
Immagine di repertorio
Sono stabili e in condizioni definite discrete i due bambini rimasti intossicati dalle esalazioni di cloro sprigionatesi domenica 19 luglio nella piscina di un centro sportivo di Mentana, alle porte di Roma.
I due, di 5 e 10 anni, erano stati inizialmente trasportati all’ospedale Sant’Andrea con sintomi compatibili con un’intossicazione, tra cui difficoltà respiratorie e irritazioni cutanee. Il più piccolo ha avuto bisogno di supporto respiratorio.
Entrambi sono stati successivamente trasferiti al Policlinico Gemelli e ricoverati nell’Osservazione breve intensiva del Pronto soccorso pediatrico. Il bambino di 10 anni potrebbe essere dimesso già nel pomeriggio di lunedì 20 luglio, mentre quello di 5 resterà in osservazione e prolungherà la degenza.
L’incidente si è verificato intorno alle 15.30 di domenica. All’arrivo nel centro sportivo, i vigili del fuoco hanno rilevato un’elevata concentrazione di cloro, la cui inalazione avrebbe provocato i malori.
Il primo bilancio dei soccorsi parlava di otto bagnanti intossicati, tra cui cinque minorenni di età compresa tra i 5 e i 15 anni. Il bambino più piccolo era stato soccorso in codice rosso, mentre altri quattro minori erano stati trasportati in codice giallo.
Circa 50 persone presenti nella struttura sono state evacuate e il circolo è stato temporaneamente chiuso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.
In una nota successiva, la Società italiana di medicina ambientale ha fatto riferimento a dieci persone coinvolte. Al momento, dunque, resta una discrepanza tra il bilancio iniziale diffuso dopo i soccorsi e quello riportato dall’associazione.
Sul caso è intervenuta la Società italiana di medicina ambientale, secondo la quale episodi di questo tipo si starebbero verificando con maggiore frequenza nelle piscine italiane.
Il presidente della Sima, Alessandro Miani, ha spiegato che i prodotti chimici utilizzati per la disinfezione delle acque, tra cui gli ipocloriti, possono liberare cloro gassoso qualora entrino in contatto con sostanze impiegate per correggere l’acidità.
«Il cloro gassoso è tossico per inalazione ed è responsabile di intossicazioni acute anche molto gravi», ha affermato Miani.
L’esposizione può provocare irritazioni e ustioni a occhi e vie respiratorie, tosse, conati di vomito e difficoltà respiratorie. Nei casi di esposizione massiccia o prolungata, ha aggiunto la Sima, possono verificarsi lesioni delle vie aeree e complicazioni polmonari.
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