Roma, 19 febbraio 2026
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Grotta Perfetta: dopo il primo sfratto gli inquilini temono di perdere la casa dove vivono da 40 anni: «Siamo anziani, malati e disabili, non è giusto essere cacciati»

Vivono nello stabile dell’ex ente previdenziale Enpaia, ora Fondazione, dal 1987. All’epoca pagavano 500 mila lire di equo canone, oggi circa 600 euro. Dal 2010 i loro contratti non sono stati rinnovati e con l’ente è iniziata è battaglia legale che dura da 15 anni.

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Grotta Perfetta: dopo il primo sfratto gli inquilini temono di perdere la casa dove vivono da 40 anni: «Siamo anziani, malati e disabili, non è giusto essere cacciati»

«Sono solo, ho 74 anni e sono invalido al 100 per cento, ho un Isee di 13mila euro e per me è difficile far fronte ad aumenti di affitto e persino al trasloco», racconta Peppe, uno degli inquilini di via Primo Carnera, nella zona di Grotta Perfetta, che rischia di perdere la casa.

Accanto a lui, riuniti in assemblea nell’area esterna del palazzo, ci sono Giovanna, Stefania e gli altri che si trovano in una situazione simile e che, dopo lo sfratto di una famiglia avvenuto nei giorni scorsi, sono preoccupati per il loro futuro. Tutti vivono nello stabile dell’ex ente previdenziale Enpaia, ora Fondazione, dal 1987. All’epoca pagavano 500 mila lire di equo canone, oggi circa 600 euro. Dal 2010 i loro contratti non sono stati rinnovati e con l’ente è iniziata è battaglia legale che dura da 15 anni.

La proposta di acquisto

Negli anni gli inquilini hanno formalizzato diverse richieste per acquistare la casa. Anche il Campidoglio, con una procedura di evidenza pubblica, ha provato a favorire questa operazione. Ma l’ente avrebbe rifiutato di accettare la collaborazione dell'Amministrazione e di aderire al bando Ers attraverso cui il Comune acquisisce alcuni immobili disponibili sul mercato per destinarli ad alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il primo sfratto

La situazione è precipitata con il primo sfratto del 12 febbraio scorso: protagonisti di questo drammatico episodio sono stati un uomo che lavora nelle forze dell'ordine e una donna impiegata come vicepreside in una scuola. Sul posto in quella occasione c’era il presidente dell’VIII municipio Amedeo Ciaccheri che ha parlato di «sfratto vergognoso di residenti storici del nostro territorio».

Anche per il consigliere del Pd Yuri Trombetti, presidente della commissione Politiche Abitative in Campidoglio, si tratta di «una situazione delicata». Il consigliere ha ricordato che gli immobili in questione «ricadono nel piano di zona di Grotta Perfetta» e che il Comune «ha pubblicato un bando volto a favorire l'acquisto degli alloggi da parte degli inquilini destinatari di procedure di sfratto, con l'obiettivo di offrire una soluzione concreta dentro il perimetro dell'edilizia residenziale sociale e di ridurre l'impatto dell'emergenza abitativa».

Inoltre «qualora Enpaia avesse aderito al bando Ers del Comune, oggi quella persona sarebbe un inquilino di Roma Capitale e non si troverebbe a perdere la propria abitazione», ha precisato Trombetti. «È un elemento che impone una riflessione», ha concluso il consigliere annunciando una commissione sul tema con i referenti dell’ente.

Il prossimo sfratto

«Siamo tutti ultra 65enni, tra noi ci sono pensionati, invalidi, persone sole che non possono pagare cifre maggiori», sottolinea Giovanna del comitato via Primo Carnera.

Non solo. Alex ha ricevuto uno sfratto esecutivo per il 12 marzo. Vive con sua sorella Arsema dopo la morte di sua madre, operatrice a Malta nei centri di accoglienza.

«Tante volte abbiamo contattato Enpaia per redigere un contratto a nome nostro ma non ci hanno mai rivolto la parola», ha testimoniato. «E'allucinante che una fondazione butti per strada delle persone che stanno facendo di tutto per tenere una casa, noi infatti vorremmo comprarla», ha precisato l'inquilino

«E' assurdo essere trattati in questo modo»

Piero vive con sua moglie in questo condominio dal 2002 e dopo la morte di sua suocera non è riuscito ad ottenere un regolare contratto di affitto: «Spero che ci sia una formazione politica che possa davvero fare chiarezza e risolvere questa situazione», dice.

Sono molti gli inquilini che sperano ancora nella possibilità di acquisto degli immobili da parte del Comune. «Me lo auguro davvero», sottolinea Peppe. Stefania abita con suo marito, ed è una malata oncologica:

«La vita è dura ed essere trattati in questo modo è assurdo: dopo tanti anni essere trattati come chi ha sfondato la porta di casa ed è entrato abusivamente mi fa star male e non è giusto. Vorrei soltanto riuscire a trovare una mediazione, non mi puoi buttare fuori dopo 40 anni. Non ho intenzione di andarmene, qui ho cresciuto i miei figli, avevo 24 anni quando sono arrivata».


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