Roma, 29 agosto 2025
Cultura

Rinasce l’ex marmificio Medici, apre L’Opificio Italiacamp: a Marconi un nuovo polo per cultura, formazione ed eventi

Da sede della ditta i cui marmi sono stati parte integrante della realizzazione della Basilica di San Pietro, della Cappella Sistina e del Quirinale, a nuovo polo culturale: nasce L'Opificio Italiacamp

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 15 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 4'

Un centro polifunzionale dedicato alla formazione, alla cultura e all’innovazione sociale. È la nuova veste dell'antico opificio della Ditta Medici, storico marmificio nel quartiere Marconi operativo da due secoli al servizio di committenze vaticane e internazionali, appena trasformato in L’Opificio Italiacamp. Il progetto di rigenerazione urbana, firmato da Italiacamp, ha richiesto un investimento di 5 milioni di euro ed ha permesso di riqualificare un’area complessiva di 2mila metri quadrati, di cui oltre 800 a uso esterno.

La storia del marmificio Medici

Così, dopo due anni di lavori, oggi lo spazio ha un valore di mercato stimato in quasi 7 milioni di euro, riflettendo l’importanza storica e architettonica di un edificio che aveva cessato la sua attività nel 2022. Prima della chiusura tuttavia il marmificio della Ditta Medici è stato parte integrante della realizzazione di alcune delle più iconiche costruzioni: dalla Basilica di San Pietro alla Cappella Sistina, dalla Galleria dei Candelabri alle cattedrali di Westminster e Saint Patrick, fino al Quirinale, al Parlamento italiano, al Getty Museum di Malibù e ai busti della Passeggiata del Pincio.

L'architetto de L'Opificio: «Nulla è andato perduto»

Per quasi due anni lo Studio Lococo ha realizzato un restauro che ha salvaguardato marmi e gessi storici, valorizzando materiali per un valore complessivo di circa 500mila euro. Tra questi spiccano una lastra settecentesca con lo stemma di Clemente XII, ora visibile alla Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano, un tavolo in marmo africano proveniente da cave ormai estinte e blocchi, lastre e frammenti marmorei riutilizzati per le finiture interne a palladiana, in sintonia con le pavimentazioni originali. Come sottolinea l’architetto Carlo Lococo: «Nulla è andato perduto. Ogni frammento, ogni dettaglio è stato recuperato e trasformato, in un dialogo continuo tra memoria, sostenibilità e innovazione».

Un nodo della rigenerazione urbana marconiana

L’inaugurazione de L’Opificio si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione del quadrante Marconi, iniziato con il Teatro India e il parco Tevere Marconi. Il Campidoglio sta inoltre lavorando sul recupero degli ex magazzini dell’aeronautica militare – che diventeranno sede dell’archivio di Stato – e sugli ultimi edifici dell’ex fabbrica Mira Lanza, che un tempo comprendevano anche l’Opificio e che ospiteranno uno studentato. «L’Opificio vuole contribuire alla nuova fase di rilancio di questa zona di Roma. Una trasformazione in atto grazie a investimenti pubblici e privati e rassegne creative», afferma Elisabetta Pessano, direttrice de L’Opificio.

Spazi e funzioni rivitalizzate

L’impianto, esempio dell’architettura industriale del primo Novecento, è stato organizzato in tre macrozone funzionali: quella dedicata agli uffici, un tempo showroom, in cui sono conservati pavimenti e rivestimenti originali a testimonianza della lavorazione artigianale. Le sale macchine e i laboratori dallo stile industriale e con gessi decorativi sono stati convertiti in spazi polivalenti per shooting, eventi e laboratori. Infine il piano superiore è completamente dedicato a formazione e incontri, con aule moderne. Esternamente, un giardino di 800 metri quadrati rievoca un giardino archeologico: colonne, capitelli e decori marmorei sono integrati nel verde, tra aiuole e aree pavimentate. Le facciate esterne, con architravi e stemmi papali incastonati, raccontano la storia della Ditta Medici.

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