalla difficoltà di raccogliere testimonianze dirette.
La chiusura del festival è in programma sabato 11 luglio. Alle 19, il panel «Come si ferma un genocidio?» riporterà l’attenzione sulla Palestina e su Gaza, dove, secondo quanto indicato dagli organizzatori, la situazione continua a peggiorare tra sfratti, demolizioni, arresti e attacchi indiscriminati sulla popolazione civile. Il confronto si concentrerà sulle strategie di resistenza civile attive in Cisgiordania e in Europa.
Alle 21 l’ultimo appuntamento sarà «Ricucire lo strappo», dedicato alla giustizia riparativa. Interverranno Giovanni Ricci, figlio di Domenico Ricci, l’autista di Aldo Moro ucciso in via Fani durante il sequestro del presidente della Democrazia Cristiana nel 1978, e Adriana Faranda, ex appartenente alle Brigate Rosse. Insieme ad altri ospiti racconteranno il percorso compiuto per riflettere su un approccio alternativo alla pena e sul significato della riparazione dopo una frattura storica e personale.
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