Roma, 17 febbraio 2026
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Nuovo stadio della Lazio al Flaminio: progetto da 50mila posti, costi, tempi e nodi aperti

Presentato il piano di rifunzionalizzazione dell’impianto di Nervi: avvio lavori nel 2027, fine nel 2031, investimento da oltre 480 milioni

di Giacomo ZitoULTIMO AGGIORNAMENTO 7 ore fa - TEMPO DI LETTURA 6'
Rendering del progetto per lo stadio della SS Lazio al Flaminio

Rendering del progetto per lo stadio della SS Lazio al Flaminio

Un “nuovo” stadio da 50 mila posti, con l’avvio dei lavori previsto nel «primo semestre del 2027» e la conclusione nel «primo semestre del 2031». È questo il quadro preliminare da cui prende forma il «sogno responsabile» del presidente della SS Lazio, Claudio Lotito, per la costruzione della nuova casa biancoceleste allo Stadio Flaminio.

Nel corso di una conferenza stampa durata oltre due ore, la società ha presentato il progetto di recupero e valorizzazione dell’impianto, affrontando i principali nodi della proposta: tutela del monumento, sostenibilità ambientale ed energetica, accessibilità e modello economico-finanziario.

Una visione che Lotito ha più volte definito «responsabile», con l’obiettivo dichiarato di restituire alla città una struttura oggi in stato di degrado e di riportare lo stadio progettato da Pier Luigi Nervi al centro della vita sportiva e urbana di Roma. Oltre a ciò, è stato lo stesso senatore a sottolineare come lo stadio sia solo l'inizio di un percorso volto alla stabilizzazione finanziaria della società, con il fine di «rendere la Lazio immortale».

La struttura: due stadi in uno

La presentazione è partita dal valore storico dell’impianto. A intervenire su questo punto è stato l’architetto Pierluigi Nervi, nipote dell'omonimo progettista originario, che ha sottolineato la volontà di garantire una continuità ideale e culturale con l’opera realizzata per le Olimpiadi del 1960.

Il richiamo alla continuità storica si inserisce però in un contesto tutt’altro che privo di tensioni. La Pier Luigi Nervi Foundation ha infatti preso pubblicamente le distanze dal progetto, dichiarandosi estranea alla proposta presentata e paventando il rischio di una compromissione irreversibile dell’opera originaria.

Per quanto riguarda il progetto nel dettaglio, si prevede una configurazione definita come “due stadi in uno”. Alla struttura originaria in cemento armato, che ospiterebbe circa 20 mila posti, si affiancherà un nuovo anello sopraelevato in acciaio da ulteriori 30 mila posti. Una soluzione che consente di raggiungere quota 50 mila spettatori, superando la soglia minima richiesta per grandi tornei Uefa (e accogliere "comodamente" i quasi 30mila abbonati che ad esempio la società ha registrato quest'anno).

L’architetto e creative director Marco Casamonti ha spiegato come la nuova struttura sia stata immaginata riprendendo alcuni studi e schizzi di Nervi, applicati anche allo stadio Franchi di Firenze. Il nuovo anello sarebbe sostenuto da 46 cavalletti in acciaio, che si aggiungono ai 92 elementi in cemento esistenti, e reggerebbe sia le tribune sia la copertura, pensata anche come elemento di protezione della struttura storica, oggi segnata da decenni di abbandono.

Nella parte inferiore dell’impianto troveranno spazio funzioni a servizio della cittadinanza – palestre, spazi polifunzionali, aree commerciali – destinate a rimanere aperte anche nei giorni senza partite. L’illuminazione sarebbe completamente integrata nella struttura, con la conseguente eliminazione delle attuali torri faro, mentre una nuova recinzione, ispirata a quella dell’Acquario di Genova, sostituirebbe l’attuale perimetrazione, consentendo anche percorsi pedonali e spazi espositivi.

Mobilità e accessibilità: tra progetto e scenario

Accanto alla struttura, uno dei capitoli più delicati riguarda la mobilità. I progettisti hanno illustrato una strategia basata sulla delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, sul potenziamento del trasporto pubblico e sull’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile.

Il principale hub di sosta è individuato nell’area di viale Tor di Quinto, nei pressi della caserma Salvo D’Acquisto. Da qui, tifosi e mezzi organizzati potrebbero raggiungere lo stadio tramite navette in circa sei minuti o a piedi in circa venticinque.

Dettaglio parcheggi Stadio Flaminio progetto SS Lazio

Dettaglio parcheggi Stadio Flaminio progetto SS Lazio

Il percorso pedonale da questo parcheggio prevederebbe quindi l'attraversamento del Tevere passando per l’ex Ponte Bailey (all’altezza della centrale ENEL di viale di Tor di Quinto), chiuso alla fine degli anni ‘60 dopo il cedimento di un pilone. Un danno panoramico e ambientale ancora presente sul Tevere che la società intenderebbe sanare, ridando una funzione ai piloni rimasti in mezzo al fiume da sessant’anni a oggi.

L'attuale situazione dell'ex ponte Bailey (Google Earth)

Ulteriori parcheggi per autovetture sono previsti lungo il Tevere, vicino piazza Mancini, mentre nel sottoviadotto di Corso di Francia, adiacente allo stadio, si prevedono aree dedicate alle autorità e parcheggi per motocicli e biciclette.

Il progetto punta inoltre alla realizzazione di percorsi ciclopedonali con collegamenti da Ponte della Musica, Foro Italico, Ponte Milvio, piazzale Flaminio, Villa Giulia e piazza Euclide. Nei giorni di gara si propone quindi l’istituzione di una Ztl temporanea nell’area adiacente all’impianto, con accesso consentito prevalentemente ai motocicli, per i quali sono stati individuati nuovi spazi di sosta.

Dettaglio del progetto sui parcheggi previsti per motocicli e biciclette

Sul fronte del trasporto su ferro, la prudenza resta d’obbligo. Nelle grafiche progettuali compare il prolungamento della Metro C fino all’area dell’Auditorium, ma si tratta di uno scenario di lungo periodo, con tempistiche che non coincidono con quelle dello stadio. A oggi, il sistema su ferro considerato realmente operativo resta quello composto dalla Metro A (Flaminio), dalle linee tranviarie e dalla fermata Euclide della Roma-Viterbo.

Sostenibilità ambientale ed energetica

Sul piano ambientale, il progetto prevede un incremento significativo delle aree verdi, con una cintura verde attorno allo stadio e un aumento complessivo delle alberature. Sono inoltre previsti oltre 57 mila metri quadrati di pavimentazioni innovative, progettate per contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti.

Dal punto di vista energetico, l’impianto dovrebbe ospitare un parco di pannelli fotovoltaici in grado di rendere lo stadio autosufficiente e, in alcuni momenti, di immettere in rete una quota significativa di energia, fino al 52 per cento del fabbisogno, in un’ottica di comunità energetica. Il sistema sarebbe supportato da batterie di accumulo di “second life” prese dalle autovetture elettriche seguendo il modello dell'Amsterdam Arena, come spiegato nella presentazione dal prof. ing. Roberto de Lieto Vollaro, ordinario in Fisica Tecnica e Impianti Termotecnici a Roma Tre.

Per quanto riguarda l’impatto acustico, i progettisti hanno parlato di soluzioni tecnologiche e simulazioni scientifiche finalizzate all’abbattimento del rumore, ma senza fornire, al momento, dati misurabili o parametri quantitativi verificabili.

Sostenibilità economica e modello finanziario

Sul fronte economico, il progetto prevede un investimento complessivo superiore ai 480 milioni di euro. Di questi, 80 milioni sarebbero coperti direttamente dalla SS Lazio, mentre la restante parte verrebbe finanziata attraverso risorse di terzi. I dettagli dell’architettura finanziaria sono rimandati al piano economico-finanziario depositato presso il Comune di Roma e non illustrato nel dettaglio durante la presentazione.

Secondo quanto dichiarato, la sostenibilità dell’operazione si fonderebbe su un modello di stadio multifunzionale, capace di generare ricavi non solo attraverso la biglietteria – che resterebbe in capo alla società – ma anche grazie all’utilizzo dell’impianto per attività commerciali, sportive e congressuali durante tutto l’arco dell’anno.

Ad occuparsi di questa fase, una volta conclusa l'opera, sarà la Legends Global, partner che si occuperà di collaborare con il club per analizzare il potenziale di fatturato futuro dello stadio, identificando modelli di business efficaci per la sua sostenibilità anche attraverso l'organizzazione di grandi eventi anche "non sportivi".

Di sostenibilità economica ha infine parlato anche Lotito che ci ha tenuto sin da subito a sottolineare come il progetto del Flaminio sia un tassello, seppur determinante, di una strategia più ampia.

“Lazio 2032 – Il sogno responsabile” è infatti un piano industriale quinquennale sviluppato con Deloitte e l’Università Luiss, in cui lo stadio viene definito come uno strumento di crescita patrimoniale e infrastrutturale e non come un punto di arrivo. Il suo obiettivo sarebbe quindi quello di «rendere la Lazio immortale», per usare le sue parole, senza puntare alla sua vendita ma dotandola di uno strumento di introito continuativo e utile per la sostenibilità economica a lungo termine del club.

Tempistiche e orizzonte 2032

L’inizio dei lavori è previsto nel primo semestre del 2027, con conclusione nel primo semestre del 2031. Un cronoprogramma che consentirebbe allo stadio di essere operativo in vista dei Campionati Europei del 2032, per i quali la Lazio ha già presentato una manifestazione di interesse affinché il Flaminio possa essere valutato come una delle possibili sedi ospitanti. Un obiettivo che resta subordinato all’esito dell’iter autorizzativo e alle scelte delle istituzioni competenti.

L’iter burocratico sarà lo stesso affrontato dalla AS Roma e attualmente la Lazio è in attesa delle analisi della conferenza dei servizi sul piano presentato oggi a Formello.

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