
Le temperature estive nelle città del Lazio sono aumentate di oltre 3 gradi in mezzo secolo, con un incremento massimo di 8 gradi registrato a giugno nel comune di Guidonia Montecelio. È quanto emerge dall’analisi Città più calde del Lazio, pubblicata da Legambiente e anticipata in collaborazione con la Tgr Lazio.
Lo studio dell’associazione ambientalista prende in esame le temperature atmosferiche medie registrate nell’arco delle 24 ore nei 20 comuni più popolosi della regione, confrontando i dati degli ultimi cinquant’anni.
La rilevazione ha riguardato i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre negli anni 1975, 1985, 1995, 2005, 2015 e 2025. Per l’ultimo decennio, invece, l’analisi si è concentrata sulle temperature medie del mese di giugno.
Secondo i dati raccolti, Guidonia Montecelio è la città più calda del Lazio, sia considerando l’intero periodo analizzato sia osservando le medie di giugno dell’ultimo decennio.
Nel comune della città metropolitana di Roma la temperatura media sulle 24 ore supera i 25 gradi, esponendo la popolazione a livelli elevati di calore durante il giorno e nelle ore notturne.
Il maggiore incremento è stato rilevato proprio a Guidonia, dove nei mesi di giugno la differenza rispetto ai dati storici arriva a 8 gradi.
L’area complessivamente più calda risulta essere quella del quadrante orientale di Roma, che comprende Guidonia, Monterotondo e la parte pianeggiante di Tivoli.
Secondo l’analisi, su questa zona inciderebbe la distanza sia dal mare sia dalle montagne abruzzesi, che limita gli effetti naturali di refrigerazione. A contribuire all’aumento delle temperature sarebbero anche l’elevata densità abitativa, il traffico veicolare, la scarsità di boschi e la presenza del vasto comparto estrattivo del travertino.
Le cave e le grandi superfici prive di vegetazione accentuerebbero il surriscaldamento di un territorio già fortemente urbanizzato.
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e rappresentante regionale dell’associazione ambientalista, sottolinea come l’aumento delle temperature stia modificando profondamente la vivibilità dei centri urbani.
«Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali, in estati progressivamente più lunghe. Analizzando le temperature di mezzo secolo delle città del Lazio, sono evidentissimi due elementi: da una parte un incontrovertibile innalzamento violento delle temperature, con aumento del numero di giorni caldissimi specialmente a fine primavera, dall’altra l’esistenza di luoghi ormai bollenti dove la temperatura elevatissima sta rendendo le città completamente invivibili in estate».
Per Legambiente, affrontare il fenomeno richiede interventi sia sulle cause della crisi climatica sia sull’adattamento delle città. Tra le priorità indicate dall’associazione ci sono la riduzione delle emissioni climalteranti, il potenziamento della mobilità collettiva e sostenibile, lo sviluppo dell’energia solare e fotovoltaica, l’economia circolare dei rifiuti e la riconversione verde dell’industria.
«Contemporaneamente però bisogna cambiare letteralmente i connotati alle nostre città prima che la crisi climatica lo faccia violentemente per noi: con rifugi climatici e ombreggiature urbane, togliendo migliaia di ettari di asfalto dagli enormi parcheggi neri e bollenti, rafforzando parchi, aree agricole, boschi, rendendo più adatte possibili le alberature stradali alle condizioni attuali, fermando cemento, consumo di suolo e moltiplicazione di nuove periferie».
Scacchi chiede inoltre di ridurre le previsioni edilizie contenute nei piani regolatori e di promuovere politiche per il ripopolamento dei piccoli borghi e delle aree interne.
L’analisi Città più calde del Lazio è stata elaborata utilizzando i dati meteorologici presenti nell’archivio di ilmeteo.it.
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