Roma, 17 febbraio 2026
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Oltre 3mila gli alberi salvati e circa 450 quelli donati alla città, ecco come i volontari si occupano della riforestazione urbana di Roma

L'associazione «Daje de alberi» ha organizzato alla scuola Fratelli Bandiera un evento per la messa a dimora di 19 alberi nella zona di piazza Bologna. L'ultima delle 85 iniziative che hanno coinvolto sette municipi, cittadini, anziende e commercianti

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 7 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Oltre 3mila gli alberi salvati e circa 450 quelli donati alla città, ecco come i volontari si occupano della riforestazione urbana di Roma

Tutto è cominciato dalle «tazze vuote» che si trovano sui marciapiedi delle strade di Roma. Oggi molte di quelle sono tornate «piene» accogliendo nuove piante grazie all’impegno dei volontari di Daje de alberi. Sono loro i protagonisti di un progetto di riforestazione urbana partecipata che coinvolge cittadini, aziende, commercianti, istituzioni e scuole.

Un Carnevale «gioioso e biodiverso»

L'ultimo evento è stato organizzato martedì 17 febbraio in piazza Ruggiero di Sicilia, nei pressi di piazza Bologna, alla scuola Fratelli Bandiera dell’Istituto comprensivo Montessori – Pini. Qui bambine, bambini e insegnanti hanno collaborato alla piantumazione di 19 nuovi alberi appartenenti a sei specie diverse. Un Carnevale «gioioso e biodiverso» - dice l'associazione - per favorire l'educazione ambientale e la partecipazione fin da piccoli.

Dove si trovano i nuovi alberi

Le 19 piante messe a dimora - con il patrocinio del II municipio e il sostegno di Intesa Sanpaolo - si aggiungono alle altre 79 già piantate durante l'inverno nei municipi II, IV, V e VII. Le specie scelte, nel segno della biodiversità e in accordo con il dipartimento Ambiente del Comune, sono: Photinia x fraseri, Pyrus calleryana, Cercis siliquastrum, Hibiscus, Magnolia grandiflora – introdotta per la prima volta dall’associazione – e Acer pseudoplatanus. Varie le strade interessate nel quadrante: via Pavia, via Catanzaro, via Forlì, via Stamira, via Berengario e piazza Lecce. Un albero è stato, poi, piantato in via Gallonio, in prossimità della stazione dei carabinieri.

«Non basta piantare, bisogna curare tutti insieme»

L'intervento fa parte di un vasto programma di Daje de alberi che dal 2021 ha organizzato 85 eventi in sette municipi, ha salvato oltre 3.000 piante e donato alla Capitale circa 450 nuovi alberi.

«Quella di oggi è un’attività di messa a dimora partecipata – spiega Lorenzo Cioce, fondatore e presidente dell’associazione – perché coinvolge la scuola, il Comune per i permessi e il Dipartimento per i deceppamenti».

«Poi, con i volontari, ce ne prenderemo cura per due o tre anni», ha aggiunto Cioce ricordato che anche in questo caso è stata «premiata la biodiversità scegliendo varie specie». «Ma - avverte - l’importante è fare cultura del verde e coinvolgere la cittadinanza: non basta piantare, bisogna curare tutti insieme».

Il coinvolgimento prosegue, infatti, con eventi di cura e manutenzione, come i «Daje de acqua» estivi dedicati all’irrigazione degli alberi.

Il valore educativo

«Il Municipio è sempre felice di collaborare con associazioni virtuose come Daje De Alberi», ha precisato la presidente del II municipio Francesca Del Bello. «Oltre all’importante valore ambientale, riconosciamo il grande spirito educativo di queste iniziative, che coinvolgono le nostre scuole e arricchiscono il territorio di consapevolezza e partecipazione», ha aggiunto la presidente.

«Piantare alberi ha un valore educativo fondamentale», ha sottolineato l'assessora alla Scuola del II municipio Paola Rossi.

«Non a caso questa giornata è stata preceduta da un’attività nel teatro della scuola in cui i volontari hanno spiegato ai bambini cosa significa piantare un albero», ha raccontato Rossi. «I bambini erano felicissimi e oggi hanno partecipato attivamente, mettendo il terriccio e annaffiando i loro alberi», ha concluso.

Più alberi e meno isole di calore

Oltre ai genitori, tanti i volontari presenti all'evento.

«Il progetto mette al centro la cura, una cosa fondamentale per la nostra città», ha detto Antonio. «Per questo motivo ho iniziato a partecipare alle attività e a dedicare del tempo alla comunità».

Come fa anche Giulia che ha parlato della piantumazione degli alberi come di «un un dono per il futuro, in particolare per le zone urbane troppo calde». Tra gli obiettivi dell'associazione, infatti, c'è quello della riduzione delle isole di calore urbane e all’assorbimento delle emissioni di CO₂

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