
Ripercussioni sulla crisi dei voli anche negli aeroporti di Roma che seguono con attenzione l’evolversi della crisi internazionale che ha lasciato migliaia di italiani bloccati nei Paesi del Golfo dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la successiva risposta di Teheran. Per fronteggiare l’emergenza, il ministero degli Esteri ha istituito la «Task Force Golfo», incaricata di coordinare assistenza e informazioni ai connazionali coinvolti.
Più di un milione di persone a terra, oltre 5mila le partenze annullate da e per il Medio Oriente. Numeri che rappresentano uno degli effetti laterali più importanti del conflitto in atto. L'offensiva contro l'Iran ha causato la più grande interruzione del trasporto aereo globale dall'inizio della pandemia di Covid.
In attesa della riapertura degli spazi aerei, le sedi diplomatiche negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar sono riuscite a trovare sistemazioni alberghiere per tutti i passeggeri italiani in attesa di ripartire. L’operazione mira a garantire condizioni di sicurezza e assistenza fino al ripristino dei collegamenti aerei.
Deserti i check-in di Qatar Airways ed Etihad Airways. Nella giornata di ieri i disagi sono rimasti contenuti, con meno di 30 voli cancellati, poche file ai banchi e timori concentrati sui futuri viaggi.
Le ripercussioni più gravi sull’operatività del Leonardo da Vinci si sono registrate sabato, all’esplosione improvvisa del conflitto, quando migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati nello scalo della Capitale in attesa di voli poi mai decollati.
Sono decine le compagnie che hanno sospeso i collegamenti con la penisola arabica, inclusa ITA Airways, che ha comunicato 14 cancellazioni tra arrivi e partenze nella sola giornata di ieri, oltre a 10 «diversions», ovvero dirottamenti programmati di voli già schedulati.
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