Roma, 10 luglio 2026
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Il 14 luglio visite a Rebibbia e Regina Coeli: l’iniziativa coinvolge 35 istituti italiani

A Roma delegazioni della società civile entreranno a Rebibbia femminile e Regina Coeli. L’iniziativa del 14 luglio coinvolgerà 35 carceri e oltre 330 persone.

di Edoardo Iacolucci TEMPO DI LETTURA 3'
Ingresso del carcere di Regina Coeli

Ingresso del carcere di Regina Coeli

Rebibbia femminile e Regina Coeli aprono le porte alla società civile. Il 14 luglio i due istituti penitenziari romani saranno al centro dell’iniziativa promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che nello stesso giorno porterà delegazioni in 35 carceri italiane distribuite in 29 città.

Da Roma parte la mobilitazione sulle condizioni delle carceri

Nella Capitale, rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni locali, dell’università e del mondo della cultura entreranno nei due penitenziari per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita delle persone detenute. Nel complesso, all’iniziativa nazionale parteciperanno oltre 330 persone.

Tra i presenti, gli attori a autori teatrali Alessandro Bergonzoni e Ascanio Celestini. I giornalisti Marco Damilano e Daria Bignardi. Poi ancora Davide Dileo (Boosta) dei Subsonica, gli attori Luigi Piana e Pietro Sermonti e la storica e autrice Vanessa Roghi.

Sovraffollamento al 140% negli istituti italiani

L’obiettivo è riportare nel dibattito pubblico la crisi delle carceri italiane e riaffermare i principi dell’articolo 27 della Costituzione: umanità della pena, rispetto della dignità personale e reinserimento sociale.

Secondo i dati indicati dai promotori, il tasso medio di affollamento ha raggiunto il 140%, con circa 18 mila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. Migliaia di persone vivono in condizioni giudicate non dignitose dalla magistratura, mentre resta aperta l’emergenza dei suicidi e delle morti in carcere.

L’Alleanza nata a Roma

L’Alleanza per l’articolo 27 è nata proprio a Roma il 6 febbraio, riunendo associazioni impegnate nella giustizia, nell’esecuzione penale e nella tutela delle persone private della libertà. Il progetto punta a promuovere politiche di

depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena,

contrastando l’aumento del ricorso alla detenzione e la chiusura del carcere verso la società esterna.

Le visite del 14 luglio muovono dalla convinzione che gli istituti debbano tornare a essere conosciuti, osservati e discussi. Il riferimento è a Piero Calamandrei, giurista, accademico e padre costituente, che ricordava la necessità di vedere il carcere per comprendere davvero il funzionamento della giustizia.

Le visite in tutta Italia

Oltre a Rebibbia femminile e Regina Coeli, l’iniziativa interesserà istituti di città come Milano, Napoli, Bologna, Firenze, Torino, Palermo, Bari, Genova e Padova.

Tra i promotori, A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Cnca, Cnvg, Gruppo Abele, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti e Voci di Dentro, insieme ad altre organizzazioni del volontariato e della cooperazione sociale.

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