
L’assemblea capitolina ha approvato in via definitiva il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili (Pua), il documento che definirà l’assetto del litorale di Ostia nei prossimi anni. Il provvedimento è passato con 34 voti favorevoli e 8 contrari. Il piano prevede complessivamente 81 spiagge: 50 saranno affidate attraverso gare pubbliche per le concessioni balneari, mentre 31 resteranno a fruizione pubblica. Tra queste ultime, 11 saranno associate a servizi di ristorazione. A favore hanno votato i gruppi della maggioranza capitolina e, tra le opposizioni, Azione e Movimento 5 stelle. Contrari Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Per la presidente dell’assemblea capitolina, Svetlana Celli, l’approvazione del Pua rappresenta «un passaggio strategico per il futuro del mare di Roma», che dota finalmente la città di uno strumento di pianificazione e gestione del litorale definito, moderno e trasparente. Anche i consiglieri capitolini di Italia Viva, Valerio Casini e Francesca Leoncini, hanno sottolineato come il provvedimento chiuda una lunga fase caratterizzata da incertezza normativa e proroghe continue, aprendo una nuova stagione per Ostia e il litorale romano.
Tra gli obiettivi del piano figurano l’aumento della fruizione pubblica delle spiagge, la realizzazione di nuovi varchi di accesso al mare e l’avvio del processo di abbattimento del cosiddetto «lungomuro», da anni al centro del dibattito sul rapporto tra città e mare. Il Pua punta inoltre a garantire maggiore trasparenza nell’assegnazione delle concessioni attraverso procedure pubbliche e concorrenziali.
Nel corso dell’esame in aula è stato approvato anche un emendamento presentato dal capogruppo di Roma Futura, Giovanni Caudo, che stabilisce che almeno l’80 per cento delle superfici permeabili delle concessioni debba essere mantenuto o ripristinato nello stato naturale, con prevalenza della sabbia e senza sovrapposizione di materiali artificiali. Secondo Caudo, il litorale romano deve conservare il proprio carattere naturale e garantire il diritto dei cittadini all’accesso e alla libera fruizione del demanio marittimo.
Approvato inoltre un ordine del giorno che impegna il Campidoglio a evitare che uno stesso operatore economico possa ottenere concessioni adiacenti per stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate. L’obiettivo, spiegano i promotori, è prevenire fenomeni di concentrazione e garantire che le spiagge pubbliche mantengano una reale funzione collettiva, evitando di fatto forme di privatizzazione di ampi tratti di litorale.
Per l’amministrazione capitolina il Piano degli arenili rappresenta uno degli strumenti principali per il rilancio di Ostia. Il nuovo assetto punta a coniugare tutela ambientale, accessibilità pubblica, qualità urbana e sviluppo turistico, restituendo centralità al mare come elemento identitario della Capitale e risorsa strategica per il territorio.
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