Roma, 1 ottobre 2026
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La Sapienza verso il voto per il nuovo rettore: dal 6 ottobre le urne online

Dopo l'ultimo appello dei cinque candidati, la prima tornata si apre martedì. In gioco la guida del più grande ateneo d'Europa fino al 2032 e il grado di autonomia dell'università dalla politica

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
La Sapienza verso il voto per il nuovo rettore: dal 6 ottobre le urne online

La campagna elettorale alla Sapienza è alle battute finali dopo che venerdì scroso, nell'ateneo di piazzale Aldo Moro, i cinque candidati hanno rivolto il loro ultimo appello alla comunità universitaria. Il prossimo passaggio sono le urne. Martedì 6 ottobre si apre la prima tornata, che si chiuderà venerdì 9. Chi vincerà resterà in carica per il sessennio 2026-2032.

I candidati

Sono cinque i professori ordinari in corsa, quattro uomini e una donna. In ordine alfabetico c'è Antonio Carcaterra, direttore del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale, seguito dallo statistico Pierpaolo D'Urso, preside della facoltà di Scienze politiche. Poi Riccardo Faccini, fisico e preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, e Fabio Lucidi, prorettore e docente di Psicometria. Chiude l'elenco Maria Sabrina Sarto, prorettrice e docente di Elettrotecnica.

Chi succederà ad Antonella Polimeni, prima donna alla guida dell'ateneo, dovrà affrontare dossier impegnatibi. Il piano per il nuovo Policlinico Umberto I, il progetto Rome Technopole e la questione degli affitti universitari. Su quest'ultimo punto le rappresentanze studentesche hanno chiesto ai candidati maggiore attenzione.

Le posizioni in campo

Le differenze tra i programmi si leggono soprattutto nel rapporto con la politica e con i privati. D'Urso insiste sull'advocacy, cioè su un'alleanza stretta con Comune, Regione e governo. Lucidi è considerato in continuità con l'attuale rettrice, difende l'autonomia dell'ateneo e un'idea di comunità universitaria legata al pubblico e alla laicità. Carcaterra punta sulla collaborazione con le imprese, Sarto, che da prorettrice ha seguito il fronte del Pnrr, su Rome Technopole. Faccini mette al centro la "cura della persona".

Per ora l'unico endorsement di una componente studentesca è andato a Lucidi, da parte dell'Unione degli universitari di Roma, area vicina alla Cgil. Il clima resta disteso e senza colpi di scena, ma l'esito appare incerto. Da più parti si pronostica un ballottaggio tra D'Urso e Lucidi.

Una partita che va oltre la governance

«Si decide quale spazio di autonomia avrà l'università», ha osservato Anna Maria Giannini, presidente del Collegio dei direttori di dipartimento. Il voto arriva infatti dopo mesi di confronto sempre più acceso sull'indipendenza degli atenei dal governo.

Alla Sapienza, con i suoi 125 mila studenti, oltre 3.500 docenti e un bilancio vicino ai 600 milioni di euro, il peso della posta in gioco è anche economico. Finiti i fondi del Pnrr, la spesa pubblica per l'università è destinata a scendere dallo 0,53% del Pil del 2022 allo 0,47% entro il 2028.

Come e quando si vota

Le elezioni si svolgono online e da remoto. Le votazioni sono valide se partecipa almeno il 30% degli aventi diritto. La prima tornata va dal 6 all'8 ottobre, dalle 9 alle 18, e il 9 ottobre dalle 9 alle 12. Se nessuno otterrà la maggioranza assoluta si tornerà al voto con una seconda tornata, dal 13 al 15 ottobre dalle 9 alle 18 e il 16 dalle 9 alle 12, e poi con una terza, dal 20 al 22 ottobre dalle 9 alle 18 e il 23 dalle 9 alle 12. Se nemmeno allora ci sarà un vincitore, i due candidati più votati nella terza tornata si sfideranno al ballottaggio, dal 27 al 29 ottobre dalle 9 alle 18 e il 30 dalle 9 alle 12. Il nome del vincitore dovrà comunque arrivare entro il primo novembre.

Chi può votare

Secondo lo Statuto, votano i docenti di ruolo, i ricercatori (compresi quelli a tempo determinato) e il personale equiparato. Per la componente amministrativa votano dirigenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario in servizio. Per gli studenti votano i rappresentanti nelle assemblee di facoltà, nel Senato accademico e nel Consiglio di amministrazione.

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