
Una lettera indirizzata al Campidoglio. Il personale impiegato nei servizi di accoglienza alla Fontana di Trevi finisce al centro di una denuncia della Cgil Roma e Lazio. Il segretario Natale Di Cola ha inviato una lettera al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e agli assessori competenti per chiedere un intervento sulla vicenda.
«Mentre si prevedono incassi milionari, le lavoratrici e i lavoratori addetti alla biglietteria, gestione dei flussi e assistenza ai turisti di Fontana di Trevi sono sottopagati. Per questo abbiamo scritto al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per denunciare le condizioni di lavoro e chiedere una rapida risoluzione», afferma il sindacato in una nota.
Secondo quanto riferito dalla Cgil, sebbene il servizio sia stato affidato in house a Zètema Progetto Cultura, il personale farebbe capo alla società esterna H501, con cui Zètema avrebbe un accordo quadro scaduto nel 2024. «Nonostante il servizio sia stato affidato giustamente in house a Zètema, - si legge nella nota - il personale impiegato farebbe riferimento esclusivamente ad H501, una società esterna con cui Zètema ha un accordo quadro scaduto nel 2024, che contrariamente a quanto previsto dal contratto di servizio dell’azienda municipalizzata ricorre in modo massiccio a contratti precari ed applica un Ccnl diverso da quello di Zètema, determinando una grave disparità di trattamento sia sul piano retributivo, che su quello contrattuale, non solo presso la Fontana di Trevi ma in tutta la rete dei musei civici dove è impiegato personale di H501».
Il sindacato parla di una violazione dell’accordo sugli appalti di servizi e forniture sottoscritto con il Comune nel novembre 2025 e degli impegni sul superamento della precarietà e sul contrasto al lavoro povero.
«Troviamo assurdo - prosegue la Cgil di Roma e Lazio - che lavorare in uno dei monumenti più importanti del Paese e di fama internazionale possa essere sinonimo di precarietà e paghe basse. Tale situazione, frutto dell’assenza di qualsiasi confronto preventivo di Zètema con le organizzazioni sindacali, è una palese violazione dell’accordo sugli appalti di servizi e forniture che abbiamo scritto unitariamente con il Comune di Roma, a novembre 2025, come anche agli impegni assunti in merito al superamento della precarietà, al contrasto del lavoro povero e al dumping contrattuale nella macchina capitolina e in ogni sua articolazione.»
Nel mirino anche le modalità operative e le condizioni di sicurezza del personale. «In tutto questo ci preoccupano anche le modalità di svolgimento del servizio e la reale tutela della salute e la sicurezza. Non solo ci sono tutti i rischi del lavoro a contatto con il pubblico.
Non ha tardato ad arrivare la risposta del Campidoglio. «In merito alla segnalazione della Cgil sul personale impiegato alla Fontana di Trevi - ha fatto sapere l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smetiglio - è necessario chiarire alcuni punti per noi fondamentali. Innanzitutto, il servizio di accoglienza e biglietteria è attivo nell’ambito di un accordo quadro frutto di una gara europea e pienamente vigente fino al 2027, quindi non scaduto. Mentre tutti gli operatori impiegati sono regolarmente assunti a tempo determinato, con applicazione del contratto collettivo nazionale del lavoro, come previsto dall’articolo 11 del Codice dei contratti pubblici, quindi con condizioni assolutamente conformi alla normativa. Non ci risultano, dunque, dipendenti precari riferibili a H501 presso la Fontana. Sono state inoltre adottate tutte le misure organizzative per garantire sicurezza e dignità del lavoro, con dotazioni adeguate, servizi dedicati e strutture di copertura. Nonostante sia tutto in regola, continueremo a seguire con attenzione l’andamento del servizio attraverso un monitoraggio costante, per garantire che tutele, condizioni contrattuali e standard organizzativi restino pienamente coerenti con gli impegni assunti, a partire dal protocollo sottoscritto con le organizzazioni sindacali. Allo stesso modo consideriamo importante il confronto con le organizzazioni sindacali, alle quali ribadiamo la nostra piena disponibilità ad approfondire ogni eventuale elemento di verifica».
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