Roma, 14 luglio 2026
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Robert De Niro celebra i 50 anni di “Novecento”: «Bertolucci era dalla parte della gente»

Robert De Niro celebra a Roma i 50 anni di “Novecento”, ricorda Bernardo Bertolucci e parla di Scorsese, Leone e del cinema.

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Robert De Niro in Novecento di Bernardo Bertolucci (1976)

Robert De Niro in Novecento di Bernardo Bertolucci (1976)

Cinquant’anni dopo l’uscita di “Novecento”, Robert De Niro, attore statunitense due volte premio Oscar e protagonista del film di Bernardo Bertolucci, è tornato a celebrare uno dei capolavori del cinema italiano. Ospite della rassegna Il Cinema in Piazza, organizzata dalla Fondazione Piccolo America a piazza San Cosimato, a Trastevere, ha presentato la versione restaurata della prima parte del film dialogando con lo scrittore Antonio Monda e con il presidente della Fondazione, Valerio Carocci.

Accolto dall’applauso del pubblico, De Niro ha ricordato il primo incontro con Bertolucci e la nascita di un progetto destinato a entrare nella storia del cinema: «Mi offrì la parte in Novecento e fu fatta. Volevo lavorare con lui. È un regista meraviglioso, straordinario. E volevo far parte di qualcosa di speciale».

Il ricordo di Bertolucci e il significato del film

L’attore ha ripercorso anche i lunghi mesi trascorsi in Italia durante le riprese, raccontando l’esperienza di un set internazionale in cui ogni interprete recitava nella propria lingua, definendolo «un caos affascinante».

Parlando del valore dell’opera, De Niro ha sottolineato il messaggio che, a suo giudizio, Bertolucci voleva trasmettere: «Novecento parlava di oppressione. Parlava dell’epoca del fascismo, di ciò che è accaduto in questo Paese sotto il fascismo. E non so se Bernardo fosse comunista, socialista… non so davvero cosa fosse. So che era dalla parte della gente. E dalla parte del giusto».

Ha aggiunto di essere stato «orgoglioso di farne parte», ricordando che negli Stati Uniti il film non fu accolto come in Italia, ma osservando che un’opera d’arte può acquisire ancora più valore con il passare del tempo.

Il ricordo del regista si è intrecciato anche a quello della vita fuori dal set: «Bernardo era molto simpatico, mi piaceva davvero tanto».

De Niro ha raccontato che fu proprio Bertolucci a fargli conoscere alcuni ristoranti di Reggio Emilia «meravigliosi».

Il consiglio ai giovani e i ricordi dei grandi registi

Nel corso dell’incontro, l’attore ha rivolto anche un messaggio alle nuove generazioni: «Direi: fidatevi dei vostri istinti e delle vostre sensazioni quando vedete che qualcosa non va. Sta a voi decidere cosa volete fare, in base a quanto quella situazione incida su di voi e sulle persone che vi circondano. Quando vedete che qualcosa è giusto, vale lo stesso. Soprattutto di questi tempi, come sappiamo tutti».

Spazio poi ai ricordi delle grandi collaborazioni che hanno segnato la sua carriera. Di Martin Scorsese, regista con cui ha realizzato dieci film, ha detto:

«Martin è un grande, un grandissimo regista. Sono molto fortunato ad aver lavorato con lui in dieci film. Magari ne faremo ancora uno o due, chissà».

Parole accolte da un lungo applauso del pubblico.

Ha ricordato anche Francis Ford Coppola, e di come sia stato «molto fortunato» ad aver lavorato con lui, mentre di Sergio Leone ha sottolineato il talento e l’ironia: «Sergio era fantastico. Aveva un senso dell’umorismo incredibile».

Tra gli altri nomi evocati durante il dialogo anche Michael Cimino, Meryl Streep, definita «una grande attrice, meravigliosa, divertente» con l’augurio di poter lavorare ancora insieme, Joe Pesci e Al Pacino, protagonisti con De Niro di alcune delle pagine più celebri del cinema americano.

La serata si è chiusa tra applausi e sorrisi, con un ultimo saluto rivolto al pubblico romano:

«God bless Italy!».


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